Parte del gruppo e

Magazine
Forum
Argomenti
Violenza di genere Aggiornato alle 2 minuti di lettura

I piani del Governo contro la violenza sulle donne: dall'opuscolo informativo alla censura della trap

Violenza di genere in Italia: serviva un opuscolo?
Violenza di genere in Italia: serviva un opuscolo?  (getty images)
Sono diverse le proposte emerse in questi giorni per contrastare la violenza di genere e i femminicidi. La prima calendarizzazione al Senato la prossima settimana.
di Ileana Dugato

La vicenda di Giulia Cecchettin ha riportato centrale per l'ennesima volta il tema della violenza di genere e delle misure preventive e cautelari da adottare in aiuto alle donne vittime. L’obiettivo è quello di giungere a un rafforzamento della disciplina in vigore, quella che viene chiamata Codice Rosso, per rafforzare e velocizzare le misure già previste.

Accanto al Codice Rosso sono molte le proposte avanzate, dall'opuscolo del ministro Nordio alla censura delle canzoni trap dai testi violenti e sessisti. Vediamo quali sono.

Arianna Vignetti e la campagna contro le molestie sui mezzi pubblici: "Noi, in quanto donne, speriamo che ci rubino solo il portafoglio"

lI rafforzamento del Codice Rosso

Il primo obiettivo del governo è una votazione lampo sul rafforzamento e la velocizzazione del Codice Rosso, l'insieme di norme già vigenti che prevendono misure cautelari e di prevenzione in difesa delle donne vittime di violenza. La discussione in Senato è calendarizzata per la prossima settimana.

Il primo passo è il rafforzamento degli strumenti di prevenzione - come ammonimento, braccialetto elettronico, distanza minima di avvicinamento e vigilanza dinamica - con la loro applicazione ai cosiddetti “reati spia”, che hanno il compito di evitare che la violenza venga del tutto perpetrata e che l’eventuale intervento maturi troppo tardi per bloccarne le conseguenze.

Su questo punto la leader del PD Elly Schlein ha chiesto alla Presidente del Consiglio Meloni di mettere da parte le differenze politiche affinché venga data una risposta veloce all'emergenza della violenza di genere: "Non basta la repressione se non si fa prevenzione. Approviamo subito in Parlamento una legge che introduca l’educazione al rispetto e all’affettività in tutte le scuole d’Italia". Proposta avanzata anche lo scorso mercoledì con il "piano Valditara" per le scuole.

media_alt
(getty images)

L'opuscolo informativo del ministro Nordio

A lato del rafforzamento del Codice Rosso, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha proposto come strumento per combattere i femminicidi un opuscolo informativo, che servirà ad affiancare le nuove norme da approvare. Sul caso di Giulia Cecchettin, Nordio ha affermato: "Di femminicidi ne ho visti tanti, ma mai come questo. Il tempo trascorso mi induceva a pensare a una conclusione tragica. Nessuna norma è risolutiva. Sulla repressione noi abbiamo dato il segnale che lo Stato c’è. Ma la soluzione transita da una forma di rieducazione su questo tema".

Una delle soluzioni, quindi, è quella di fornire un opuscolo riassuntivo che indica alle donne tutti i comportamenti "spia" che sono un segnale d'allarme per possibili violenze future:

"Come nella mafia esistono i reati spia, così nei femminicidi ci sono gli atteggiamenti spia: sintomi di un possibile aggravamento di violenza. Prepariamo un opuscolo, con una grafica molto comprensibile, da diffondere in scuole, social, posti di lavoro"

Nonostante la posizione di Nordio - che sostiene come "occorre informare anche i maschietti dei reati prefigurati e dei rischi che si corrono con certi comportamenti perché l’addensamento di questi reati mi fa pensare anche a una sorta di emulazione" -, la proposta dell'opuscolo informativo non ha convinto pienamente l'opinione pubblica.

media_alt
(getty images)

La censura contro le canzoni trap

Un'altra polemica nata attorno alla questione della violenza di genere, e sollevata da Cristiana Capotondi su La7, è quella sulla musica trap e sui testi delle canzoni, pieni di violenza e sessismo.

A seguito della polemica, a cui hanno risposto anche i diretti interessati, con una nota il Codacons ha lanciato un appello alle radio italiane, a YouTube e alla Siae di censurare le canzoni dei trapper che incitano alla violenza sulle donne. Posizione appoggiata da Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera ed esponente di Fratelli d’Italia, che ha commentato:

"È importante riconoscere il ruolo della musica nella formazione giovanile. Molti testi di quel genere sono di una violenza sessista ben lontana dalla creatività artistica, spesso conditi da messaggi pro droga e contro le forze dell’ordine. La donna risulta un oggetto da consumare, una sorta di merce sessuale trasferita in note, volgarizzata e usata come strumento di appagamento personale. Non è certo questa l'unica iniziativa da prendere, ma non c'è dubbio che esista una frustrazione giovanile diffusa, incoraggiata da tanti fattori, che diventa troppe volte violenza bestiale e genera rapporti malati"