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La teoria della "Slow Dopamine": posare il telefono e ritrovare il piacere (lo dice Harvard)

Lo slow dopamine è un approccio al benessere che contrasta la dipendenza da gratificazioni istantanee (like, notifiche, scrolling) e che stimola il ritrovamento del piacere anche nelle piccole cose o attività

Lo slow dopamine è un approccio al benessere che contrasta la dipendenza da gratificazioni istantanee (like, notifiche, scrolling): riconnettendosi ad attività che richiedono tempo, impegno e presenza ci si auto aiuta a ripristinare i livelli di dopamina, migliorando la concentrazione, riducendo il burnout e favorendo un senso di realizzazione più profondo.

Elisa, "le serate ai Murazzi con i Subsonica e le passeggiate notturne"

Coltivare hobby manuali come dipingere, suonare uno strumento o dedicarsi all'artigianato, leggere un libro, praticare sport o fare passeggiate senza telefono, fare journaling, cioè scrivere anche un diario che non legge nessuno sono alcune pratiche che attivano il sistema di ricompensa del cervello.

slow dopamine: contro il logorio della vita moderna

Di fronte a notifiche continue, scrolling infinito e le relative gratificazioni istantanee (istantaneamente arrivano, istantaneamente spariscono) una nuova idea di benessere sta conquistando psicologi ed esperti: il slow dopamine. E non significa rinunciare ai piaceri della vita, ma al contrario di imparare nuovamente ad assaporarli con la lentezza e la presenza. 

La vita digitale ci offre continuamente piccole ricompense che attivano il "sistema della ricompensa" del cervello, alimentato dalla dopamina, il neurotrasmettitore associato a motivazione, apprendimento, desiderio e piacere ma appunto il problema è che il cervello viene bombardato da una successione incessante di stimoli rapidi, di brevissima durata e frammentati. In questo scenario molte persone riferiscono sintomi ormai familiari: difficoltà di concentrazione, stanchezza mentale, irritabilità, senso di insoddisfazione e una costante ricerca della prossima distrazione.

Paradossalmente, più siamo stimolati e stimolate, più sentiamo il vuoto. Lo slow dopamine propone una diversa "grammatica del piacere" ovvero invece di inseguire ricompense immediate invita a privilegiare attività che richiedono tempo, impegno e come detto la propria presenza fisica e mentale per un obiettivo che la Harvard Medical School spiega benissimo nei suoi paper: provare il piacere, quello vero.

Cosa dice la prestigiosa università? Che evitare completamente gli stimoli non abbassa i livelli di dopamina e che piuttosto, la sfida dello slow dopamine consiste nel modificare il modo in cui la otteniamo: cercando e creando esperienze in cui il piacere emerge gradualmente.

Allora leggere un libro, coltivare un orto, allenarsi per raggiungere un obiettivo, imparare una nuova competenza o costruire relazioni sono attività in cui la ricompensa non arriva immediatamente e in cui è il percorso stesso a generare soddisfazione.

Perché le gratificazioni veloci ci lasciano il senso di vuoto

L'esposizione costante a stimoli immediati - un'abitudine ormai difficile da sradicare - ci trasforma in drogate, drogati, di novità e ovviamente quando il cervello si abitua a ricevere ricompense senza sforzo, attività più lente e profonde possono apparire noiose. Di conseguenza, aumenta la tendenza a controllare il telefono compulsivamente, interrompere continuamente ciò che si sta facendo per cercare distrazioni, annoiarsi durante qualsiasi momento di pausa.

Questa dinamica comporta una riduzione della capacità di attenzione; maggiore affaticamento mentale; difficoltà nel mantenere la motivazione; alterazioni del sonno e soprattutto una sempre minore soddisfazione. La colpa è del circolo vizioso in cui servono sempre più stimoli per ottenere e mantenere lo stesso livello di appagamento.

il piacere dello slow dopamine è il piacere stesso

Scegliere attività che richiedono impegno e costanza produce benefici che vanno oltre il semplice piacere momentaneo, per esempio le attività lente che allenano l'attenzione prolungata tornano a insegnare al cervello ad associare il piacere al processo e non solo al risultato immediato. 

Le ricompense conquistate attraverso l'impegno, o lo sforzo, o la dedizione, tendono a generare un senso di realizzazione più profondo rispetto alle gratificazioni istantanee e inoltre lo slow dopamine incoraggia la presenza e l'ascolto, elementi fondamentali per costruire legami.

La vera sfida dell'intera pratica, lo immaginiamo, è imparare ad aspettare per la gratificazione. Qui lo slow dopamine entra nel suo cuore vivo: recuperare una capacità fondamentale che stiamo progressivamente perdendo: l'attesa del piacere (che è essa stessa il piacere, cit).