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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Essere "people pleaser" significa avere un trauma (e non è sinonimo di "altruista")

Essere people pleaser significa avere un trauma (e non è sinonimo di altruista)
(getty)
Fare di tutto per gli altri, anche troppo: le personalità "people pleaser" chiedono scusa senza motivo e cercano costantemente l'approvazione altrui. Ma è il risultato di un trauma e non una sana indole altruista
di Eugenia Nicolosi

Piuttosto che non dare spontaneamente il proprio aiuto, anche a chi non ne ha bisogno, il people plaser non dorme per giorni. Chiede scusa anche se non ha fatto nulla, giustifica sempre gli errori altrui, si prodiga facendo per gli altri cose che spesso non hanno senso ma che gli / le garantiscono di sperimentare una sensazione di utilità e appagamento nell'essere servizievole oltre ogni ragionevole motivo. Tutto ciò è il risultato di traumi, però: l'amore e l'affetto secondo l'esperienza traumatica del people pleaser si ottengono "lavorando". 

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essere people pleaser: tutto fuorché una virtù

Potrebbe sembrare una virtù come la gentilezza o la generosità ma essere dei people pleaser non ha niente a che vedere con una sana indole generosa, gentile o altruista:  "accontentare le persone" è un modo di vivere distruttivo. Il people pleaser mette da parte i propri bisogni senza nemmeno averne consapevolezza, e lo fa per soddisfare i bisogni di tutti gli altri. E mette da parte anche bisogni primari come dormire, mangiare, lavarsi se sente la spinta a essere presente per qualcuno o qualcosa.

Il people pleaser non dà una mano a un amico, per esempio, a traslocare: il people pleaser praticamente trasloca al posto dell'amico dimenticandosi di nutrirsi e riposare a causa del bisogno di compiacere gli altri per ragioni che possono includere la paura del rifiuto, le insicurezze, il bisogno di essere benvoluto o benvoluta. La credenza di base è che se smette di essere servizievole e presente le altre persone lo abbandoneranno, trascureranno e smetteranno di amarlo.

Non esiste una diagnosi clinica ma in Psicologia questa tendenza è correlata al Disturbo della personalità dipendente e al tipo di personalità masochista. Infatti, anche se potrebbe sembrare a prima vista una persona eccessivamente generosa, chi è people pleaser ha in realtà dei tratti che includono bassa autostima, la tendenza a ignorare i propri bisogni (perfino legati alla salute), non si afferma e non prende decisioni, non dice mai di no e se lo dice si mortifica, offre spiegazioni infinite sul perché è "costretto a dire no" e sta realmente male per averlo detto, chiede scusa quando non è necessario e fa le sue scelte, anche di vita, solo sulla base delle aspettative altrui.

Cosa c'è alla base del desiderio malsano di compiacere gli altri?

Queste persone temono il rifiuto a causa di traumi vissuti durante le prime relazioni affettive: un people pleaser ha avuto probabilmente genitori il cui amore era condizionato nel senso che potrebbe aver avuto la sensazione di doversi guadagnare l'amore e l'affetto del genitore assolvendo a compiti non suoi, facendo sempre di più di quanto non fosse necessario per essere "visto".

La conseguenza è che questa persona vuole la certezza di essere importante per le persone che la circondano, non cerca invece la convalida dentro di sé ma vuole essere riconosciuta dall'esterno come affidabile, presente, servizievole, amorevole. Le persone che sono sinceramente generose hanno una sana autostima e danno alle cose che fanno per gli altri un significato ben preciso: il people pleaser non ha autostima, ha bisogno di prendersi cura dei bisogni degli altriAllora essere people pleaser non è un atto consapevole, altruistico o amorevole. È un modo di vivere che nasce dal trauma e dalla paura di chi non conosce l'amore incondizionato.

figli e figlie del trauma

Studi dimostrano che essere people pleaser è quasi sempre la risposta a un trauma. Ma in particolare è una risposta all'esposizione a ripetuti eventi traumatici non a un singolo evento traumatico una tantum come un incidente d'auto o una brutta separazione. Più comunemente si associa a traumi infantili, traumi relazionali e traumi complessi, come la violenza continua nell'ambiente domestico e si riscontra anche negli adolescenti e nei giovani adulti che hanno relazioni difficili o disfunzionali con i genitori o altri membri della famiglia.

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Quando una persona cresce in un ambiente disfunzionale potrebbe sentire il bisogno di comportarsi in un certo modo per evitare maltrattamenti o per soddisfare i bisogni emotivi del proprio caregiver. I genitori (o chi per loro) potrebbero essere stati psicologicamente violenti o emotivamente algidi, impedendo alla persona di sviluppare un rapporto sano con le emozioni. In questo tipo di ambiente non sicuro, i bambini e le bambine possono quindi imparare a loro volta a ignorare i propri sentimenti e diventare degli o delle people pleaser in risposta allo stress di queste circostanze. Accade per esempio ai bambini che assumono ruoli genitoriali dentro casa e sviluppano relazioni di codipendenza con persone interne alla famiglia o immediatamente prossime.

Ma quindi le donne sono più propense a essere people pleaser? Certo che sì. Secondo la psicologia in questa categoria rientrano più donne che uomini. Le donne infatti vengono educate sin da bambine a "comprare l'amore" dei genitori che le adultizzano assegnando loro lavori di cura quando sono ancora piccole e a rispettare il ruolo che viene dato loro dentro casa e fuori casa. Vengono educate allo spirito di servizio, alla cura e a non essere esigenti ma, piuttosto, a essere comprensive, altruiste in modo malsano e obbligatoriamente amorevoli. Ma è un'altra storia, o forse no.