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Il caso Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Fischi a Domenica In per il comunicato stampa della Rai sull’affermazione di Ghali “Stop al genocidio”

A Sanremo 2024 Ghali chiede “Stop al genocidio” ed il giorno dopo, a Domenica In, Mara Venier legge un comunicato stampa della Rai in difesa di Israele. Dargen D’Amico viene interrotto mentre parla di immigrazione mentre la conduttrice sbotta contro i giornalisti: “Non mettetevi in imbarazzo”. Il pubblico si chiede se il servizio pubblico non stia sbagliando qualcosa ad intervenire in prima persona sulle dichiarazioni di singoli artisti, cercando di fornire una versione polarizzante dei fatti.
di Maya Artusi Moro

Durante la 74esima edizione del Festival di Sanremo, alcuni degli artisti hanno usato la loro voce per far sentire degli importanti messaggi sociali, dal fiocchetto per la violenza sulle donne di Loredana Bertè ai cartelli contro suicidio e autolesionismo di La Sad. Due di questi interventi sono però divenuti oggetto di discussione pubblica: quello di Dargen D’Amico sull’immigrazione (soggetto centrale del suo singolo, Onda Alta) e, soprattutto, la frase pronunciata da Ghali sul palco dell’Ariston in riferimento ai tragici eventi a Gaza: “Stop al genocidio”. Il discorso dell’artista non è rimasto senza conseguenze: infatti il video di questo momento significativo è stato tagliato dalla registrazione della diretta poi archiviato su RaiPlay e l’Amministratore Delegato della Rai ha presentato a Mara Venier un comunicato stampa da leggere a commento di quella specifica affermazione, prendendo le parti dello Stato di Israele ed mostrando solidarietà della comunità ebraica; la presentatrice si è guadagnata così i fischi del pubblico. Ciò che è risultato dalla polemica generale è il chiaro discontento per il mancato rispetto del pluralismo di voci che una tv di Stato dovrebbe garantire. 

Ghali a Sanremo: "Sono qui per cantare contro le frontiere e tutte le barriere"

Il comunicato della Rai letto da Mara Venier a Domenica In  

Durante la puntata speciale di Domenica In, nella quale i trenta artisti del Festival erano riuniti per affrontare le interviste post-finale, Mara Venier ha letto in diretta un comunicato stampa fatto pervenire da Roberto Sergio, l'Amministratore Delegato della Rai, proprio in risposta alla frase del cantante Ghali contro il genocidio in corso a Gaza: “Ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano e continueranno a farlo, la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele e alla Comunità Ebraica è sentita e convinta.” Queste parole hanno suscitato reazioni contrastate, culminando in un coro di fischi quando ‘zia Mara’ ha ammesso: “Sono le parole, che ovviamente condividiamo tutti, del nostro Amministratore Delegato Roberto Sergio". 

La protesta dell'ambasciatore israeliano Alon Bar 

Le ore precedenti al comunicato stampa sono state caratterizzate dalla protesta dell'ambasciatore israeliano stanziato a Roma, Alon Bar. Sul suo canale Instagram ha pubblicato un post con queste parole: "Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile. Nella strage del 7 ottobre, tra le 1200 vittime, c'erano oltre 360 giovani trucidati e violentati nel corso del Nova Music Festival. (...) Il Festival di Sanremo avrebbe potuto esprimere loro solidarietà. È un peccato che questo non sia accaduto". 

La risposta di Ghali sul genocidio a Gaza 

Ghali, la cui cifra è sempre stata occuparsi di temi umanitari e biografici come l’immigrazione, il razzismo e che notoriamente ha partecipato alle proteste in favore della Palestina, aveva già offerto la sua risposta all’imbasciatore, rammaricandosi per quell’indignazione: "Per cosa lo devo usare (il palco, nda)? Io sono un musicista ancora prima di essere su questo palco, ho sempre parlato di questo. Sono uno nato grazie ad internet quindi internet può documentare che fin da quando sono bambino, da quando ho fatto le mie prime canzoni a 13, 14 anni che parlo di quello che sta succedendo, perché non è dal 7 ottobre, questa cosa va avanti già da un po'. La gente ha sempre più paura di dire “stop alla guerra e stop al genocidio” e il fatto che lui dica così non va bene, continua questa politica del terrore. Stiamo vivendo in un momento in cui le persone sentono che vanno a perdere qualcosa se dicono “viva la pace” ed è assurdo, non deve succedere questo. L'Italia porta valori completamente opposti. Ci sono dei bambini di mezzo: quei bambini che stanno morendo, chissà quante star, quanti dottori, insegnanti, quanto geni, ci sono lì in mezzo”. 

Dargen D’Amico interrotto da Mara Venier sull’immigrazione 

L’intervento “riparatore” di Sergio si è accostato anche ad un altro episodio: l’interruzione di Dargen D’Amico mentre, nel rispondere alla domanda di un giornalista presente in studio, affrontava il tema migranti. Sulle parole “Quello che gli immigrati immettono nelle casse dello Stato per pagarci le pensioni è più di quello che spendiamo per l’accoglienza. Queste sono statistiche che andrebbero raccontate”, Mara Venier ha bruscamente posto fine alla questione tagliando corto: “Qui è una festa. Ci vorrebbe troppo tempo per affrontare determinate tematiche”. Ma il microfono della conduttrice è rimasto acceso nel cambio di guardia tra il cantante e la successiva performer, Clara, e le frasi furiose pronunciate dalla donna contro i giornalisti nel retro delle quinte hanno fatto il giro del web: “Non mettetemi in imbarazzo! Non ve lo faccio fare più perché non è questo il luogo giusto per dire certe cose.” 

Una pagina buia per la Rai: il rischio censura 

Le due azioni combinate hanno generato un risultato: quello di apparire come un tentativo di censura su delle problematiche scottanti che affliggono il nostro Paese così come il mondo. Molti hanno dichiarato vergognoso l’affacciarsi in prima persona durante la programmazione per interpretare in modo arbitrario dichiarazioni e performance artistiche, informando la popolazione di un pensiero singolare ed univoco, proposto attraverso un comunicato letto in diretta tv, anziché salvaguardare il pluralismo di voci che dovrebbe essere la missione del servizio pubblico.