In Lombardia è approvato all’unanimità lo psicologo di base: cos’è e di cosa si occuperà
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Il 23 gennaio 2024 il Consiglio Regionale della Lombardia ha ufficialmente approvato all’unanimità il progetto di legge sul Servizio di Psicologia delle Cure Primarie: il decreto, sospinto dall’idea che sia vitale riconoscere l’importanza della salute mentale al pari di quella corporea, cerca di integrare il sostegno psicologico nel campo della medicina di base, inserendo figure di supporto come psicologi nella rete territoriale delle strutture di prossimità (ad esempio le Case di Comunità) affinché collaborino con altri esperti di medicina generale e i pediatri. Per l'avvio del progetto, nel triennio dal 2024 al 2026 è previsto un finanziamento di 36 milioni di euro (suddivisi in 12 milioni l’anno); sarà inoltre istituito un Osservatorio per monitorare l’assistenza psicologica fornita.
Lo psicologo di base: in cosa consiste
L’obiettivo della legge di otto articoli del Servizio di Psicologia delle Cure Primarie, promossa da Patrizia Baffi, è quello di integrare il modello di accesso alle cure e alle consulenze psicologiche nel Sistema Sanitario della regione, per garantire un’accessibilità più ampia ed agile ai cittadini dell’area, anziché dipendere interamente dalla loro capacità economica. Il nuovo esperto, lo "psicologo di base", lavorerà fianco a fianco con una serie di figure specialistiche della sanità già esistenti, come medici generali, pediatri di libera scelta e soprattutto con l’area già attiva di psicologia delle ASST.
L’emergenza della salute mentale: perché ce n’era bisogno?
A premessa di questo disegno di normativa c'è la convinzione che benessere mentale e fisico siano questioni di eguale importanza e che occorra dunque prendersi cura dell’una e dell’altra cosa; da questa necessità nasce l’importanza di integrare la sfera psicologica ed emotiva all’interno della medicina generale. Il servizio attivato sul territorio della regione Lombardia si occuperà per lo più di attività di diagnosi, prevenzione ed intervento precoce. Laddove sarà fondamentale indirizzare l'utente verso percorsi più specialistici, li orienterà verso la direzione più appropriata. L’aspirazione finale, insomma, sarebbe poi quella di trasformare l'assistenza in qualcosa a lungo termine, che garantisca una certa stabilità nelle cure e nel supporto psicologico.
La prevenzione psicologica, un tema scottante
La direzione è chiara: si tratta di un notevole passo verso la prevenzione; il progetto dello psicologo di base inizia a colmare un vuoto di assistenza da anni segnalato dalla comunità ma facilmente ignorabile, poiché la malattia o il disagio, molto spesso, si manifestano in modo invisibile. "La figura dello psicologo, essenziale visto il crescente disagio psichico soprattutto tra adolescenti e giovani, diventa accessibile a tutti,” così si è espressa Carmela Rozza, una dei primi firmatari del provvedimento: “Abbiamo chiesto e ottenuto che sia presente in ogni Casa di comunità un professionista cui rivolgersi con accesso diretto, senza bisogno di alcuna richiesta medica.”
È stata Laura Parolin, la Presidentessa dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, a portare avanti il duro lavoro per il riconoscimento della tutela della salute mentale come un tema assolutamente centrale ed urgente al giorno odierno. Grazie a lei il potenziamento delle strutture territoriali è passato attraverso un’approvazione bipartisan, di conciliazione tra i diversi fronti politici.
Un passo all’unanimità verso il benessere psicologico per tutti
Patrizia Baffi si è detta soddisfatta: “Il lavoro fatto in Commissione Sanità, con le audizioni dei portatori di interesse e con il contributo di tutti i commissari, ci ha permesso di completare un’offerta che risponde alle necessità dei più fragili, che mette al centro la persona e i suoi familiari, che offre un percorso di prevenzione, che completa un quadro normativo innovativo a vantaggio dei cittadini lombardi e della loro salute”.
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