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Salute mentale Aggiornato alle 3 minuti di lettura

Dove si accolgono gli Hikikomori: in questo borgo si aiutano i giovani che soffrono di depressione e ansia

Hikikomori in Italia, dov'è il borgo che aiuta i giovani con depressione e ansia
Hikikomori in Italia, dov'è il borgo che aiuta i giovani con depressione e ansia  (getty images)
Troppi giovani soffrono di ansia e depressione e di una forma di grave ritiro sociale patologico. Sono gli hikikomori, giovani che scelgono l'isolamento volontario (ma che in questo luogo possono trovare un aiuto per tornare alla vita normale).
di Laura Sandroni
Sempre più spesso si sente parlare di hikikomori, una schiera di giovani che vivono rinchiusi in una stanza, volontariamente isolati e lontani dalla società. Una forma di ansia e depressione che si traduce in una condizione di ritiro sociale patologico, grave e prolungato nel tempo. E una condizione che può avere ripercussioni impattanti sulla salute della persona stessa. 
Ma anche su quella delle persone più vicine, come i genitori per esempio, che si trovano nella condizione di non sapere cosa fare, come comportarsi e come gestire tutto quello che comporta essere un hikikomori. Una situazione che, come ci ha spiegato Cinzia, mamma di un ragazzo hikikomori, impone il dover imparare da zero a rapportarsi con la/il propria/o figlia/o, informandosi, chiedendo il supporto di un aiuto specializzato, imparando a comprendere il fenomeno stesso e a gestire il rapporto con i propri figli. Una testimonianza importante quella di Cinzia che, raccontando la sua storia, mette in luce alcuni aspetti poco noti ma importantissimi dei soggetti hikikomori e che vi invitiamo a scoprire grazie all'intervista che questa donna ci ha concesso (è che anche una fonte di speranza per chi sta vivendo la stessa situazione).
Storie La storia di Cinzia: "Mio figlio non smetterà mai di essere un hikikomori"

Chi sono gli hikikomori: il fenomeno

Un problema reale e che interessa una buona parte dei giovani a livello globale. 
Un termine che arriva dal Giappone e che deriva dal verbo hiku (tirare indietro) e komoru (ritirarsi). Letteralmente, quindi, “hikikomori" significa "stare in disparte, essere confinati o isolarsi". Una parola che viene associata a una forma di ritiro sociale patologico e alla volontaria reclusione del soggetto che ne soffre all’interno della propria abitazione, lasciando progressivamente ogni attività sociale (compresa la scuola, lo sport, le uscite con gli amici, ecc.) per rinchiudersi in isolamento all’interno di una stanza o nella propria casa e per lunghi periodi di tempo.
Un fenomeno individuato in Giappone e che inizialmente venne associato al sistema di valori culturali del Paese, tanto che dalla fine degli anni '90, rappresentava già un vero e grave problema psico-sociale. Ma anche un fenomeno che non si limita ai confini del Sol Levante.

Hikikomori, una forma di isolamento sociale che preoccupa
Hikikomori, una forma di isolamento sociale che preoccupa  (getty images)

Chi sono gli hikikomori in Italia

A giudicare dai dati, infatti, sembra proprio che la depressione e l’ansia siano una delle piaghe giovanili di questi tempi moderni, tanto che circa il 39% degli adolescenti e giovani adulti italiani ne soffrono. Un problema concreto, e di cui la condizione degli hikikomori rappresenta una nemmeno troppo velata sfumatura, tanto che si stima la presenza di circa 100mila hikikomori anche in Italia, solitamente adolescenti e giovani dai 15 ai 39 anni, e indifferentemente uomini o donne (anche se principalmente maschi in una percentuale che varia tra il 70 e il 90%).

Una condizione che, nonostante si manifesti principalmente durante l'adolescenza, tende a cronicizzarsi e che, quindi, può durare potenzialmente anche tutta la vita.

Le iniziative per combattere il fenomeno

Un problema grave, impattante e in aumento, tanto da aver innalzato i livelli di attenzione nei confronti di questo fenomeno sociale anche in Italia, in cui è presente un’associazione attiva in campo nazionale, Hikikomori Italia, e che ha spinto la Camera del Governo ad approvare alcune mozioni sugli hikikomori, che suggeriscono delle misure volte a contrastare l'isolamento sociale volontario dei giovani.
Una serie di iniziative e misure che puntano a prevenire e combattere il fenomeno, aiutando chi soffre di questa forma di ansia e depressione sociale a tornare alla vita. 
Un problema di salute mentale socio-culturale, che non fa parte delle malattie mentali con diagnosi ufficiale inserite nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM). Ma che di fatto necessita dell’intervento di specialisti della salute mentale e di psichiatri. Esattamente come accade per alcune forme di ansia e depressione
Disturbi che hanno visto una mobilitazione su ampio raggio, anche da parte di associazioni che promuovo tutta una serie di attività e di iniziative dedicate agli adolescenti che ne soffrono. Come la creazione di un luogo di accoglienza unico, Borgo Rubens.

Chi sono gli Hikikomori e come comportarsi?
Chi sono gli Hikikomori e come comportarsi?  (getty images)

Dov’è il borgo per giovani hikikomori in Italia

Un posto eccezionale, sito a pochissima distanza dal centro di Torino ma immerso in un contesto paesaggistico magico, che richiama alla vita, tra il verde del Parco Naturale di Superga. Una vera oasi di pace e uno spazio condiviso in cui l'Associazione Rubens opera a supporto dei giovani che manifestano questi ritiri sociali o che presentano sintomatologie legate ad ansia e depressione.
Un luogo in cui, come spiegato da Martina Savio, psicologa dell'Associazione Rubens, prendono vita un grande numero di attività dedicate a questi adolescenti in difficoltà ma che, come ribadito dalle psicologhe che operano a Borgo Rubens, non devono essere chiamati hikikomori
"Un termine molto inflazionato, non è una categoria diagnostica, etichettare un ragazzo con questa parola non lo riteniamo adatto", spiegano. E ancora "Qui li aiutiamo a mettersi in relazione con le persone, con gli animali, la natura”. 
Un luogo di accoglienza, quindi, e che al di là del nome che si voglia usare, dalle domande rivolte alla comprensione di chi sono gli hikikomori o dal cosa comporti soffrire di ansia e depressione, aiuta davvero i giovani e le loro famiglie a un ritorno a una vita normale e libera da quei mali del nostro tempo che troppo spesso impattano la vita di chi, la stessa, l’ha appena cominciata.