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Chiodo schiaccia chiodo: funziona veramente?

chiodo schiaccia chiodo funziona
chiodo schiaccia chiodo funziona  (getty images)
La fine di una relazione può essere molto faticosa e, in psicologia, viene paragonata a un vero e proprio lutto. Gli individui, infatti, vivono questa fase con sofferenza e necessitano di tempo per elaborarla. “Prova la tecnica del chiodo schiaccia chiodo!”. Immagino che almeno una volta nella vita ogni persona si sia sentita dire questa frase. Ma ha davvero senso? Scoprilo nell’articolo. 
di Erika Desambrois

Il concetto di chiodo schiaccia chiodo nasce dall’idea che una nuova relazione possa alleviare il dolore causato dalla rottura di quella precedente. Questo perché l’attenzione e le emozioni che si dedicano a una nuova persona possono sostituire quelle investite in precedenza, distogliendo l’ascolto dal dolore.

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Quali sono i vantaggi?

Spesso la tecnica del chiodo schiaccia chiodo aiuta nel breve termine. O meglio, sembra farlo. Questo perché, tranne in alcuni casi, si basa sulla distrazione. Una nuova relazione, o frequentazione, infatti, diventa una sorta di diversivo dalle emozioni dolorose e un modo per non “stare” nel dolore. Inoltre, ciò che spesso evoca sofferenza dopo una rottura è il vuoto che si viene a creare a causa della mancanza di una quotidianità con l’altro. Il messaggio del buongiorno, le attività condivise, il raccontare la giornata, ecc. Il chiodo schiaccia chiodo diventa un modo per non sentirsi soli e per riempire. 
Un altro beneficio è sull’autostima. Infatti, dopo una rottura, soprattutto se decisa unilateralmente, il rischio è di non sentirsi abbastanza. Cogliere l’attenzione di una nuova persona può aiutare a sentirsi più di valore, ovvero maggiormente desiderabili e attraenti. 

Quali sono gli svantaggi?

Iniziando col precisare che la mia non vuol essere una generalizzazione e che tutte le situazioni sono uniche, la situazione del chiodo schiaccia chiodo può condurre a diversi svantaggi a discapito di chi adotta questa tecnica. Infatti, dopo una rottura non si è sempre disponibili emotivamente per iniziare una nuova conoscenza e questo può comportare il rischio che essa sia superficiale e basata sulla necessità di evitare il dolore più che su una reale voglia di connettersi emotivamente con l’altro. In questo caso, gli svantaggi non sono solo per la persona che utilizza la tecnica, ma anche per chi sta dall’altra parte che corre il rischio di ritrovarsi in una relazione superficiale e non soddisfacente e, quindi, di soffrire. Il suggerimento è quello di chiarire fin da subito che ci si trova in una situazione di indisponibilità emotiva e che non ci sente pronti a una conoscenza più profonda. In questo modo, l’altra persona potrà decidere autonomamente cosa ritiene più adatto per lei, ovvero se proseguire con la conoscenza o meno. 

fine relazione
fine relazione  (getty images)

I risvolti psicologici 

Da un punto di vista psicologico, invece, scegliere di evitare il dolore non è utile. L’elaborazione del dolore passa anche attraverso la sofferenza. Imparare a stare nel dolore, per quanto sia spiacevole, è una parte necessaria per elaborarlo e stare meglio. Come scrivevo all’inizio, la rottura di una relazione, tranne in alcuni casi, è paragonabile ad un lutto. So che siamo abituati a ricercare emozioni piacevoli e a evitare quelle spiacevoli, in qualsiasi contesto. Tuttavia, tali emozioni sono necessarie e in questo caso sono persino d’aiuto per il proprio benessere a lungo termine. 
Le soluzioni semplici e immediate raramente sono durature nel tempo e, anzi, possono condurre a risvolti spiacevoli nel futuro. Infatti, non elaborare una rottura nel modo migliore può incrementare il rischio di soffrire a posteriori. Non è raro vedere persone che soffrono molto di più dopo la rottura di una breve relazione “chiodo schiaccia chiodo” rispetto alla relazione precedente. Questo perché quel dolore è costituito anche dal riaffiorare di quanto non elaborato efficacemente nel passato.

Chiaramente non va sempre così. Esistono le differenze individuali e molto dipende soprattutto dalle caratteristiche della relazione che si è chiusa. Una relazione poco soddisfacente, disfunzionale o priva di amore necessita di un’elaborazione diversa rispetto ad altre. Anzi, in questi casi la rottura può essere anche un punto di svolta benefico per quella persona. 

Quali sono altre strategie? 

La tecnica del chiodo schiaccia chiodo, quindi, non è sempre un’ottima scelta, anzi. Quando una relazione finisce, infatti, sono più efficaci altre strategie come il tempo per sé stessi, il ricorso al supporto sociale e il supporto psicologico. 

In primis, quando una relazione finisce può essere un buon momento per dedicarsi a sé stessi e per concedersi del tempo per riflettere sulla relazione precedente, sui propri interessi e sulla propria crescita personale. Questo contribuisce allo sviluppo più efficace di relazioni future maggiormente mature e consapevoli. 
In secondo luogo, non va sottovalutata la rete sociale di supporto. Passare del tempo con i propri amici può aiutare a distrarsi oppure a condividere il proprio dolore e le proprie emozioni con qualcuno a cui si vuole bene. 
Infine, ma non per importanza, anche il supporto psicologico diventa fondamentale nel processo di guarigione. Comparando la rottura a un lutto, infatti, non è semplice occuparsene da soli. Una figura professionale può aiutare a far riaffiorare le risorse necessarie per affrontare questa situazione consapevolmente ed efficacemente.