Il governo si muove contro l'isolamento sociale: la Camera approva le mozioni sugli hikikomori
Condividi su
Il fenomeno degli hikikomori, partito dal Giappone, si è rapidamente diffuso in tutto il mondo, anche in Italia. E i dati mostrano che sempre più giovani scelgono questa drastica forma di isolamento sociale volontario, distaccati dalla realtà di tutti i giorni. Per contrastarlo, la Camera ha approvato le mozioni sugli hikikomori contro l'isolamento.
Isolamento sociale volontario: cosa sono gli hikikomori?
Gli hikikomori sono un fenomeno inizialmente tutto giapponese. La stessa parola che si usa per identificare chi sceglie questo stile di vita deriva dal giapponese e significa letteralmente "stare in disparte". Questo è il termine che viene solitamente utilizzato per tutte quelle persone che scelgono l'isolamento sociale volontario.
Si tratta, in poche parole, esattamente di quello che tutti abbiamo sperimentato durante il lockdown da Covid-19: rimanere chiusi in casa senza uscire e senza contatti con l'esterno o con altre persone. Il mondo vi è stato obbligato dalla pandemia, ma alcune persone - molte, in realtà - scelgono volontariamente di rimanere in casa senza contatti fisici con gli altri e senza mai uscire.
Gli unici contatti con il mondo esterno sono grazie a Internet e i social network, tramite cui possono parlare con altre persone, fare amicizia e persino innamorarsi. Tuttavia, lo stile di vita degli hikikomori pone anche diverse problematiche al di là della vita sociale. Ad esempio, per quanto riguarda il sustentamento.
Gli hikikomori, infatti, fanno molta più fatica a terminare gli studi universitari e a trovare un lavoro per mantenersi, non riuscendo a uscire di casa nemmeno per un esame o un colloquio di lavoro. Oggi, con lo smart-working e la didattica a distanza il problema è attutito, ma comunque permane.
I dati sugli hikikomori in Italia e nel mondo
I dati dell'associazione Hikikomori Italia, non ancora ufficiali, stimano che in Italia ci siano oltre 100mila casi di persone che adottano lo stile di vita degli hikikomori. Di queste, la maggior parte ha tra i 14 e i 30 anni e tra il 70-90% si tratta di uomini. I sondaggi, tuttavia, potrebbero sottostimare il numero delle ragazze.
In Giappone, invece, le indagini del governo hanno evidenziato come i casi abbiano superato il milione.
Le mozioni sugli hikikomori contro l'isolamento sociale volontario
Per questo motivo, in Italia, la Camera ha approvato le mozioni sugli hikikomori che suggeriscono le misure per contrastare l'isolamento sociale volontario. Le mozioni sono state presentate sia dalla maggioranza che dall'opposizione e mirano a spingere l'esecutivo ad attivarsi per prevenire e contrastare il fenomeno.
Nello specifico, tra le mozioni approvate e riportate da Fanpage, si legge che il governo si impegna a:
- attivare presso i ministeri competenti specifici progetti volti a prevenire e arginare il fenomeno del ritiro sociale tra le fasce più giovani della popolazione;
-
attivare presso il ministero della Salute una commissione di esperti per formulare un questionario condiviso in grado di individuare i sintomi dell'isolamento sociale volontario nelle sue fasi più precoci e per l'identificazione dei soggetti coinvolti nel fenomeno comunemente chiamato hikikomori;
-
promuovere, d'intesa con le regioni, l'istituzione e il rafforzamento dei centri di consulenza giovani nell'ambito dei distretti delle aziende sanitarie, al fine sviluppare un sistema integrato e coordinato per la tutela della salute e del benessere dei giovani e degli adolescenti, in grado di prevenire eventuali stati patologici, intercettare tempestivamente situazioni di disagio e strutturare approcci progressivi centrati sul sostegno familiare, con visite domiciliari frequenti e utilizzo della telepsichiatria.
Viene anche specificato che il governo, sul fenomeno hikikomori dovrà "promuovere periodicamente uno studio su scala nazionale che coinvolga tutte le fasce d'età della popolazione circa l'incidenza di tale fenomeno e le sue ripercussioni, campagne informative e di salute pubblica, formare insegnanti e operatori del settore per una più corretta e puntuale individuazione di tale comportamento, per poter prevenire e arginare l'abbandono scolastico e universitario"
Condividi su