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Aggiornato il: 5 minuti di lettura

Non è proprio preferenza: ma i figli vengono trattati meglio delle figlie

Brandon e Brenda Walsh, fratello e sorella in Beverly Hills 90210
Brandon e Brenda Walsh, fratello e sorella in "Beverly Hills 90210"  (facebook)
Non è proprio preferenza, è più un retaggio patriarcale: per quanto i genitori possano negarlo ci sono delle clamorose differenze nell'approccio - e aspettative e insegnamenti - tra figli maschi e figlie femmine
di Eugenia Nicolosi

I genitori lo hanno negato e lo negheranno nei secoli dei secoli ma le differenze nelle interazioni con la prole cambia a seconda del sesso biologico: i figli maschi, anche involontariamente, vengono educati in modo diverso dalle figlie femmine. E sì: è patriarcato. E il patriarcato non fa bene a nessuno, nemmeno ai maschi. 

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alle figlie vengono insegnati i limiiti, ai figli a non averne

La differenza di trattamento si estende proprio partendo dalle responsabilità genitoriali: mentre ai figli maschi viene chiesto, più o meno velatamente, più o meno consapevolmente, di replicare la funzione di "bread winner" quindi di essere aggressivo e ambizioso spingendolo fuori casa, alle figlie femmine viene chiesto più o meno velatamente, più o meno consapevolmente, di dare una mano dentro casa, di inizare a introiettare un ruolo di cura. Primissime lezioni di vita che fanno presto a radicarsi come "normali" nelle persone e che ovviamente impattano sulle scelte che queste persone fanno rispetto alle loro relazioni future, agli studi o alla scelta di carriera. Esempio: una bambina che assume come suo il compito di aiutare in casa, una volta adulta si porrà il problema di come svolgere questo compito alla perfezione e contemporaneamente avere una carriera e non si aspetterà che il partner partecipi al lavoro di cura dei figli e della casa. Un figlio maschio che non ha mai messo a posto i propri vestiti o giocattoli perché lo faceva la sorella o perché nessuno gli ha chiesto di farlo, penserà anche da adulto che riordinare non sarà un suo compito. 

Ma si va ben oltre i lavori domestici: ai figli maschi viene concessa la "monelleria" a tutte le età. Alle figlie femmine no, loro devono essere malleabili, educate al perdono e alla gentilezza. C'è meno controllo sul figlio maschio che rientra tardi la sera, mentre le figlie femmine sono più tenute d'occhio e per lo stesso motivo - la paura di aggressioni - resiste il timore di "come si veste" una figlia che va in discoteca. I figli maschi possono uscire di casa vestiti come vogliono. Alle figlie femmine si insegnano i limiti e le responsabilità (anche che tutto fili liscio in casa), ai figli maschi a non averne.

i figli maschi e il trattamento privilegiato (ma non è questione di preferenza)

La ricerca ha ampiamente dimostrato la differenza di trattamento. E sono i figli maschi a riceverne uno privilegiato a partire dagli elogi più utili alla costruzione dell'autostima, per finire con il tempo di qualità e le risorse economiche investite su di loro. Partendo da una survey di sociologia svolta negli Stati Uniti, si scopre che i genitori tendono a trattare figli maschi e femmine in modo simile ma che gli investimenti di natura economica e di tempo con i figli sono alti nelle famiglie con figli maschi. I padri in particolare trascorrono più tempo con i figli maschi che con le figlie femmine e segnalano una maggiore felicità coniugale nelle famiglie con figli maschi. Le figlie femmine svolgono più lavori domestici dei loro fratelli, rispecchiando la divisione del lavoro in base agli stereotipi di genere.

L'UNICEF si è espressa approfonditamente sulla questione che chiaramente non è una fantasia di chi scrive, ma la realtà: è vero che nei primi anni di vita maschi e femmine si percepiscono come uguali ma le differenze di genere cominciano ad aumentare con l'avanzare dell'età dei bambini e delle bambine, quando gli adulti iniziano a trattarli in modo diverso: "in particolare quando le bambine diventano abbastanza grandi da poter prendere in mano una scopa, prendersi cura di un nonno malato o riordinare", si legge sul report di UNICEF. E ciò accade in tutto il mondo, dove la stessa agenzia non governativa dice che le ragazze dedicano circa il 50 per cento di tempo in più alle faccende domestiche rispetto ai loro fratelli, non occorre pensare a Paesi del Medio Oriente dove naturalmente il divario è più ampio. Accade in tutto il mondo. "I tipi di faccende domestiche comunemente svolte dalle ragazze, come preparare il cibo, pulire e prendersi cura degli altri, non solo creano le premesse per le differenze nel loro futuro, ma possono anche limitare le prospettive e il potenziale delle ragazze stesse quando sono ancora giovani".

NEL MONDO LE FIGLIE FEMMINE AIUTANO IN CASA DAI 5 ANNI

A livello mondiale, le bambine e le ragazze dai 5 ai 14 anni dedicano 550 milioni di ore al giorno alle faccende domestiche, 106 milioni di ore in più rispetto ai ragazzi della loro stessa età. Dice sempre UNICEF. Due terzi delle bambine in tutto il mondo aiutano a cucinare e a pulire la casa. Il 50 per cento aiuta a fare la spesa e il 43 per cento si prende cura di altri bambini, loro fratelli anche coetanei.

Bart e Lisa Simpson
Bart e Lisa Simpson  (disney+)

Il tempo dedicato ai lavori domestici, quando i fratelli sono liberi di giocare o dedicarsi allo studio, influisce negativamente sulla vita delle bambine e sul loro futuro: ogni ora che una ragazza trascorre impegnata ad assolvere faccende domestiche è un'ora che non può trascorrere a fare amicizia, fare i compiti o giocare. E il problema è che invece suo fratello, nella maggior parte dei casi, sta facendo esattamente queste cose mentre lei riordina, cucina e si comporta da genitore.

La questione della divisione equa delle faccende domestiche e quindi la questione dei modelli di genere negativi devono essere affrontati prima che si radichino. UNICEF spiega che "Stimolare le ragazze a continuare a studiare e a partecipare ad attività sportive, ludiche e ad altre attività ricreative e di crescita può aiutare a mettere le ragazze sulla strada dell'emancipazione e il mondo sulla strada di una reale uguaglianza di genere".

le sottili ma importantissime differenze nell'educazione di figlie e figli

È interessante dall'esterno vedere come i genitori trattano i loro figli e le loro figlie in modo diverso e come pensano di non farlo. Ci sono sottili ma importanti differenze infatti nel modo in cui le persone educano i loro figli maschi rispetto alle loro figlie femmine e sono il frutto diretto dei pregiudizi di genere.

Esplorando gli studi esistenti - che non sono pochi - emerge per esempio che le madri di neonati mostrano un pregiudizio di genere a favore dei figli maschi e ne abbiamo scritto qui. In un altro studio si legge che le madri di figlie femmine credevano che le loro bambine potessero gattonare più faticosamente rispetto ai figli maschi dimostrando quanto le aspettative siano più basse nei confronti delle figlie femmine già dai primi mesi, già dalle prime pratiche. Una ricerca ha dimostrato che, sebbene in generale i ragazzi e le ragazze ricevano la stessa quantità di elogi dai genitori, il tipo di elogi che ricevono è diverso. Esistono infatti gli "elogi di processo" (definiti come elogi per gli sforzi e le strategie di un bambino, la ricompensa insomma) che rappresentano il 24,4 per cento degli elogi che ricevono i maschi, mentre per le femmine rappresentano solo il 10,3 per cento.

Ricevere più elogi di processo fin da piccoli (14-38 mesi) mette i figli maschi in una posizione di vantaggio perché li rende più inclini ad adottare una mentalità di crescita. Cos'è una mentalità di crescita? Si riferisce all'insieme di atteggiamenti di una persona e al modo in cui pensa, è la convinzione che i nostri attributi siano malleabili e che attraverso lo sforzo e l'apprendimento possano essere migliorati. Una mentalità di crescita non è qualcosa che si sviluppa da un giorno all'altro, ma piuttosto si sviluppa nel tempo partendo dall'infanzia e dalla ricompensa che si riceve. Pertanto, è più probabile che le ragazze non abbiano una mentalità di crescita per quanto riguarda le loro capacità e quindi attribuiscono il loro fallimento all'incapacità e vedranno una crescente diminuzione della motivazione, il che ha il potenziale di causare un calo del rendimento scolastico. Ed è particolarmente vero se si pensa agli stereotipi sulle materie scientifiche.

Brandon e Brenda Walsh, fratello e sorella in Beverly Hills 90210
Brandon e Brenda Walsh, fratello e sorella in "Beverly Hills 90210"  (facebook)

Inoltre, le convinzioni stereotipate dei genitori influenzano le convinzioni dei figli sulle proprie capacità: gli stereotipi dei genitori potrebbero limitare le possibilità di successo accademico della figlia, un effetto che potrebbe avere implicazioni a lungo termine in termini di aspirazioni e scelte di carriera. Le prove suggeriscono che in generale i genitori sono più propensi a essere coinvolti nel percorso di studi dei figli maschi e che tendono anche a spendere più soldi per l'istruzione del figlio maschio.

Volendo concludere, snocciolando dati mondiali sulle reali differenze di educazione di figli e figlie, è evidente che le discriminazioni di genere iniziano in casa e iniziano sin dai primi anni dei bambini e delle bambine. Il che ci porta direttamente alla necessità di avviare nelle scuole dei percorsi di educazione alle differenze che diano una frenata alla diffusione degli stereotipi, nell'attesa che anche nelle famiglie si stabilisca un clima di parità.