Suicidio assistito in Veneto per una donna malata terminale: "Libera fino alla fine"
La fine di una "sofferenza intollerabile" per una donna di 78 anni affetta da un tumore non curabile, che avrà accesso al suicidio assistito nella sua regione.
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La richiesta: autonoma e consapevole
La protagonista di questa storia è una donna di 78 anni, affetta da patologia oncologica irreversibile che ha deciso di procedere con l'aiuto alla morte assistita in maniera autonoma e consapevole: assistita dai legali dell'Associazione Luca Coscioni, nel novembre 2022 aveva infatti iniziato la procedura richiedendo all’azienda sanitaria competente di effettuare tutte le verifiche per accedere all’aiuto alla morte volontaria, come previsto dalla sentenza "Cappato" della Corte costituzionale.
Il via libera al suicidio assistito
L'azienda sanitaria ha effettuato tutti gli accertamenti previsti, confermando inoltre che la malattia di cui soffre la donna "produce sofferenza che lei stessa reputa intollerabile": così nel marzo 2023 la paziente è stata informata del "via libera" da parte del Comitato etico. Stabilito il tipo di farmaco che verrà utilizzato, insieme ai macchinari necessari per l'autosomministrazione, è stato confermato che "il Servizio sanitario regionale (veneto, ndr) fornirà tutto quanto occorre nell'immediatezza dell'evento".
Libera fino alla fine
"Ho vissuto periodi pesanti con forza e volontà per affrontarli, fin dall'inizio ero informata che si prospettava un periodo difficile e così è andata, ed ecco la motivazione della mia richiesta di fine vita dignitosa": queste le parole della donna, che ha scelto in modo autonomo e consapevole il suicidio assistito. La 78enne ha dichiarato di aver avuto "una vita libera, bella, quando deciderò di procedere con l'aiuto al suicidio per porre fine alle mie sofferenze nonostante tutto l'ultima parola per me sarà 'la vita è bella' e sono stata libera fino alla fine".
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