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la piazza viola Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Michela Murgia oggi splende: l'eredità di Purple Square

Progetti presenti e progetti futuri nel nome di Michela Murgia, affinché la sua voce non si spenga mai.
Purple Square è la community "viola" che può fare tanto.
di Eugenia Nicolosi

Esiste uno spazio anzi ne esistono due. Uno virtuale e uno fisico. Anzi ne esistono molti, di quelli fisici. Un gruppo - oltre 9mila persone - si riunisce virtualmente e fisiscamente in molte città d'Italia sotto il nome di Purple Square, (letteralmente "piazza viola"). E lo fanno sotto l'ala politica di Michela Murgia. Perché lo scorso 10 agosto 2023 la scrittrice e attivista Michela Murgia non ha smesso di parlare, di ragionare, di esistere.

Michela Murgia sull'importanza dell'intersezionalità a Repubblica delle Idee 2020

Aveva ragione Chiara Valerio, scrittrice (sì: è riduttivo) che in occasione del funerale aveva deciso che di Michela Murgia avrebbe parlato usando il futuro: "Allora siccome Michela Murgia se ne andrà prima del tempo, perché non c’è tempo, e perché come sappiamo tutti, essendo stati bambini, è difficile coniugare i verbi, allora oggi per Michela Murgia usiamo il tempo atmosferico così domani pioverà Michela Murgia o splenderà Michela Murgia o Michela Murgia sarà ventosa o nebbiosa o afosa o fresca e ventilata". 

cosa succede dentro purple square

Allora Michela Murgia non esiste ancora soltanto nei suoi libri (che continuano a uscire) e nei suoi argomentatissimi discorsi che ancora circolano in rete e che oggi servono più che mai. Michela Murgia esiste ogni giorno, tutti i giorni, nei pensieri e nelle parole e nelle azioni delle attiviste e degli attivisti di Purple Square che si incontrano prima di tutto su Telegram. La piattaforma di messaggistica istantanea è lo scenario dentro al quale l'eredità della scrittrice si è fatta concreta nelle ultime settimane dell'estate 2023. Qui ci si confronta, si chiacchiera, si ricorda ma si agisce. Infatti sono nati dei sottogruppi: comunicazione, rassegna stampa sessista, i nodi delle diverse regioni italiane. Un sottogruppo, tra gli oltre trenta, si chiama "Corea" perché si condividono canzoni K Pop. Le persone che scrivono vivono in tutta Italia ma anche all'estero. Gli eventi che organizzano, tra gruppi di lettura e azioni condivise, ricalcano lo spirito dell'intellettuale sarda sia nell'attacco al linguaggio offensivo che ancora troppo spesso viene usato dai media, sia nella modalità di confronto e dibattito rispetto ai temi caldi (nazionali ma anche locali). Gender pay gap e gender gap, libri, mascolinità tossica, infanzia, consenso e stereotipi, tra gli altri, gli argomenti più centrali. 

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la "batt woman"

Un account anonimo noto come @labattwoman ha creato il primo gruppo Telegram dal quale poi la community di Purple Square si è allargata e mossa in autonomia. "All'inizio mi scrivevano in privato alcune followers di Michela per concordarsi per andare a Roma in occasione del funerale". Ma a cerimonia conclusa non volevano lasciare lo spazio. Il nome "Purple square" nasce dall'ossessione di Murgia stessa per i BTS gruppo appunto di cantanti K Pop e in generale per la cultura coreana, attenta ai bisogni della comunità il cui colore di riferimento è viola (che è anche il colore del femminismo). Square vuol dire "piazza": un ambiente quindi che a tutti gli effetti era una piazza digitale.

I gruppi di lettura sono senz'altro lo zoccolo duro di attività del gruppo. Ma oltre ai libri di Michela Murgia è la linea progressista delle autrici femministe e degli autori femministi quello che contraddingue l'ingresso di nuovi testi tra le attiviste di Purple Square.

"L'obiettivo generale è portare avanti la visione democratica e femminista che Michela Murgia aveva del futuro", continua la Batt Woman. "Dopo la sua morte c'è stato il trauma: ci siamo chieste e ora chi si occuperà di fare tutto ciò?". Indicativo il fatto che la descrizione del gruppo è una citazione di Antonio Gramsci. “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza” (primo numero di L’Ordine Nuovo, pubblicato nel 1919)."Sappiamo che Michela Murgia aveva curato l'introduzione de Le lettere dal carcere per Einaudi ed era senza dubbio gramsciana, continua, ma un altro progetto è Archivio Vivo: un foglio di Google alimentato e arricchito continuamente con ogni contenuto online che esce su Michela Murgia". Ogni volta che viene citata, ricordata, nominata ma principalmente se era lei a parlare: Purple Square vede, registra, conserva. "Lo useremo per la manifestazione La Repubblica delle Ideee a Bologna a giugno prossimo: ci hanno chiesto una collaborazione per costruire un momento di tributo video". Tra i progetti futuri anche Purple Agora: portare sui social una voca plurale e della rete intera per parlare delle varie linee che emergono quando una comunità si esprime su un tema, per dare valore alla complessità delle visioni che fisiologicamente esistono in una comunità e che sono da coltivare, non da appiattire.

Aveva ragione Chiara Valerio quando di Michela Murgia parlava al futuro. "Voci come la sua sono difficili da trovare, la sua chiave di lettura sull'attualità era irrinunciabile", conclude la Batt Woman, "ma ragionando in rete praticando la fiducia l'una nell'altra, si può sviluppare un dibattito sano sulle questioni politiche e sociali e costruire una barriera di resistenza democratica".