Francesca Fagnani e Kasia Smutniak al Manzoni contro la violenza sulle donne: "Ho dovuto nascondere la mia femminilità"
Condividi su
L'importante serata, patrocinata dal Comune di Milano e rappresentata dall'assessora Alessia Cappello, ha visto la partecipazione di illustri ospiti come Sabina Belli, Ceo di Pomellato, e Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano. Francesca Fagnani e Kasia Smutniak hanno guidato un dibattito coinvolgente, invitando uomini e donne a dire "basta" alla violenza di genere.
La Giornata contro la violenza sulle donne
Sabina Belli ha sottolineato l'importanza di un evento "non mondano" in occasione della Giornata Mondiale per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne, e ha espresso il desiderio di coinvolgere gli uomini in una "rivoluzione culturale" insieme a Pomellato e CADMI, Casa di accoglienza delle donne maltrattate. La serata ha preso forma con una platea affollata e volti noti che hanno risposto alla domanda cruciale: "Perché?".
La riflessione giuridica e scientifica
Il professor Gianvito Martino, neuroscienziato e medico neurologo, ha sottolineato l'importanza di una riflessione sulla cultura che ha permesso il predominio maschile nella società. Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano, ha evidenziato l'efficacia delle leggi esistenti contro la violenza di genere e la necessità di una consapevolezza diffusa. La discussione ha evidenziato la mancanza di consapevolezza sul fatto che la violenza contro le donne e il femminicidio, sono crimini mossi da un movente ben preciso.
L'approccio educativo e scolastico alla violenza
Alessia Dulbecco, pedagogista, ha suggerito che il sistema pedagogico debba essere più mirato, coinvolgendo famiglie e scuole per eliminare gli stereotipi di genere. Elvira Valleri ha tracciato le radici della violenza nel pensiero occidentale, evidenziando la necessità di un cambiamento culturale.
La voce degli uomini
Francesca Fagnani ha intervistato Michele Poli, vicepresidente dell'associazione Maschile Plurale, che ha offerto una prospettiva unica su come lavorare con uomini violenti. Poli ha sottolineato la necessità di un percorso di crescita personale per gli uomini che vogliono abbandonare il modello patriarcale.
Il monologo di Kasia Smutniak
L'attrice e regista Kasia Smutniak ha condiviso la sua esperienza di essere sottovalutata a causa del genere, evidenziando la necessità di abbattere il "muro" della violenza. Nel suo monologo, Smutniak ha voluto raccogliere alcune espressioni utilizzate dagli uomini che, nel corso della storia, si sono radicate come pregiudizio nei confronti delle donne. Queste espressioni sono state raccolte da Tamara Starr nel libro "La naturale inferiorità delle donne". Da Pitagora a Erodoto ("Spogliandosi dei suoi indumenti, una donna si spoglia del suo diritto di essere rispettata"), da Baudelaire a Samuel Johnson ("Una donna che predica è come un cane che cammina su due zampe: non lo fa bene ma ti sorprende che riesca a farlo").
Kasia Smutniak: essere una donna del mondo dello spettacolo
Per l'occasione, l'attrice he anche raccontato la propria esperienza di attrice e regista donna rispetto alla cultura patriacale: "Ho dovuto in qualche maniera nascondere la mia femminilità e mascherarla. Ho capito presto, da giovane donna, anzi, da ragazza, che cosa non dovevo fare per sopravvivere in una società e per ottenere quello che volevo. Non dovevo assolutamente dimostrare di essere più intelligente di un uomo, non potevo dimostrare di essere più forte, più brillante e anche più divertente. Non potevo neanche guadagnare più soldi oppure essere più ambiziosa".
Condividi su