Perché il "dark showering" è un trend: il benessere passa da una doccia (fatta a luci spente)?
Pare sia esplosa la tendenza di fare la doccia al buio per conciliare il sonno e spegnere il cervello.
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Il dark showering potrebbe essere il trend perfetto del benessere contemporaneo perché prende un gesto miseramente ordinario - farsi una doccia - e lo riveste di vibes trasformative. Spegnere la luce o lasciarne una fioca, tipo quella di due candele, e buttarsi sotto l'acqua corrente è quindi il nuovo rituale di cui tutti parlano (vediamo quanto dura, di questi tempi).
Che cos'è il dark showering
Dark showering, come spesso accade, il nome è nuovo ma la pratica no. Nelle ultime settimane è esplosa la tendenza benessere di fare la doccia al buio, presentata come scorciatoia verso il sonno degli dei, la calma dei certosini e visto che ci siamo e anche una versione più evoluta di sé. E tutto facendo la doccia senza accendere la luce e chiudendo gli scuri.
Il punto allora non è se faccia bene o male (a ciascuno...) ma perché, anche questo trend, ci piace tanto. E la risposta, più che nel bagno, sta nel clima culturale. Viviamo dentro un’economia dell’attenzione che ci vuole sempre sotto i riflettori, letteralmente: notifiche, schermi, luce artificiale, input continui, insonnia elevata a condizione quasi normativa. In questo contesto è ovvio che qualunque pratica prometta di abbassare il volume del mondo senza imporre qualche forma di disciplina ha un vantaggio competitivo enorme.
Fare la doccia al buio: tutti i benefici
Il dark showering non chiede soldi né bravura né attrezzature, nei fatti non chiede niente: chiede soltanto di fare meno. Meno luce, meno rumore, meno stimoli e zero telefonini. In pratica oggi qualunque cosa si faccia senza telefonino diventa un trend di "wellness". Il wellness nell’epoca dello sfinimento è per forza sottrazione.
Però va detto che in questo particolare trend c’è anche una base fisiologica legata al benessere. La luce serale, cioè quella artificiale, può interferire con la produzione di melatonina e con il ritmo circadiano, una routine serale più buia ha quindi una sua logica. Allora sì che una doccia o un bagno caldi prima di dormire, senza troppi input di luce e suoni, sono associati da sempre a un miglioramento dell’addormentamento e della qualità del sonno ma ora con questo rebranding di raccomandazioni arcinote ecco che si parla di "tendenze".
Perché provare il dark showering, la nuova frontiera del benessere
Comunque il dark showering ha il suo perché ed è interessante sul piano culturale. La gen z - che poi è quella che parla di trend più delle altre, in riferimento a cose che esistono già da trent'anni - mira a una vita più salutare e cerca modi di trovare benessere nelle pratiche quotidiane. Il dark showering, in questo senso, non è una novità in senso stretto ma forse è il tentativo di dare forma riconoscibile al bisogno (molto attuale) di abbassare gli stimoli e sottrarsi per qualche minuto all’iperconnessione e alla fatica mentale. Cosa che magari a chi appartiene alle generazioni precedenti viene più facile fare. La novità è tutta della cornice culturale che trasforma la doccia al buio in una pratica di benessere.
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