Tutte le frasi di Michela Murgia: le più belle e significative di una voce ribelle
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Michela Murgia ha vissuto 10 vite, come ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera, e ci ha lasciato un’eredità preziosa perché così è stata la sua lotta e il suo attivismo antifascista e femminista. Dal 2011, quando ha iniziato a scrivere i suoi primi saggi, si è distinta in Italia per il suo impegno sui temi dei diritti e della rappresentazione delle donne, della violenza di genere, del pensiero patriarcale, del sessismo nel linguaggio e dei pericoli legati all'affermarsi di ideologie e movimenti neofascisti nella politica e nella società. Temi ricorrenti nelle opere di Michela Murgia che ha sempre esposto con tenacia e potenza i suoi valori e ideali, come ha fatto ai microfoni de la Repubblica delle Idee nel video che ti lasciamo qui sotto.
Chi è Michela Murgia?
Michela Murgia, nata il 3 giugno 1972 a Cabras, in Sardegna, è stata una poliedrica figura italiana: scrittrice, giornalista e politica. Dopo aver iniziato la sua carriera come giornalista per varie testate italiane, ha raggiunto la fama nazionale nel 2009 con il suo romanzo d'esordio Accabadora, vincitore del Premio Campiello. Oltre alla narrativa, ha pubblicato saggi e collaborato con riviste e giornali, affrontando temi sociali, politici e culturali. È apparsa anche in programmi televisivi come Le invasioni Barbariche e Quante Storie. Nel 2013 ha intrapreso la carriera politica candidandosi con il Partito Democratico e venendo eletta alla Camera dei Deputati nel 2018.
Michela Murgia: vita privata
Michela Murgia ha abbracciato il buddhismo nel 2006, parlando apertamente dell'impatto che questa spiritualità ha avuto sulla sua vita e sulla sua visione del mondo, temi che ritornano spesso nei suoi scritti. Oltre alla scrittura, ha collaborato con compagnie teatrali, ampliando la sua sensibilità artistica anche al mondo del teatro. Dal 2010 al 2014 è stata sposata con Manuel Persico, informatico bergamasco più giovane di dodici anni.
Nonostante abbia dichiarato di essersi ripresa da un tumore diagnosticatole nel 2014, a maggio 2023 ha annunciato la sua ricaduta.
Michela Murgia, nel tempo, si è costruita la sua famiglia queer con i cosiddetti “figli dell’anima”, che la stessa scrittrice definiva: “Una famiglia ibrida, fondata sullo ius voluntatis, sul diritto della volontà”.
Nel luglio 2023, si è sposata con un'unione civile in articulo mortis con l'attore Lorenzo Terenzi, condividendo il rito sui social media, sebbene abbia precisato di farlo controvoglia e di non volere congratulazioni, sottolineando le limitazioni e il carattere patriarcale di tale istituzione.
Michela Murgia e l’attivismo sociale e politico
Michela Murgia si è sempre dedicata sia alla scrittura sia all'impegno sociale e politico, con una voce critica che si è distinta per la difesa dei diritti delle donne e delle minoranze. Dal gennaio 2021 cura la rubrica L'Antitaliana su L'Espresso, diventando la prima donna a firmarla dopo Giorgio Bocca e Roberto Saviano.
Durante tutta la sua vita e carriera ha dato voce a molteplici battaglie, dalla difesa dei diritti delle donne alla lotta contro le discriminazioni LGBTQ+.
Ciò che ha reso Michela Murgia unica è stata la sua abilità nell’esporre tematiche radicali che trovavano eco e popolarità, e che grazie a lei arrivarono per la prima volta in spazi prima inaccessibili.
Citazioni Michela Murgia dai suoi libri
Michela Murgia ha scritto molti libri e saggi in cui si è sempre fatta portavoce di battaglie sociali e politiche, portando avanti i suoi ideali e i suoi valori contro il conformismo e la società patriarcale. Di seguito una raccolta delle frasi più belle dai suoi libri.
Un gruppo di uomini che parlano è un consesso dialettico, un gruppo di donne un pollaio. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
Non è così la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate. (Viaggio in Sardegna)
Ho coltivato una speciale diffidenza per chi si compiace di dire sempre quello che pensa. Temo con ogni fibra quel tipo di persona che è pronta a scambiare per pensiero il moto casuale di tutto quello che gli passa per la testa e chiama sincerità l’incapacità di controllarlo. (Chirù)
Molte volte nella vita ho osservato le persone agire mosse dall'idea che la confidenza le autorizzasse a trascurare la grazia. (Chirù)
Bisognerebbe difendersi dalle prime volte, perché consumano la nostra capacità di evocare la meraviglia. (Chirù)
Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose si strusciano nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C'è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi piú dei luoghi stessi, e generano mondi. (Viaggio in Sardegna)
Tutti quei veicoli ad alto impatto emotivo e bassissimo conflitto critico che fondano le nostre convinzioni molto piú di quanto possiamo arrivare a stimare, specialmente quando le assimiliamo da bambini. (Ave Mary: e la Chiesa inventò la donna)
Ogni volta che apri bocca per parlare, ricordati che è con la parola che Dio ha creato il mondo. (Accabadora)
Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione è la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell'anima. (Accabadora)
Tutto sembra grande, se si sta in ginocchio. (Il mondo deve sapere)
Non permettergli mai di ridurti a pensare che vali solo quello che ti pagano. (Il mondo deve sapere)
In ogni ambito ci sono uomini mediocri e uomini eccellenti; solo che quando un uomo sbaglia è colpa sua, mentre quando sbaglia una donna, sono tutte le donne a essere incluse nel suo fallimento. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
Per poter acquisire il diritto di occupare lo spazio civico, una donna deve avere una competenza eccezionale laddove a un uomo basta essere minimamente capace. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
Volere è potere, dice il proverbio, ma alle donne si lascia credere che il loro potere sia invece quello di essere volute. È un inganno: desiderare ti rende soggetto attivo e ti educa a scegliere, invece che a essere scelta. Chi desidera comanda. Dire sempre «desiderami» e mai «io desidero» è un cammino di de-formazione, perché chi può solo essere desiderabile sacrificherà la propria forma per prendere quella che pensa sarà piú desiderata, condannandosi a esistere solo come conseguenza dello sguardo di altri. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
In ogni ambito ci sono uomini mediocri e uomini eccellenti; solo che quando un uomo sbaglia è colpa sua, mentre quando sbaglia una donna, sono tutte le donne a essere incluse nel suo fallimento. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
Riemergere da se stessi è tanto difficile quanto più si è profondi. (Accabadora)
Benedetto sempre sia il rispetto per la carne della nostra carne, ma la strada e l’averci giocato insieme offre ai bambini una più alta dimensione di parentela, che nemmeno da adulti sarà mai dimenticata. (L’incontro)
A sette anni regalano il piccolo chimico a tuo fratello e a te mettono in braccio una bambola, e continua dieci anni dopo quando, troppo tardi, durante l’ultimo anno del liceo, faranno campagne per «avvicinare le ragazze» alle materie scientifiche, sottintendendo implicitamente che se ne siano allontanate da sole. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
Cosí un uomo che dissente è una voce coraggiosa che non le manda a dire, mentre una donna che dissente è una rompipalle che ha sempre da ridire su tutto. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
Le donne italiane, che sono tra le europee quelle che subiscono il maggior dislivello nella distribuzione del carico di lavoro familiare nella coppia, se vivono anche la dimensione della carriera svolgono di fatto due lavori, uno dei quali non retribuito, con il relativo carico mentale. In questa carambola di energie disperse si inserisce la terrificante leggenda del cervello femminile multitasking, che aggiunge ulteriori pretese di performatività. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
Con la morte la donna non è mai in un rapporto di protagonismo, ma sempre in quello di passiva conseguenza. (Ave Mary: e la Chiesa inventò la donna)
Si può inchiappettare qualcuno in ogni posizione, nel Kamasutra del marketing. (Il mondo deve sapere)
Nell'ora della debolezza alcuni preferiscono diventare credenti piuttosto che forti. (Accabadora)
Il dolore è nudo, e il nero serve a coprirlo, non a farlo vedere. (Accabadora)
l mansplaining, parola resa al meglio in italiano dal neologismo «minchiarimento», è proprio questo: una pratica sessista di superiorità paternalistica esercitata da qualunque uomo che, in una discussione con una donna, si metta a illustrarle le cose in modo accondiscendente e semplificato, dando per scontato che lei ne sappia meno di lui anche quando ci sarebbero abbastanza elementi per supporre il contrario. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
Non si può capire l’Italia senza capire il potere, e non si può capire il potere senza capire la sua dimensione maschile. (Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più)
In ogni famiglia c’è un membro che orienta il clima emotivo di tutti gli altri. (Chirù)
Non capiva perché le persone passassero tutta la vita a cercare di essere più speciali degli altri: se solo avessero immaginato cosa significava essere diversi in un posto in cui essere diversi voleva dire essere soli, ciascuno si sarebbe accontentato di sé stesso. (Chirù)
Essere malati in un certo senso vuol dire essere speciali, ma solo se c’è qualcuno che quella specialità decide di amarla così com’è. Altrimenti essere speciale è solo un modo gentile per dire che sei solo. (Noi siamo tempesta)
E se a cambiare fossero le storie che ci insegnano da bambini? Se anziché farli addormentare sognandosi soli contro il mondo e l'uno contro l'altro dessimo loro avventure dove diventare potenti insieme? (Noi siamo tempesta)
L’handicap, nella testa delle persone che non lo hanno, è sempre qualcosa che ti manca. [...] La differenza non è un vuoto di possibilità ma un pieno di alternative. (Noi siamo tempesta)
Se la vita ti porta via qualcosa e ti rende fragile, non è la forza dell'altro che ti serve, ma sapere che la tua debolezza è accolta e capita, che nessuno la teme o la sfugge. (Noi siamo tempesta)
Una sera ti metti a tavola e la vita che conoscevi è finita. (Tre ciotole, rituali per un anno di crisi)
Vorrei capire, da femminista, se la fede cristiana sia davvero in contraddizione con il nostro desiderio di un mondo inclusivo e non patriarcale, o se invece non si possa mostrare addirittura un'alleata. (God Save the Queer)
Michela Murgia: le frasi più significative dalle sue interviste
Michela Murgia non ha mai avuto paura di esporre il suo pensiero rivoluzionario e le sue idee anticonformiste. Ecco alcune delle citazioni significative dalle sue interviste nel corso degli anni.
Non ho paura di morire. Ho cinquant’anni, ma ho vissuto dieci vite. Ho fatto cose che la stragrande maggioranza delle persone non fa in una vita intera. Cose che non sapevo neppure di desiderare. Ho ricordi preziosi.
Con dissenso intendo la capacità di contestare chi governa in generale, la disobbedienza civile è una conseguenza e la fa chi si trova a fare delle scelte.
La differenza tra un esperto e un intellettuale è che il primo è competente nel merito e può parlare di quello, il secondo lo è nel metodo e può parlare di tutto.
Io non ho figli, ma ho un’eredità da lasciare: quello che so fare, quello che ho visto, quello che ho imparato a chi andrà? A nessuno? No. Andrà ai figli degli altri, se c’è qualcuno che vorrà imparare.
Il processo di riappropriazione della propria complessità per le donne deve passare attraverso la costruzione di un sano immaginario del limite. È una questione di sopravvivenza, e non solo in rapporto a se stesse, perché la donna rappresentata da Maria offre anche all’uomo un modello inaccessibile e frustrante con cui rapportarsi. Impossibile da possedere, intangibile al tempo e alla sua consunzione, la donna-santuario resta un mistero davanti al quale o ci si inginocchia o si bestemmia.
Il silenzio è un linguaggio che spesso dice molto più delle parole.
Dire che il fascismo è un’opinione è come dire che la mafia è un’opinione.
La felicità non dipende dalle circostanze esterne, ma dalla nostra capacità di trovare gioia nelle piccole cose.
Non immagino l’aldilà come un luogo, ma uno stato sentimentale. Dio è una relazione. [...] Nell’aldilà sarà una comunione continua, senza intervalli.
Il matrimonio? Lo abbiamo fatto controvoglia: se avessimo avuto un altro modo per garantirci i diritti a vicenda non saremmo mai ricorsi a uno strumento così patriarcale e limitato.
Posso lasciarvi un’eredità? Disobbedite. Rompete la regola. Non fatevi mai dire che non state bene con quello che vi fa stare bene.
Michela Murgia si è distinta non solo come una figura poliedrica nel panorama culturale italiano, ma anche come una voce audace e impegnata che ha saputo portare avanti battaglie sociali e politiche con determinazione e grande sensibilità. La sua capacità di trasmettere messaggi radicali con incisività, unita alla sua dedizione alla scrittura, al teatro e alla difesa dei diritti delle donne e delle minoranze, la rendono una figura di rilievo, capace di ispirare e provocare riflessioni profonde nella società contemporanea.
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