Fedez, Tony Effe e il singolo "Chiara": l'amarezza senza fine del dissing italiano
Una tristezza, insomma, senza fine.
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Il problema del dissing tra Fedez e Tony Effe non è che prevede la tirata in ballo delle fidanzate o delle ex fidanzate: il problema del dissing tra Fedez e Tony Effe è che una pratica misogina, omofoba e violenta rubata e scopiazzata dalle gang di rapper degli Stati Uniti negli anni Ottanta trova spazio nell'Italia del 2024. Allora la responsabilità di queste oscenità culturali e musicali è collettiva.
Prima un riassunto del dissing tra Fedez, Tony Effe e Nicki Savage, poi la ragione per cui occorre parlarne. Lo scorso 17 settembre Tony Effe, ex membro della Dark Polo Gang (cantante anche di Sesso e Samba con Gaia) ha fatto un free style in cui parla di Chiara Ferragni, come chiunque sa, ex moglie di Fedez ("Go, go, la Chiara dice che mi adora") e dice pure di non aver accettato di collaborare con Fedez che infatti poi si è rivolto a un altro rapper, Niky Savage, (che Tony Effe chiama "la mia brutta copia") per uscire con la canzone DiCaprio.
l'amarezza senza fine del dissing tra tony effe e fedez
Fedez ha risposto l'indomani, 18 settembre, uscendo su YouTube con un video dal titolo L'infanzia difficile di un benestante, in cui compare la ex di Tony Effe, Taylor Mega, e in cui Fedez parla anche dell'amica dell'ex moglie e di Tony Effe, Chiara Biasi, accusando entrambi di "farsi di keta" ma ancora, accusa il rapper di fingere di essere nato in constesi fragili quando invece è benestante. E ancora, Fedez nei suoi versi racconta che Tony Effe scriveva (ci provava) a Chiara Ferragni mentre erano sposati.
La sera del 19 settembre Tony Effe ha condiviso su YouTube un singolo (?) di circa due minuti e mezzo dal titolo Chiara. Un'analisi logica e grammaticale è doverosa (??): il ritornello fa così, “Chiara dice che mi adora, dice che non vedeva l’ora”, alludendo a qualcosa che ci sarebbe stato tra lo stesso Tony Effe e Chiara Ferragni. Ma parte subito con gli insulti omofobi e sessisti: "Ti piace uomo oppure donna, non ti devi sentire in colpa". In sostanza questo è un violentissimo outing: circolano voci su una presunta bisessualità quando non direttamente omosessualità di Fedez, motivo per il quale se già dare del "gay" a qualcuno per insultarlo è una pratica medioevale, è ancora più grave tirare fuori l'argomento quando (e se) la persona in questione è realmente non etero. E Tony Effe continua: “Ho video di te che fai la donna”, "Che tr*ia, sei il nuovo Lele Mora, sei diventato la p*ttana di Corona (Fabrizio Corona: il fotografo ndr), ti vedo isterica, cambia terapista".
La canzone parla male, anzi malissimo, di Fedez ma non solo, parla anche di Chiara Ferragni e dei bambini. "Lei ti è rimasta accanto nella malattia, quando aveva bisogno sei andato via", riferendosi al cancro di lui e al pandoro gate che ha investito lei. "Ancora che parli, i tuoi migliori amici devi pagarli": Tony Effe in pratica dice che Fedez paga i giovani con cui fa video e collaborazioni. "Hai fatto i figli solo per postarli".
Ultima chicca: a un certo punto si ascolta un inserto, un messaggio vocale che chi ha ascoltato la prima versione della canzone sostiene sia la voce di Chiara Ferragni poi modificata. Il vocale dice “da gennaio sta tentando di comprarsi gli streaming”: nel senso, Fedez comprerebbe ascolti delle proprie canzoni per far sembrare che vengono ascoltate di più di quanto non accada in realtà.
Nel frattempo Chiara Ferragni, nella serata del 19 settembre, pubblica una story con fondo nero e la scritta "Fate quello che volete ma lasciate in pace me e i miei figli, grazie".
cosa è un dissing (e perché in Italia è ridicolo, oltre che violento)
Una traccia diss o un disco diss (to diss, dall'inglese mancare di rispetto o denigrare) è una canzone il cui scopo principale è attaccare verbalmente qualcun altro, solitamente un altro artista. Le tracce diss sono spesso il risultato di una faida esistente e crescente tra le due persone e, ancora più spesso, si tratta di persone che appartengono a etichette rivali o a gang rivali (in particolare la rivalità tra le gang rap o hip hop della costa orientale e quella occidentale degli Stati Uniti a metà degli anni Novanta dove dietro i dissing c'erano scontri con armi da fuoco e pestaggi).
Siamo negli anni Ottanta quando le tracce diss iniziano a essere presenti nella scena hip-hop: la prima faida hip-hop conosciuta fu la Roxanne Wars ,iniziata quando Roxanne Shanté e Marley Marl pubblicarono la canzone Roxanne's Revenge, una traccia diss rivolta al trio UTFO che si vide costretto a rispondere con il brano The Real Roxanne.
Storicamente sono esistiti già dei dissing a cura di artisti non appartenenti alla scena rap o hip hop: John Lennon scrisse Sexy Sadie come traccia diss rivolta a Maharishi Mahesh Yogi il guru che aveva coinvolto i Beatles in campi di preghiera e meditazione e che si era rivelato una delusione. Dopo lo scioglimento dei Beatles sempre Lennon scrisse How Do You Sleep?, rivolgendosi velatamente all'ex collega e amico Paul McCartney. Un'altra importante faida tra gang fu The Bridge Wars: una disputa sul luogo di nascita dell'hip-hop, alcuni sostenevano che il genere avesse avuto origine a Queensbridge, altri nel South Bronx. Ma i momenti violenti dovevano ancora arrivare.
i mostri sacri del rap e dell'hip hop e la vera pratica del dissing
Le vere guerre sono state tra i rapper della costa orientale contro quelli della costa occidentale: East Coast e West Coast iniziano ad avere contrasti e a farsi dissing con la canzone del 1991 del rapper del Bronx Tim Dog Fuck Compton, che esprimeva la sua rabbia per la preferenza delle case discografiche per gli artisti della West Coast rispetto a quelli della East Coast. Questa canzone ha provocato molte risposte, tra cui il singolo di Dr. Dre Fuck Wit Dre Day (And Everybody's Celebratin') l'anno successivo.
Nel 1991 un altro mostro sacro del genere hip hop, Ice Cube esce con No Vaseline ma la rivalità tra la costa orientale e quella occidentale è stata esemplificata dalla faida tra 2Pac e il Notorious BIG, iniziata dopo che la canzone di quest'ultimo Who Shot Ya? ("chi ti ha sparato") è stata interpretata da 2Pac come una parodia della rapina che aveva subito. 2Pac ha infatti replicato con diverse tracce, la più famosa delle quali è stata Hit 'Em Up ("picchiateli").
Fedez e Tony Effe scimmiottano le rivalità tra gang con trent'anni di ritardo
È stato scritto che nel dissing tra Fedez e Tony Effe ci "rimettono le donne”. Ma non è vero: ci rimettiamo tutte e tutti. Perché il problema dei maschi che si esprimono con un linguaggio sessista nel rap e trap non è un problema musicale che atterra sulle fidanzate e sulle mogli dei rapper o tantomento sulle ragazze che ascolano il rap: è un problema culturale di cui dobbiamo farci carico tutte e tutti. Chi fa rap e trap in Italia, che faccia dissing oppure no, scopiazza le cifre sessiste delle gang statunitensi banalmente perché è lì che il rap nasce, nelle strade dei sobborghi attraversate dalle gang che si sparavano a vicenda. E poi si facevano (raramente) dissing.
Il rap è stato per molti anni lo strumento espressivo dei giovani delle comunità nere: ed è solo per questo (e le ragioni sono più che comprensibili) che il linguaggio del rap sia ricolmo di riferimenti alla rabbia, alle ingiustizie, alla violenza, alla droga, al disordine pubblico, ai sobborghi, ai contesti fragili. Il tutto è chiaramente condito da una forte quota di misoginia e omofobia.
Infatti ai sentimenti di rabbia si accompagnano sentimenti di riscatto che, partendo da una cultura maschilista e capitalista, non può che misurarsi in termini di abbigliamento firmato, auto di lusso possedute e soprattutto numero di donne possedute: ma se oggi riduciamo questo linguaggio a “violenza”, occorre dire che per molti anni (negli Stati Uniti, non certo nei superattici di Milano) è stato il fedele racconto di uno spaccato sociale.
Un vero racconto sociale che nel tempo è diventato una cifra, uno stile che ancora dopo è diventato una formuletta da imparare a memoria e copiare e ripetere per essere considerati dei rapper o trapper credibili.
Il problema è appunto questo: per essere considerati dei rapper credibili i nostri bambini con le felpine firmate se ne vanno in giro a farsi dissing dando vita a pseudo faide di una banalità e di una infantilità imbarazzanti ma lo fanno con un linguaggio violento, misogino e omofobo che in Italia è evidentemente consentito.
Il rap italiano, tra dissing e altre canzoni (alcune scritte da rapper e trapper donne) si limita a raccontare, a rappresentare e a mettere in scena il sessismo, la cultura dell'iperconsumo, il sogno capitalista di possedere oggetti di lusso, perché sono ancora gli elementi fondativi della nostra cultura. E questa stessa cultura vede ancora le relazioni come rapporti di potere e le donne come oggetti del contendere, possedere, rubare.
Allora quello che dovremmo chiederci non è perché il rap crea ed esporta quei modelli, ma perché a distanza di oltre trent'anni - anzi quaranta - non si riesce a uscire da quella cultura che negli anni Ottanta forniva al rap la cassetta degli attrezzi per scrivere testi misogini e sessisti. E che in Italia evidentemente è ancora dominante.
Infatti è certo che dei testi delle canzoni con cui si fanno dissing sono responsabili Fedez e Tony Effe ma dell’etica collettiva che quelle canzoni le produce e le ascolta pure siamo responsabili come collettività.
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