Il trend estetico che funziona solo se sei (letteralmente) la figlia di Kate Moss
Tute e felpe, capelli disordinati, niente make up: il trend "lazy girl" celebra la voglia di uscire senza curarsi troppo della propria immagine? No, al contrario.
Ne parliamo con la giornalista e autrice Lara Lago
Felpe oversize o almeno tuta, "make up no make up" e capelli arruffati: il look da "lazy girl" o da "chi si è appena alzata dal letto" esiste da sempre, anche se ha un nome dal 2015 (grazie, social). Ma va bene per tutte/i? Ovviamente no. Ne abbiamo parlato con Lara Lago, sui social @LaraLake, giornalista, attivista e autrice del libro Il peso in avanti.
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la "lazy girl" aesthetic: "sono uscita così com'ero"
Almeno dal 2015, dicevamo, si parla della tendenza estetica "lazy girl", cioè "ragazza pigra". Ce la restituiscono i social stessi, pieni di foto di celebrità, blogger e utenti anonime che sfoggiano il look trasandato ad hoc, con sneakers, felpe e capelli legati alla meno peggio. L'estetica della ragazza pigra è raccontata dalle influencer come "più di una semplice tendenza": sarebbe una scelta di vita che celebra la comodità, il relax e un atteggiamento spensierato. Una fuga rinfrescante dal trambusto della vita moderna, mentre si è consapevoli di apparire chic senza sforzo abbracciando la propria "bellezza naturale". Il fascino di tute oversize, calzini con i pupazzi e chignon spettinati si radica quindi nell'accettazione di sé, per come si è.
Ma il concetto di "svegliarsi e uscire di casa" che è, evidentemente, comodo: è per tutte? Nel senso: perché, visto il trend, c'è ancora chi perde tempo ed energia per truccarsi e scegliere outfit ricercati? Perché c'è un filo conduttore in molte delle immagini che accompagnano questa estetica semplice e spensierata: le donne ritratte sono giovani, magre e perfettamente rappresentative del canone di bellezza dominante. Si vedono allora, andarsene in giro con occhialoni da vista e tuta macchiata di caffè soltanto Zendaya, Lila Moss (letteralmente la figlia di Kate Moss) oppure Gigi Hadid, icone della moda come Cara Delevingne o del lifestyle come Kylie Jenner. Loro possono permettersi di uscire di casa praticamente in pigiama. Le altre no.
Se oggi come oggi si cerca su Internet "lazy girl trend", non si vedono immagini di ragazze "pigre" ma di supermodelle, cantanti, artiste o attrici che hanno vinto alla lotteria genetica e che sono anche per lo più bianche, oltre che magre, e che sfoggiano con totale naturalezza tutti gli indici di bellezza eurocentrica. Sono le donne a cui tutte le donne dovrebbero aspirare, quelle che pure indossando sacchi di patate non perdono il perfetto equilibrio tra femminilità convenzionale e una allure da giovane spensierata. Dove "giovane" è una seconda parola d'ordine.
Lara Lago, "l'ennesimo trend che conferma il pretty privilege"
La giornalista e autrice Lara Lago inizia problematizzando la parola lazy. Il trend "mostra come dovrebbe apparire una ragazza pigra - dice - che non ha voglia di uniformarsi a ciò che la società si aspetta da lei in termini estetici, ma siamo di fronte ad una grande bugia. Siamo abituati ad associare all’aggettivo pigro una connotazione negativa, quindi se tu ragazza non fossi pigra, ti truccheresti di più, ti vestiresti più elegante. C’è già un giudizio di valore nel nome stesso del trend, un nome che rinsalda gli standard di bellezza e quanto ci si debba impegnare per raggiungerli".
La bugia: "si tratta di un trend che richiede impegno da dedicare alla propria immagine, soldi, cura, che però devono essere invisibili e scomparire all’occhio esterno, quasi come se appunto l’essere belle naturalmente non fosse affare nostro. Peccato che di naturale in questo trend ci sia poco, a meno che tu non abbia 15 anni e sia riuscita a schivare l’acne". Ma uno dei contenuti più interessanti sul tema, secondo Lago, "era un reel di una content creator che mostrava ciò che non si mostra mai dietro a queste challenge, dietro a questi visi magri, puliti e che sembrano super giovani: una skin care costante, il trucco semipermanente che però deve essere impercettibile, ad esempio il microblading alle sopracciglia, leggero ma pur sempre presente. E poi la ceretta su tutto il viso per non avere alcun tipo di peluria, il filler all’acido ialuronico ad ogni età, senza addentrarci nella vera e propria chirurgia estetica - commenta - Ci sono dei requisiti per poter partecipare a questo trend estetico e non c’è nulla di esteticamente accettabile se non sei giovane, bella e magra".
se sei magra, giovane e bella puoi fingere di essere "lazy"
"È la conferma che, se possiedi questi requisiti, puoi tutto, anche permetterti di essere pigra (per finta) perchè tanto, nessuno verrà a toccare il tuo privilegio della bellezza". Il pericolo di trend così è non solo di continuare a dare valore ad una bellezza che ora deve anche essere senza sforzi (apparenti), ma di considerare di serie b, non in trend e meno piacevole il truccarsi tanto ad esempio o il vero volto di come si è appena sveglie. Nessuna di noi appena sveglia ha la faccia di una ragazza che segue questa moda, perché appunto i loro visi perfetti non corrispondono alla realtà ‘pigra’ che professano e rischiano ancora una volta di creare standard inarrivabili".
"Si tratta di un’estetica che non fa fare alle donne alcun passo avanti. Riconferma il pretty privilege, ovvero quanto sia più facile vivere nella società se sei bella e con un corpo conforme, e dice che ci continua ad andar bene avere delle regole e dei canoni da rispettare, che poi sia niente più rossetto rosso ma lipgloss per avere un effetto più naturale poco importa - conclude l'autrice - La vera ‘lazy girl aesthetic’, questa volta senza filtri e ipocrisie, sarebbe essere davvero pigre, con corpi ed età di tutti i tipi, con la ricrescita ai capelli, senza fondotinta con la pelle così com’è e la verità dei nostri corpi anche flaccidi, anche grassi, con le rughe. Niente di meno instagrammabile. E allora almeno chiamatela col suo nome: ‘fake natural aesthetic’. O di come non andiamo mai bene come siamo".