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In centomila a salutare il nuovo Papa: l'americano Robert Francis Prevost sarà Leone XIV

Robert Francis Prevost - Papa Leone 14esimo
Robert Francis Prevost - Papa Leone 14esimo  (getty)
Una fumata bianca da tempi record: appena un giorno di Conclave per l'elezione da parte dei cardinali del successore di Papa Francesco, Robert Francis Prevost è il primo Papa americano della storia.
di Eugenia Nicolosi

Il 267esimo Pontefice, l'americano di 69 anni con origini francesi, spagnoli e anche italiane: Robert Francis Prevos, con il nome di "Leone 14esimo". Era molto legato a Papa Francesco.

È stato eletto nel giro di pochissimo tempo. Dopo tre fumate nere è arrivata quella bianca alle 18.05 di giovedì 8 maggio: i cardinali si erano riuniti in Cappella Sistina alle 16.30 circa per altre due votazioni dopo un pranzo frugale e "con poco vino" a Santa Marta, ma è bastata la prima.  è stato eletto con soli quattro scrutini: anche il suo predecessore, Bergoglio, è stato eletto al secondo giorno di Conclave nel 2013 ma al quinto scrutinio. 

Le porte della Cappella Sistina si erano chiuse per il Conclave, dopo il tradizionale Extra Omnes, soltanto il giorno precedente. È stato facile dunque, per il collegio composto da 133 cardinali, eleggere il successore di papa Bergoglio, scomparso lo scorso 21 aprile. In piazza San Pietro c'erano 100mila persone.

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Sorridente, discreto: aveva parlato di suore e incarichi

Oltre un'ora dalla fumata alla benedizione Urbi et Orbi del nuovo Papa. Ci sono trecento metri dalla Sistina all'aula delle benedizioni che porta al balcone che si affaccia su piazza San Pietro. Il protodiacono Dominique Mamberti ha pronunciato la formula Habemus Papam alle 19.14: nome di battesimo, cognome e poi il nome scelto dal cardinale eletto pontefice. 

Nel 2023 Prevost aveva affrontato il tema di genere interno alla Chiesa: "bisogna guardare ad una concezione diversa della leadership e del servizio della Chiesa, che possono essere portati avanti sia dagli uomini che dalle donne". Quando era cardinale, Robert Francis Prevost, aveva dichiarato (a un sindoto sulla sinodalità) che l'ordinazione sacerdotale delle donne non è necessariamente la soluzione per rafforzare il loro ruolo nella Chiesa. Ha semmai sottolineato l’importanza di una concezione diversa della leadership e del servizio ecclesiale, che deve essere inclusiva per uomini e donne, pur senza replicare meccanicamente i modelli della società civile.

Nato a Chicago da genitori di origini europee e ispaniche, Prevost è entrato nell'Ordine di Sant'Agostino nel 1977 e ha emesso la professione solenne nel 1981. Ordinato sacerdote nel 1982, ha lavorato a lungo in missione in Perù, dove ha svolto ruoli pastorali, formativi e amministrativi. È stato anche priore generale dell’Ordine agostiniano per due mandati, dal 2001 al 2013. Nominato vescovo di Chiclayo (Perù) da papa Francesco nel 2015, ha poi ricoperto vari incarichi nella Chiesa peruviana e in Vaticano. Dal 2023 al 2025 è stato prefetto del Dicastero per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina.

Creato cardinale nel settembre 2023, è entrato nell’ordine dei cardinali vescovi nel febbraio 2025. Dopo la morte di papa Francesco, il 21 aprile 2025 è decaduto da tutti gli incarichi curiali. 

50mila persone in piazza San Pietro dopo la fumata bianca
50mila persone in piazza San Pietro dopo la fumata bianca  (getty)

il rito dopo l'elezione di un Papa: "la stanza delle lacrime" e la cena privata

Quando dal comignolo viene fatta uscire la fumata bianca, e non quella nera, alla fine di una sessione di voti, significa che uno dei candidati ha ricevuto almeno i due terzi dei voti da parte dei cardinali. Prima della fumata vengono poste al neo eletto delle domande, secodo il rituale: "Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?", Accetti la tua elezione, canonicamente avvenuta, a Sommo Pontefice? e poi, "Quo nomine vis vocari?", (Con quale nome vuoi essere chiamato?). Solo dopo le risposte, se positive, le schede elettorali vengono date alle fiamme in una stufa installata nella Cappella Sistina e, grazie alla presenza di alcuni elementi, la stufa produce il fumo di colore bianco che vediamo uscire dal comignolo.

La stanza delle lacrime non è altro che la sacrestia della Cappella dipinta da Michelangelo: è qui che il nuovo Papa si ritira in solitudine subito dopo essere stato eletto. Lo spazio ha questo nome poetico perché si dice che i pontefici piangano di gioia, commozione ed emozione. Di solito, i Papi trascorrono in questa stanza qualche minuto. Quando sono pronti devono sottoporsi alla vestizione per fare ritorno nella Cappella Sistina e prendere posto sedere alla "cattedra di San Pietro". Qui hanno luogo altri riti: la lettura del vangelo di Matteo e il canto del Te Deum. Infine, dopo un tempo variabile ma che di consueto si attesta attorno all'ora (Ratzinger ha impiegato meno di un'ora, Bergoglio un'ora e 40), il cardinale protodiacono si affaccia alla Loggia delle benedizioni in piazza San Pietro per proclamare il famoso Habemus Papam (letteralmente, dal latino: abbiamo un papa) e pronunciare il nome, sempre in latino, che il nuovo pontefice ha scelto. Infine, il nuovo Papa si affaccia per la benedizione Urbi et Orbi. Non c'è alcun brindisi: il Papa si ritira per una cena privata con gli stessi cardinali coinvolti nel Conclave.