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Aggiornato il: 2 minuti di lettura

I social sono pieni di "Hedi Boys": blackcat sotto steroidi, nuovi maschi risolti, fenomeni (indie) di costume

I social sono pieni di Hedi Boys: blackcat sotto steroidi, nuovi maschi risolti, fenomeni (indie) di costume
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Prendono il nome da Hedi Slimane, stilista di Dior, Yves Saint Laurent e Celine che nei primi anni del Duemila ha ridefinito l'estetica maschile e la mascolinità stessa.
di Eugenia Nicolosi

Non si fa in tempo a elaborare un trend, o un'idea, che un fenomeno di costume si prende tutto lo spazio del mondo. Non sappiamo quanto durerà ma, per esempio, ci appassiona su molti livelli il fenomeno dei “Hedi Boys”: maschi che sembrano usciti direttamente dalla copertina di un album indie del 2012. 

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Jeans aderenti, giacche di pelle (cortine, non lunghe) e capelli arruffati come se fossero usciti da un rave, gli Hedi Boys non sono un fenomeno di moda, non solo. E comuque questo non è un editoriale che parla di moda: sono un fenomeno che intreccia estetica, genere, corpo e recupero nostalgico di un pezzetto di passato che evidentemente affascina e manca. 

"What Hedi did"

A cominciare dal termine “Hedi Boy": cioè ragazzo Hedi, che prende il nome da Hedi Slimane, stilista francese che agli inizi degli anni 2000 era alla guida della linea maschile di Dior, Yves Saint Laurent e Celine e che ha ridefinito l'estetica maschile. I pantaloni a sigaretta, giacche affusolate, andatura da rockstar e ambiguità generale che rompeva i codici tradizionali della “mascolinità” in giacca e cravatta o in tuta da lavoro.

Lo stlista Hedi Slimane
Lo stlista Hedi Slimane  (getty)

Qualcuno ha ripescato quei codici dei primi duemila e li ha ributtati sui social — in particolare su TikTok — dove vediamo una rinascita di quel look: giovani uomini che adottano l’estetica “Hedi”, e finiscono nell'algoritmo come “Hedi Boys”. Non è solo un vestirsi come se Julian Casablacas e Pete Doherty si fossero reincarnati in un supereroe indie che va ai rave (però in Dior): si tratta di un’estetica che richiama la decadenza di quegli anni e forse predice il futuro. Ed eccoci al punto: estetica, più nostalgia, più questione sociale uguale fenomeno.

Da una parte c’è la ormai nota dinamica ciclica della moda: il baggy oversize degli ultimi anni ha dominato ed ora è naturale il desiderio di ritornare al taglio aderente. Poi c’è la nostalgia: quel look si lega alle rock band indipendenti, ai club, al primo decennio del Duemila come momento di grande rinnovamento della moda maschile alternativa. Un’estetica che era sparita da un po' ma che si stava riaffacciando, in latenza, a cominciare dal black cat boyfriend.

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(getty)

Ma appunto non è solo una questione di estetica: c’è una dimensione corporea, anzi c'è quasi una pressione sul maschile che nei primi Duemila non era tanto al centro dell’attenzione. In Italia, per esempio, si parla di come l’uomo inizi a sentirsi soggetto a un “bikini blues”: ansia da prestazione nel mostrare il proprio corpo. E l'estetica dell'Hedi Boy è legata a una magrezza tutta nuova (i frontman delle band indie avevano tutti la pancetta).

Ma l’estetica dei Hedi Boys interpella la mascolinità tradizionale e la mette in discussione, per questo piace, perché il modello dell’uomo dominante classico va a gambe all'aria. Attenzione: questo non significa automaticamente che chi si veste in questo modo, o si ispira a questa estetica, sia attivo politicamente ma è ovvio che abbandonare il modello di maschio muscoloso e potente implica già un allargamento del campo dei “possibili modi di essere uomo”.

Non è tutto rose e indie rock.

Ecco due anzi tre cose da tenere a mente, perché chi scrive non si accontenta:  se da una parte è positivo che l’uomo abbia più spazio estetico, dall’altra il tema della “dieta”, del fisico sottile, del look che “funziona solo con un certo tipo di corpo” può portare a nuove forme di insicurezza.

Lo stile “Hedi Boy” infatti presuppone una certa - problematica - corporatura. Poi è ovvio che il revival estetico fa sempre piacere (e alcuni più piacere di altri) ma può finire per essere superficiale, una specie di costume da indossare per fare video da buttare dentro a  TikTok più che un modello interiorizzato. No, non devono necessariamente conoscere la collezione di Hedi Silmane per Dior Homme del 2006 ma almeno essere consapevoli di non avere inventato niente. Riconoscenti, insomma.