Emergenza in Lombardia: si attivano le misure antismog a Milano e in altre 8 province
Condividi su
La giornata di lunedì 19 febbraio ha visto numerose polemiche e critiche al sindaco di Milano Giuseppe Sala e alla Lombardia per la gestione dello smog, che per il quarto giorno consecutivo ha superato la soglia massima consentita, rendendo il capoluogo la terza città più inquinata al mondo. L'aria è quasi irrespirabile e, tra le lamentele dei cittadini e degli abitanti della Pianura Padana, dal 20 febbraio entrano in vigore le misure antismog.
I dati sull'inquinamento a Milano
Rispondendo alle critiche per l'inquinamento a Milano e in Lombardia, sono stati messi in dubbio anche i dati che riguardano la qualità dell'aria in queste zone ed è esplosa un'accesa disputa. Secondo la classifica di IqAir, una società svizzera specializzata nel monitoraggio "live" della qualità dell'aria, la metropoli milanese si posiziona al terzo posto tra le città più inquinate al mondo.
Milano, secondo IqAir, è attualmente classificata come "non salutare", superata solo da Chengdu in Cina e Dhaka in Bangladesh. Al quarto posto, appena al di sopra di Milano, si trova Delhi in India. I dati sono stati ampiamente riportati dai media e condivisi sui social.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, tuttavia, ha polemizzato su questa classifica, mettendo in dubbio i dati registrati e affermando: "Sono rivelazioni estemporanee fatte da un ente privato, io sono anche seccato di dover rispondere a domande su questioni che non esistono. Noi stiamo lavorando per migliorare l'aria, Arpa dice che è migliorata anche se io sostengo che non è abbastanza. Parliamo di cose serie e questa non è una cosa seria".
Le misure antismog in Lombardia
Per fare fronte all'emergenza smog, a partire dal 20 febbraio entrano in vigore le misure antismog in nove province della Lombardia, tra cui la città metropolitana di Milano. Il piano di intervento, identificato come Primo Livello, risponde all'emergenza causata dalla persistente presenza di concentrazioni medie di Pm10 superiori a 50 microgrammi per metro cubo, registrate per quattro giorni consecutivi nella stessa provincia.
L'attivazione di queste misure è progettata per proteggere la salute pubblica e l'ambiente, agendo come una sorta di primo baluardo contro l'inquinamento atmosferico. Qualora queste condizioni di elevata concentrazione di inquinanti dovessero prolungarsi per sette giorni consecutivi, entrerebbero in vigore le più restrittive misure di Secondo Livello. Le limitazioni entreranno in vigore a Milano, Monza, Como, Bergamo, Brescia, Mantova, Cremona, Lodi e Pavia
Tra le principali restrizioni si annovera il blocco della circolazione per le vetture Euro 0-1 di tutte le alimentazioni, compresi i veicoli a gas, e dei diesel Euro 2-3-4, nell'arco orario dalle 7:30 alle 19:30. Questa restrizione si applica ai comuni con più di 30mila abitanti e a quelli che decidono di aderire volontariamente. Inoltre, è vietata la sosta con motore acceso per tutti i veicoli, un provvedimento diretto a ridurre le emissioni inutili.
Al fine di limitare ulteriormente le fonti di inquinamento, sono imposte restrizioni sull'uso dei generatori a legna per il riscaldamento domestico e vietato l'accensione di falò, barbecue e fuochi d'artificio. In parallelo, si stabiliscono restrizioni sullo spandimento di effluenti di allevamento, acque reflue, digestati, fertilizzanti e fanghi di depurazione. Queste misure mirano a contenere le fonti di inquinamento provenienti da diverse fonti.
La funzionalità delle misure antismog
Sull'importanza e la funzionalità delle misure antismog si è espresso l'assessore regionale all'Ambiente Giorgio Maione, che ha affermato: "Le misure sul miglioramento della qualità dell'aria in Lombardia proseguono. Investiremo anche quest'anno 30 milioni di euro per il rinnovamento degli impianti di riscaldamento e dei veicoli circolanti. In cinque anni gli investimenti complessivi legati alla sostenibilità ambientale in Lombardia ammontano a 19 miliardi".
"Negli ultimi 20 anni le misure adottate dalla Regione, gli investimenti fatti dalle imprese e i comportamenti virtuosi dei cittadini hanno portato a una riduzione del 39% delle concentrazioni di Pm10 e del 45% delle concentrazioni di No2. Questi sono i dati di sistema sui quali calibrare le politiche ambientali. Nel frattempo, in considerazione delle condizioni meteo che determinano il ristagno degli inquinanti al suolo attiviamo le misure temporanee previste dalla norma".
Condividi su