Le madri preferiscono i figli maschi? (La ricerca dice sì)
I motivi? Competizione, preoccupazione (non è un mondo per ragazze) e ovviamente la "perpetrazione della specie": i maschi portano il cognome, anche se non quello delle madri.
Condividi su
Un sondaggio condotto su 2.500 siti web per genitori rivela che il 90 per cento delle madri tratta figli maschi e figlie femmine in modo diverso. Secondo una ricerca condotta dal sito dedicato alla maternità Netmums le madri sono più critiche verso le figlie e non verso i figli maschi e ammettono di avere un legame più forte con i figli maschi. E ancora: il dibattito attorno al fenomeno dei "bambini su misura", in cui i genitori scelgono il sesso del proprio bambino prima della nascita, ha portato alla luce che molti genitori preferiscono un sesso rispetto all’altro (il sesso maschile).
le madri preferiscono i figli maschi. period
In realtà, secondo i sondaggi, è più comune che non solo le madri ma entrambi i genitori preferiscano i figli maschi. A volte le disparità sono intenzionali, frutto di una scelta, altre volte no. Ma vengono applicate comunque. E sebbene le figlie femmine possano avere alcune responsabilità (sono più propense allo scontro con le figure genitoriali), in genere sono i genitori a gettare le basi di questa disfunzionalità. Ma i genitori di errori ne fanno tanti.
Infatti non è raro che le madri elogino particolari caratteristiche dei loro figli maschi – che sono “divertenti”, "originali", “sfacciati” e "coraggiosi” - mentre non accettano le stesse identiche caratteristiche nelle figlie femmine che infatti vengono definite “irascibili” e mancanti di rispetto.
Da un sondaggio condotto è emerso che quasi la metà delle madri afferma di sapere che è sbagliato trattare ragazzi e ragazze in modo diverso ma che quasi il 90 per cento lo fa ugualmente: ammette di fare esattamente questo, trattare figli e figlie in modo diverso a causa di una preferenza per il figlio maschio. La ricerca mostra che le madri hanno il doppio delle probabilità di essere più critiche nei confronti delle figlie e oltre la metà di loro ha ammesso di sentire un legame più forte con il figlio maschio. La ricerca mostra anche che le madri "classificano" i loro figli in base al sesso, e i ragazzi vengono etichettati con tratti molto più positivi rispetto alle loro sorelle. Più di una madre su cinque intervistata ha ammesso di chiudere un occhio davanti al comportamento dei ragazzi per il quale rimprovererebbe senza pietà le ragazze.
Non ci siamo, signore mie
La psicoterapeuta Crissy Duff ha spiegato, in calce ai risultati del sondaggio, che "Le donne sembrano portarsi addosso gli effetti della disapprovazione dei loro genitori fino all'età adulta". Motivo per cui, spiega che sono molto più autocritiche degli uomini. E non solo critiche e rimproveri: quasi la metà delle madri intervistate ha ammesso anche che i loro figli sono effettivamente dei cocchi di mamma. Infine, più di una persona su quattro ha confessato di amare i propri ragazzi in modo diverso rispetto a come amano le figlie.
Una delle fondatrici del sito, Siobhan Freegard, ha detto che "da mamma di due maschi e una femmina, so in prima persona che, per quanto ci proviamo, può essere molto difficile trattare I figli allo stesso modo. Questo è un grande campanello d'allarme per le mamme affinché contribuiscano a spezzare questi cicli di genere e a livellare le differenze nel modo in cui i sessi si comportano e pensano a se stessi. È un appello a cambiare le attuali dinamiche di genere: un cambiamento enorme, ma realizzabile".
Sapevamo che non era una nostra sensazione
Non solo non era una sensazione di ogni singola figlia femmina sul pianeta ma dei sondaggi sul tema vengono condotti a partire dagli anni Quaranta. Che dicono? Sin da oltre ottant'anni i sondaggi registrano che i genitori preferiscono i figli maschi. Non solo le madri. Uno studio del 2008 si è concentrato sulla preferenza dei genitori per i figli maschi utilizzando dati raccolti nell'arco di quattro decenni. I risultati sono stati pubblicati su The Demand for Sons, un paper pubblicato dall'Università di San Diego in California. Ma ne prendiamo alcuni.
Uno dei motivi è la convinzione che i figli portino avanti il cognome, mentre le figlie no. Un'altra teoria è che i figli maschi siano più facili da educare e meno costosi. Ma sono idee sbagliate, ovviamente. E le ragioni della netta preferenza per i figli maschi varia di casa in casa. Ma è reale e abbastanza diffusa l'idea che il figlio maschio possa preservare il cognome della famiglia. Anche se questo motivo è probabilmente un residuo di tempi antiquati le donne cancellano ancora il proprio cognome. Il New York Times ha recentemente pubblicato un articolo proprio su questo argomento e leggiamo che il 70 per cento delle donne americane cambia ancora il proprio cognome dopo il matrimonio prendendo quello del conouge e passando quello ai figli o alle figlie. In Italia, nei primi sei mesi del 2023, su 4610 neonati circa il 16 per cento ha il doppio cognome (sia materno che paterno) e il 12 per cento ha solo quello della mamma. In altri casi, le donne usano il loro nome da nubile come secondo cognome, in una sorta di compromesso più che nell'idea del mantenimento dell'identità personale.
Le figlie femmine sono competitive "drama queen"
Un altro luogo comune è che le figlie siano drammatiche, capricciose e pronte allo scontro, per questo le madri pensano che sia più facile, semplicemente, gestire dei figli maschi. Ma credere che le figlie portino più “dramma” ed emotività in casa è davvero un pregiudizio di genere fortissimo (e sessista). C'è anche la questione sociale: sia madri che padri rintengono che le figlie possano essere più fonte di preoccupazioni rispetto alla loro sicurezza: violenze, abusi, gravidanze precoci che mandano a monte istruzione, indipendenza, i piani di carriera e le aspettative genitoriali. Sì, è sessista anche questo. Chi è l'autore delle violenze, degli abusi e il responsabile della eventuale gravidanza precoce? A occhio e croce - e secondo i dati - il 90 per cento delle volte è un maschio (il 100 per cento delle volte se parliamo di gravidanze). Preferire essere genitori di un figlio mashio significa quindi non preoccuparsi di fenomeni come le violenze di genere e le discriminazioni? Evidentemente sì. E non ci siamo, signore mie.
Quindi i genitori che preferiscono i maschi alle femmine per questo motivo dovrebbero tenere presente che, sebbene sia vero che le figlie sono più comunemente vittime dei maschi, sono i maschi quelli a cui dover prestare molta più attenzione, quelli di cui doversi "preoccupare".
Alcune madri dicono di non preferire le loro figlie per il clima di competizione e/o perché hanno valori diversi. Che non è certamente l'ideale per un sano rapporto madre - figlia ma sottolineiamo che è pure dannoso quando i primi allontanamenti avvengono tra mamme e le loro figlie ancora minorenni. La responsabilità infatti è chiaramente delle madri: sono loro che devono assicurarsi che ciò non accada o lavorare sodo per disinnescare le tensioni prima che diventino la consuetudine. Le figlie minorenni non possono essere responsabili di una sana relazione con la loro madre perché semplicemente non hanno gli strumenti.
uguaglianza vs equità
Naturalmente è sbagliato trattare le figlie in modo diverso dai figli oltre che intrinsecamente sessista. È sessista trattarli diversamente perché pensiamo che uno sia migliore dell’altra o viceversa. Ma riconoscere che si tratta di bambini e bambine - o adolescenti - con delle personalità diverse è sano, saggio e utile. La parità di trattamento non è sempre giusta: è più strategico e appropriato imparare a trattare le persone in modo equo piuttosto che uguale. Da una parte quindi è sbagliato elaergire trattamenti uguali in quantità, dimensione, grado o valore. Dall'altra è giusto stabilire equità con imparzialità e secondo le necessità (vere, non ipotizzate dalle mamme iperprotettive con i maschi).
Condividi su