C'era una volta il Femidom (e c'è ancora)
Condividi su
Il preservativo femminile è un dispositivo che protegge da gravidanze indesiderate e da malattie sessualmente trasmissibili. È realizzato in lattice sintetico morbido e sottile o in poliuretano. Un altro nome con cui si può conoscere è "preservativo interno" ed è un un’alternativa ai preservativi normali, nel senso di "consueti", ovvero quelli da uomo.
Cosa c'è di diverso, in parole povere? Che invece di essere applicato sul pene, il preservativo femminile - o interno - viene inserito nella vagina (o nell'ano). A usarlo infatti sono anche uomini e persone trans che praticano sesso anale, per cui chiamarlo "preservativo femminile" è riduttivo e fuorviante (ma ci serve per il SEO). E comunque il nome commerciale è Femidom.
il preservativo interno non è il diaframma
Come siamo messe in Italia? Male, molto male. Tanto per cominciare il sito del Ministero della salute lo confonde con il diaframma (facepalm). E scrive - copiamo e incolliamo - "il condom (detto anche preservativo o profilattico) e il diaframma (detto anche preservativo femminile) sono definiti metodi di barriera. Mentre il condom protegge dalle infezioni sessualmente trasmesse e in modo moderatamente efficace dalle gravidanze indesiderate (OMS, 2018), il diaframma non assicura la medesima garanzia di protezione dalle gravidanze né dalle infezioni a trasmissione sessuale. L’efficacia dei metodi di barriera è legata essenzialmente alla corretta modalità del loro utilizzo". Segue istantanea schermo.
Iniziamo dicendo che il diaframma è un cappuccio in morbido silicone che fa da barriera all'ingresso dell'utero. Si indossa subito prima del rapporto sessuale e al termine si lava e si ripone nella sua scatoletta. La sua efficiacia tecnicamente sarebbe del 94 per cento (quando si adatta perfettamente alle forme del corpo della persona che lo indossa) ma nessuno lo indossa bene. E circa due donne su dieci rimangono comunque incinte.
Come si indossa il preservativo femminile
Il preservativo femminile può non essere adatto alle donne che non si sentono a proprio agio nel toccare la propria zona genitale perché il dispositivo va, diciamo, spinto dentro la vagina. A differenza del diaframma non è riutilizzabile e ha anche una data di scadenza, sulla confezione, oltre la quale non va utilizzato Ma come si inserisce? Occorre stringere tra le dita l'anello più piccolo che si trova all'estremità chiusa del preservativo e metterlo nella nella vagina assicurandosi che l'anello grande all'altra estremità, quella aperta, resti verso l'esterno e copra l'area tutta intorno all'apertura della vagina.
La maggior parte delle persone può tranquillamente usare il preservativo femminile. E anzi, alcune persone ritengono che la pausa tra il petting e l'inserimento del preservativo sia un intervallo non richiesto che possa rompere la magia. Per aggirare questo problema, diciamo pure che il preservativo femminile può essere inserito anche con largo anticipo
Lo spiegano, insieme ad altre cose, Martina Cacciato, fondatrice del collettivo Re.Vulva rivoluzione dal basso e la sessuologa Costanza Gori.
Utile per le donne a rischio di violenza sessuale
“Non c’è richiesta” dicono in coro. Ecco perché in Italia praticamente non c'è e si può comprare quasi solo online. E sul sito del Ministero, nella grande confusione, non c’è nemmeno scritto dove si trova né, come abbiamo visto, cosa sia. "Non ci sono aziende che li fanno tra le grosse del settore, diciamo come Durex - spiegano ancora - l'unica soluzione è che i collettivi come il nostro facciano divulgazione anche perché l'anello grande, che resta esterno, rimane fuori sulla vulva facendo sì che anche l’area della vulva sia in sicurezza da gravidanze ma anche dai rischi di malattie sessualmente trasmissibili e dai banali condilomi del papilloma virus, che possono trovarsi anche alla base del pene (parte che il condom non copre).
"E diciamolo - continuano - stimola anche leggermente l’esterno e il clitoride. Infatti è in vendita in alcuni sexy shop come sex toy". La cosa interessante e molto utile è che il dispositivo è letteralmente un salvavita per le donne che vivono in contesti ad alto rischio di violenza sessuale come, per esempio, le donne migranti o in zone di guerra: perché il preservativo femminile può restare addosso per diverse ore (prima del rapporto). Per evitare malattie o gravidanze le donne che sanno di dover affrontare delle aree a rischio lo indossano in modo preventivo.
"Viene infatti usato in alcuni Paesi africani da donne che sanno di rischiare la violenza sessuale più di frequente rispetto a quanto non accada altrove - sottolinea Martina Cacciato - accade grazie a un'associazione americana che li distribuisce e organizza anche dei training per insegnare loro a usarlo bene".
il femidom per un sesso paritario
Eventi pubblici attraverso i quali si fa divulgazione sul tema della salute sessuale servono a sensibilizzare le utenti (e gli utenti) sui perché e i come del preservativo femminile. "Abbiamo iniziato a raccogliere firme per cercare almeno di far conoscere questo metodo contraccettivo la cui importanza si radica nell’autodeterminazione - aggiunge Cacciato - durante i rapporti sessuali molti uomini dicono di avere problemi di erezione se indossano il preservativo o a volte raccontano di non sentire niente. In tal senso le donne possono evitare di tentare di convincere l’uomo a indossarlo, possono dire ok, non c'è problema lo indosso io.
Ma ancora sono molte le donne che non sanno di poter scegliere e a dirla tutta - commenta l'attivista - il tema principale è che le persone non si proteggono". E questa è un’altra storia. "È sul piano culturale che dobbiamo emanciparci dall’idea che la nostra sessualità sia subordinata a quella dell’uomo - conclude - i cui preservativi sono in vendita ovunque".
Condividi su