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Sanremo 2025 Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Sanremo 2025: la lista dei 30 cantanti ammessi e le prime polemiche dal Codacons e sui temi politici

Sanremo 2025: la lista dei 30 cantanti partecipanti alla kermesse, le polemiche del Codacons e sul dissing tra Fedez e Tony Effe
Sanremo 2025: la lista dei 30 cantanti partecipanti alla kermesse, le polemiche del Codacons e sul dissing tra Fedez e Tony Effe  (getty images)
Siamo alle porte del Festival di Sanremo 2025 e l’atmosfera si scalda già ancor prima del primo accordo musicale. Con Carlo Conti nuovamente al timone, la lista dei Big in gara è stata svelata durante il TG1 del 1° dicembre. Non solo i nomi hanno acceso la curiosità degli appassionati, ma anche il formato, con un totale di 30 cantanti invece dei 24 previsti, ha sorpreso il pubblico. Tuttavia, la gioia per alcuni è stata offuscata da polemiche che spaziano dalla scelta dei rapper ai temi esclusi dal palco.
di Maya Artusi Moro

Sanremo 2025 è alle porte, e il fermento per il Festival della Canzone Italiana si fa sentire. Carlo Conti, direttore artistico e conduttore per la quarta volta, ha finalmente svelato i nomi dei 30 cantanti Big che saliranno sul prestigioso palco dell’Ariston dall’11 al 15 febbraio. Tuttavia, tra ritorni inaspettati, dissing e accuse del Codacons, le critiche non sono mancate. Ecco tutto quello che c’è da sapere sui protagonisti di Sanremo 2025 e le controversie già scoppiate.

Sanremo 2025, Carlo Conti svela i nomi dei 30 big in gara: "Fedez e Tony Effe canteranno e basta"

Chi sono i cantanti in gara al Festival di Sanremo 2025? La lista ufficiale dei nomi

Il Festival di Sanremo 2025 vedrà una varietà di artisti che rappresentano generi e generazioni diverse. Tra i grandi ritorni spiccano Massimo Ranieri e Marcella Bella, mentre i nuovi protagonisti includono Sarah Toscano, vincitrice di Amici. Gli stili spaziano dal pop di Elodie e The Kolors al rap di Tony Effe e Willie Peyote, senza dimenticare il cantautorato di Brunori Sas e Lucio Corsi.

Ecco i nomi:

Che Festival ci aspetta?

Sanremo 2025 si preannuncia come un festival variegato e capace di soddisfare gusti diversi. Torna protagonista il cantautorato italiano con nomi come Brunori Sas, Lucio Corsi e Simone Cristicchi, mentre Serena Brancale, fenomeno virale di TikTok con Baccalà, porterà una ventata di jazz. Non mancano gli artisti più seguiti dalle nuove generazioni, come Sarah Toscano, vincitrice di Amici. Il pop sarà ancora una volta il cuore pulsante del Festival, ma ci sarà spazio anche per il rap e per artisti noti come Willie Peyote, che nonostante l’assenza di brani politici annunciata, è celebre per i suoi testi pungenti. Tra i grandi ritorni spiccano Massimo Ranieri e Marcella Bella, finalmente sul palco dopo la chiacchierata esclusione dello scorso anno.

Dissing tra Fedez e Tony Effe: scintille sul palco dell’Ariston?

Il cast include due figure particolarmente controverse: Fedez e Tony Effe. I due sono stati protagonisti di un dissing che ha scaldato gli animi poche settimane fa. "Sono a Sanremo per cantare", ha assicurato Carlo Conti, minimizzando il rischio di nuovi scontri. Ma sarà davvero così? Il pubblico attende con curiosità di vedere se sul palco dell’Ariston si limiteranno a esibirsi o se il loro dissidio si trasformerà in un nuovo caso mediatico.

Il Codacons contro Sanremo: scelta discutibile di rapper e trapper con "testi violenti, sessisti e omofobi"

Non poteva mancare l’intervento del Codacons, che ha puntato il dito contro la presenza di rapper e trapper accusati di testi sessisti, violenti e omofobi. "Con la decisione di portare al Festival rapper e trapper con brani sessisti e violenti, la Rai vanifica anni di battaglie contro la violenza di genere", ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente dell’associazione. La critica è accompagnata dall’accusa di aver ignorato esplicite diffide a non includere artisti con un passato controverso. 

Niente canzoni politiche a Sanremo 2025: una scelta che divide

Altro tema caldo è la decisione di Carlo Conti di escludere brani a sfondo politico dal Festival. Un cambio di rotta netto rispetto agli ultimi anni, quando brani come quello di Ghali, che aveva affrontato il tema del genocidio palestinese, o la canzone sull'immigrazione di Dargen D’Amico avevano fatto discutere e creato dibattiti oltre il palcoscenico. Conti ha dichiarato: "Non parleremo di immigrazione o guerra, ma ci concentreremo sul micromondo: famiglia, rapporti personali". Sui social, l’indignazione non si è fatta attendere. Molti hanno interpretato questa decisione come una mossa per evitare situazioni "scomode" per la Rai, come accaduto in passato, quando dichiarazioni e testi di artisti avevano messo in difficoltà l’emittente. Anche l’esclusione da Sanremo Giovani di brani come Eva & Adamo di Martina Attili, che trattava tematiche delicate come l’aborto e la violenza di genere, è stata interpretata come segnale di una linea editoriale che non lascia spazio al pluralismo.

Per molti appassionati del Festival, questa scelta rappresenta un impoverimento della kermesse, che ha sempre saputo riflettere le complessità del Paese attraverso la musica. Non sono pochi coloro che rimpiangono Amadeus, che durante la sua direzione aveva dimostrato coraggio nel dare spazio a testi impegnati. Tuttavia, c’è chi difende la visione di Conti, sostenendo che Sanremo debba tornare a essere un momento di leggerezza, senza entrare nei campi minati della politica e delle divisioni sociali.