Educazione ambientale: come crescere figli attenti alla sostenibilità
Condividi su
"Mamma, perché quella bottiglia di plastica è finita in mare se io l'ho messa nel bidone giusto?". La domanda di un bambino di sette anni davanti a una spiaggia piena di rifiuti racchiude tutta la complessità dell'educazione ambientale. Come spiegare ai nostri figli che il futuro del pianeta dipende anche dai loro piccoli gesti quotidiani? E soprattutto, come fare in modo che questi gesti diventino naturali, senza terrorizzarli con scenari apocalittici?
La risposta arriva da chi studia questi temi da anni: l'educazione alla sostenibilità non è una materia da imparare sui libri, ma un modo di vivere che si trasmette in famiglia, gesto dopo gesto, esempio dopo esempio.
Ne abbiamo parlato con Cristina Birbes, professoressa in pedagogia generale e sociale alla facoltà di Scienze della formazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e specializzata in pedagogia ambientale.
La famiglia come prima scuola di umanità
"Nel parlare di educazione alla natura, all'ambiente, alla sostenibilità, non possiamo prescindere da un'ecologia familiare che vede proprio nella famiglia la prima scuola di umanità - spiega Birbes -. È il luogo dove davvero possiamo adoperarci come adulti, come genitori, per costruire stili di vita sostenibili". Il punto di partenza è comprendere che educare significa non solo coltivare e far crescere, ma anche "tirare fuori" - dal latino educere - le potenzialità dei nostri figli. E questo include tirarli fuori dalle zone di comfort della nostra società consumistica, da quella tendenza all'indoorization che li tiene chiusi in spazi limitati, privandoli di quegli spazi di libertà, cultura, esplorazione e creatività fondamentali per la loro crescita.
Dalla testimonianza all'azione quotidiana
L'educazione ambientale non può prescindere dalla testimonianza. Come sottolinea anche il ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, se si parla di educare i bambini, le parole non contano quanto un buon esempio. I genitori devono farsi carico della responsabilità verso l'ambiente e verso il futuro, facendo capire ai bambini che fin da piccoli possono fare la loro parte in questa azione condivisa di miglioramento.
Ma come tradurre tutto questo nella pratica quotidiana? "Innanzitutto riscoprendo il valore e il contatto con la natura nella nostra quotidianità familiare - suggerisce Birbes - non solo nell'eccezionalità della gita domenicale, ma impegnandoci per ricostruire quell'identità ecologica che i bambini di oggi hanno forse perso".
Consigli pratici per genitori attenti all'ambiente
Riscoprire il "fuori"
Ritrovare il gusto di stare in giardino, fare una passeggiata o una camminata insieme in un bosco, percorrere le strade della propria città. Recuperare il contatto con la natura non significa solo andare in un bosco incontaminato, ma vivere diversamente gli spazi esterni delle nostre città e territori.
La tavola come laboratorio di sostenibilità
Fare la spesa insieme secondo criteri di stagionalità e territorialità può diventare un'occasione educativa preziosa. A tavola si parte dal rispetto del cibo, spiegando ai bambini che viviamo in un "mondo tutto attaccato" - come diceva l'ambientalista Vittorio Cogliati Dezza - dove non siamo solo noi umani ad abitare questo pianeta, ma condividiamo lo spazio con altri esseri viventi, animali e vegetali, che meritano lo stesso rispetto.
Scelte quotidiane che fanno la differenza
Scegliere uno zaino più leggero, quaderni con carta riciclata, cercare di ridurre imballaggi nel carrello della spesa. Tutte scelte che, spiegate con l'esempio, fanno capire ai bambini che la Terra è una casa comune da rispettare.
L'importanza dell'esperienza diretta
Come evidenziano gli studi neuroscientifici citati dai pedagoghi, il cervello umano fatica a processare informazioni sul futuro lontano. Per questo è necessario lavorare sul presente per salvaguardare il futuro. Il rispetto verso qualsiasi elemento nasce dalla conoscenza diretta: più conosceremo l'ambiente che ci circonda, più sarà alta la motivazione a rispettarlo. Un esempio concreto: portare i bambini al mare e far notare la bottiglia di plastica portata dalle onde. "Guarda, non ti sembra uguale a quella che abbiamo usato ieri?" Il bambino capisce subito la connessione tra il suo gesto responsabile di differenziare i rifiuti e quello irresponsabile di chi non lo fa, vedendone le conseguenze immediate sull'ambiente.
Dare l'esempio nelle piccole azioni
Le piccole azioni quotidiane diventano lezioni preziose quando vengono spiegate ai bambini. Riutilizzare l'acqua che abbiamo usato per lavare l'insalata per annaffiare i fiori del balcone diventa un gesto di rispetto verso le risorse naturali. Allo stesso modo, spiegare il processo di compostaggio mentre frulliamo bucce di frutta, gusci d'uovo e resti di verdura per arricchire la terra dei vasi insegna il valore del riciclo naturale. Anche evitare gli sprechi quotidiani - spegnere le luci quando usciamo da una stanza, regolare i termostati, chiudere l'acqua del rubinetto mentre ci laviamo i denti, non lasciare cibo nel piatto - sono gesti che, accompagnati da brevi spiegazioni, aiutano i bambini a comprendere il valore delle risorse e l'importanza di non sprecarle.
L'outdoor education a scuola
L'educazione ambientale sta finalmente entrando anche nelle scuole pubbliche. "L'Indire ha riconosciuto l'importanza di implementare l'outdoor education nelle nostre scuole - sottolinea Birbes - e il tema dell'educazione alla sostenibilità è già presente nelle 33 ore obbligatorie di educazione civica, dall'infanzia fino alla secondaria di secondo grado".
Anche per le scuole in città, dove l'ambiente è meno "naturale", la soluzione è "riabitare il fuori": non serve avere un parco fantastico nella scuola, ma si può abitare diversamente la città attraverso la mobilità dolce, valorizzando il camminare e riscoprendo gli aspetti culturali e museali del territorio.
Tre parole chiave per il futuro
Secondo la professoressa Birbes, tre sono le parole chiave per educare alla sostenibilità: rispetto di se stessi e degli altri esseri viventi, cura dell'ambiente che ci circonda, e gentilezza nelle relazioni. "Non è certo un atteggiamento aggressivo e arrogante che ci porta a costruire un futuro di sostenibilità", conclude.
Come dice Luisa Mortari nel saggio Educazione ecologica, dobbiamo trasmettere sia conoscenze rispetto alla natura e all'ambiente, sia far emozionare i bambini nella natura, riscoprendo il valore della meraviglia e della bellezza che abbiamo nella nostra quotidianità. È questo nuovo modo di pensare che ci porta a connetterci e relazionarci con gli altri, costruendo insieme un futuro più sostenibile. L'educazione ambientale, quindi, non è solo una questione di regole da seguire, ma un modo di essere nel mondo che si impara giorno dopo giorno, gesto dopo gesto, nella semplicità della vita familiare.
Condividi su