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Aggiornato il: 5 minuti di lettura

Come vestirsi per un colloquio di lavoro: i consigli della stylist 

come vestirsi durante un colloquio di lavoro
come vestirsi durante un colloquio di lavoro  (getty images)
È necessario il tailleur o basta un cardigan? Il tacco alto è troppo elegante? Ogni contesto professionale può richiedere un dress code diverso, ma alcune regole di look rimangono valide trasversalmente: consigli pratici e teorici di una stylist per fare una buona prima impressione durante un colloquio di lavoro.
di Giulia Mattioli

Numerosi studi hanno dimostrato che bastano pochi minuti (a volte addirittura secondi) dal momento in cui si incontra una persona per formulare alcuni giudizi su di lei. È la famosa prima impressione, che da lì in avanti condizionerà il modo di vedere, percepire, valutare quella persona. Non è detto che questa prima impressione sia sempre esatta, come ci ricorda il famoso adagio ‘l’abito non fa il monaco’, e succede di frequente che, nel tempo, il giudizio cambi. Ma ci sono situazioni in cui di tempo non ce n’è molto, e fare una buona prima impressione è fondamentale, come in occasione dei colloqui di lavoro. In quella mezz’ora cruciale dobbiamo riuscire a farci apprezzare, e, sebbene il curriculum, l’esperienza, le competenze e le parole che usiamo per raccontarci siano dirimenti, è innegabile che anche il nostro abbigliamento giochi un ruolo molto importante. L’immagine dice qualcosa di noi prima ancora che proferiamo parola: è fondamentale trovare il giusto equilibrio tra esprimere la propria personalità ed essere adeguate all’ambiente professionale di cui desideriamo entrare a far parte. Occorre trovare un buon balance tra forma e contenuto, perché i vestiti non rappresentano solo una scelta estetica, ma sono un vero e proprio modo di comunicare chi siamo. Dunque, come scegliere il look perfetto per un colloquio, senza risultare fuori luogo o troppo impersonali? Lo abbiamo chiesto ad una stylist e consulente d’immagine, Delia Terranova (qui la sua pagina Instagram) che ci ha guidato tra consigli pratici e riflessioni sul ruolo dell’abbigliamento nella comunicazione professionale, partendo da un’importante premessa: “Occorre porsi sempre prima di tutto la domanda: cosa voglio trasmettere?”. Dal tailleur classico alle opzioni smart casual, ecco tutto quello che c’è da sapere per vestirsi con consapevolezza e stile in vari tipi di ambienti professionali. 

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Perché l’abito va scelto con cura

“La comunicazione non verbale incide per l’85% durante la prima impressione”, spiega la stylist. “Attraverso un insieme di elementi legati alla nostra immagine, chi ci osserva si fa un’idea di noi. L’aspetto è una sorta di passaporto per il mondo del lavoro, e in una società a volte estremamente superficiale, trovare nell’abbigliamento il modo di esporsi ed evidenziare i propri valori e le proprie qualità può darci una marcia in più”. Ogni contesto lavorativo può avere le sue esigenze in fatto di dress code, ma è necessario riuscire ad adeguarle alla propria personalità per non trovarsi a disagio in un momento così importante. “Innanzitutto, è fondamentale capire quale messaggio vogliamo mandare. Ma dobbiamo anche indossare abiti che ci fanno sentire a nostro agio e ci fanno performare meglio, per trasmettere sicurezza e affidabilità in chi ci ascolta. Suggerisco quindi di indossare colori, tessuti e capi che ci rappresentano e identificano, proprio per lasciar trasparire la nostra vera identità, e permettere anche ai recruiter di percepire la nostra autenticità”.

Ma se la scelta dell’outfit può variare a seconda del contesto e della personalità di chi lo indossa, c’è un elemento trasversalmente insindacabile: la cura. Gli abiti devono essere puliti, perfettamente aggiustati, stirati, in buono stato. “Non è solo una questione estetica, ma anche un segno di rispetto verso sé stessi e gli altri. Presentarsi in modo ordinato comunica attenzione, autostima e senso di responsabilità”, riflette Terranova. “I capi che scegliamo e il modo in cui li portiamo raccontano qualcosa di noi prima ancora che iniziamo a parlare: mostrano che teniamo a ciò che facciamo, che prendiamo sul serio le situazioni, e che ci prendiamo cura della nostra immagine. Non si tratta di vestirsi alla moda o con abiti costosi, ma semplicemente di valorizzare la propria persona con consapevolezza, ordine e decoro. In fondo, la cura esteriore riflette spesso quella interiore”.

“La cura dell’outfit è essenziale e trasversale a qualunque tipo di lavoro ci candidiamo”, continua la stylist, “poiché ci aiuta a comunicare dedizione, consapevolezza e attenzione al dettaglio. È chiaro che il look va sempre contestualizzato all’ambiente in cui si lavora, e anche alla fascia oraria in cui si svolge il colloquio”. Invece secondo la stylist non esiste differenza tra il ruolo, il livello della posizione per cui ci si sta proponendo: “Nella mia esperienza non c’è differenza tra candidarsi come segretaria o direttrice alle vendite. In entrambi i casi dobbiamo presentarci con un look ben studiato per trasmettere intraprendenza, dedizione, cura: vale per qualsiasi livello o tipo di impiego. Ovviamente dobbiamo rimanere fedeli al contesto: se ci candidiamo per un mestiere che prevede di occuparsi di giardinaggio, e ci presentiamo con i tacchi a spillo e le paillettes, potremmo risultare fuori luogo”.

i consigli della stylist su come vestirsi per un colloquio
i consigli della stylist su come vestirsi per un colloquio  (getty images)

ABC del dress code da colloquio

Se non conosciamo l’esatto dress code di un’azienda o un ambiente di lavoro, possiamo contare su dei passe-partout, dei capi di abbigliamento e degli abbinamenti con cui non si può sbagliare? Risponde la consulente d’immagine: “Esiste un codice visivo dell’abbigliamento che la nostra società riconosce come ‘idoneo’ agli ambienti di lavoro. Questo da un lato ci rassicura, ma dall’altro ci limita. In generale, suggerirei di scegliere sempre colori neutri, optare per capi evergreen come una camicia e un pantalone sartoriale, delle scarpe comode o una slingback con un tacco basso, e una borsa da lavoro per andare sul sicuro. Per andare sul sicuro opterei per accessori leggeri e luminosi, un makeup no-makeup e un tocco distintivo dato magari dalla scelta di un foulard, una spilla o un occhiale più ricercato per dare identità”. Cosa invece andrebbe sempre evitato? “Consiglio di evitare i colori fluo, sgargianti e con stampe ottiche ipnotiche o animalier, poiché potrebbe disturbare chi ci guarda”.

Prendiamo ora in analisi diversi settori lavorativi e passiamo all’aspetto pratico. Come vestire per un colloquio di lavoro in un ambiente formale, come ad esempio un’azienda corporate (banca, studio legale, compagnia assicurativa) o in contesti legati alla politica, alle istituzioni? La rigida formalità non va più molto di moda, ma è ancora un requisito in diversi ambienti di lavoro dove la professionalità e l’immagine giocano un ruolo chiave: “Consiglierei in questo caso di presentarsi al colloquio indossando un completo colore neutro, una camicia in raso, scarpe slingback, filo di perle, borsa di media misura e make-up nude”, afferma Delia Terranova. 

Da diversi anni ormai si è affacciato nel mondo del lavoro un tipo di abbigliamento che viene definito business casual o smart casual, e appartiene a tutti quei contesti aziendali informali come le grandi compagnie del tech e le startup, le agenzie di marketing e comunicazione, ma anche laddove si lavori nel turismo (non di lusso), nel sociale, nella consulenza. In questi ambienti è gradito uno stile che esprima professionalità e nel contempo rilassatezza, competenza e modernità. Ma come si traduce in un outfit da colloquio? “Qui suggerirei di indossare un blazer, una camicia, un paio di jeans”, afferma la consulente. “Come scarpa sceglierei un mocassino, accompagnato da una borsa in pelle e gioielli luminosi. Opterei per un make-up ben curato”.

come scegliere l'outfit più indicato per un colloquio di lavoro
come scegliere l'outfit più indicato per un colloquio di lavoro  (getty images)

In un contesto più ‘libero’, e laddove la cultura aziendale sia più informale (per esempio agenzie di comunicazione, produzioni artistiche, musica, radio) è probabilmente più facile scegliere dal proprio guardaroba, ma anche un ambiente creativo non va preso sottogamba. Negli ambienti di lavoro di questo tipo l’espressione personale è sicuramente ben accetta, ma comunque con un certo gusto estetico verrà apprezzato. “In questo caso punterei per esempio su un blazer colorato, camicia o pullover, magari con un pattern fantasioso, e li abbinerei ad una gonna longuette di pelle. Come accessori, stivaletto, borsa di media misura a spalla, foulard e gioielli particolari. Possiamo giocare un po’ più con il look, e quindi sceglierei un make-up che metta in risalto le labbra colorate”. 

Infine, cosa indossare per un colloquio in un contesto elegante e sofisticato, come quelli legati all’alta moda, all’hotellerie di lusso, alla gioielleria o a servizi per clienti di alto profilo? Si tratta di ambienti in cui l’eleganza, la cura dei dettagli e l’immagine personale sono fondamentali perché rappresentano direttamente il brand e la sua clientela esclusiva. L’immagine, in questo caso, è parte integrante del lavoro, e bisogna essere coerenti con il tono del brand/azienda, dedicare molta attenzione ai dettagli, alla pulizia, e alla qualità dei materiali. “Se un ambiente pone il focus su eleganza e attenzione al dettaglio”, conclude la stylist, “punterei su un tailleur sartoriale da indossare con top in raso, décolleté, orecchini luminosi, borsa a spalla, occhiale importante e cappotto lungo, con make-up sofisticato”.