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Aggiornato il: 3 minuti di lettura

Il report sulle "walkaway wives" (mogli che se ne vanno) è la cosa più sessista che abbiamo letto quest'anno

Il report sulle walkaway wives (mogli che se ne vanno) è la cosa più sessista che abbiamo letto quest'anno
(getty)
Tocca alle "walkawat wives": sempre più comuni sono gli articoli sui comportamenti femminili scritti da uomini.
E ultimamente spopolano quelli sulle "mogli che se ne vanno"
di Eugenia Nicolosi

Ci siamo chieste perché i report sui presunti comportamenti delle "mogli" vengano sempre redatti da uomini frustrati che pretendono di incasellare la psicologia altrui sulla base delle loro, scarse, conoscenze e capacità di immedesimazione. Non siamo sicure di aver trovato una risposta alla domanda.

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è il turno delle "walkaway wives"

Un report pubblicato su The Independent racconta, o almeno si prefigge di raccontare, perché sempre più donne chiedono il divorzio. Pare che queste "mogli che se ne vanno", (traduzione letterale di walkaway wives) chiedano il divorzio perché "they just have had enough": ne hanno avuto abbastanza o, come diremmo in Italia, "non ne possono più".

Le questioni sono due. La prima: ancora occorre creare report per esplorare i motivi dietro una scelta legittima come quella del divorzio?

La seconda: ci chiediamo per quale ragione esista una categoria di donne anzi, di "mogli", definita "mogli che se ne vanno". Una categoria che, scopriamo con sgomento, viene analizzata in lungo e in largo nei meandri dell'internet con approfonditi (...) articoli che ne descrivono le caratteristiche: "dieci campanelli d'allarme che ti fanno scoprire di aver sposato una moglie che se ne va", è forse il peggiore di tutti. Ma ci sono pure "Cosa sono le mogli che se ne vanno e perché i mariti dovrebbero leggere questo articolo" o ancora, niente di meno, la "sindrome della moglie che se ne va".

Insomma le donne che chiedono il divorzio avrebbero una sindrome tutta loro, secondo i valenti autori di Psychology Today. Anzi peggio: esiste una sindrome che prende il nome da un comportamento normale e legale ma che viene patologizzato perché a praticarlo è una donna.

I comportamenti delle donne ancora patologizzati

Molti dei contenuti sulle donne che divorziano, sulle mogli che se ne vanno e in generale sui comportamenti delle donne sono scritti da uomini e prendono le mosse dalla recente ondata di divorzi e dai dati sulle donne single. Perché le donne non possono essere felici di essere single o decidere di divorziare: le donne single hanno, secondo gli autori dei contenuti, problemi che occorre analizzare e commentare e le donne che divorziano hanno una sindrome, quella della "walkaway wives"

Il dato che più scovolge e allarma gli autori è che due terzi dei divorzi vengono richiesti da donne, "lasciando spesso i mariti sotto shock", leggiamo su Psychology Today. E verrebbe facile pensare che i mariti rimangono sotto choc perché sono ospiti nelle loro stesse case, egoisti e immaturi che non fanno attenzione a niente finchè possono fingere che tutto vada bene, convinti che le partner debbano comportarsi da mammine.

Ma invece no: secondo gli autori di questi articoli, la sindrome della moglie che se ne va (che ovviamente ha suscitato un'accoglienza estremamente positiva da parte dei lettori) sono donne "esauste dai tentativi falliti di convincere i propri uomini a cambiare" che nel tempo "trasformano le loro richieste in lamentele ricche di disprezzo e amarezza". E "difficilmente disprezzo e amarezza sono catalizzatori per un cambiamento positivo nella relazione", leggiamo ancora, "quindi, i loro uomini si allontanano ancora di più". Insomma alla fine è sempre colpa delle donne che non hanno ancora capito come non fare allontanare i "loro uomini". È sempre colpa delle donne che secondo questi articoli aberranti scelgono di divorziare perché non sono state in grado di tenere viva la relazione.

Il problema del divorzio se a chiederlo sono le mogli

E leggiamo ancora, "poiché le lamentele sono cessate da tempo, i mariti hanno pensato: nessuna nuova, buona nuovae una sfilza di consigli per uomini: le donne vogliono coccole, vogliono compagnia mentre preparano la cena, le donne si sentono amate quando i loro partner trascorrono del tempo di qualità con loro, hanno conversazioni significative e si impegnano in azioni di aiuto per alleggerire i loro carichi. Ok.

La verità è che la maggior parte di questi articoli restituisce tutta la maldestria con cui gli uomini parlano di donne tra loro perché si rivolge ad altri uomini non a persone dentro a una relazione paritaria. E il messaggio implicito è chiarissimo: attenzione maschio, potresti non accorgerti che tua moglie è una "walkaway wife" e il focus sembra, ma non è, sul perché una donna arrivi a non poterne più: il focus è su come evitare l'effetto sorpresa.

walkaway wives: perchè rimanere sarebbe un'agonia

Ma davvero è una sorpresa, per gli uomini che non muovono un dito in casa, che si comportano da bambinoni, che vogliono una specie di governante, badante gratuita, quando la loro partner li molla? Davvero gli uomini nel 2026 non riescono a capire cosa sia una relazione paritaria, al punto da "sorprendersi" quando rimangono da soli, al punto da dover inventare una sindrome per le donne che li lasciano?

La vera sindrome se vogliamo usare il loro stesso linguaggio patologizzante, è la tendenza maschile a ignorare i segnali finché non diventano una firma su un atto di separazione o una valigia davanti alla porta. Il problema non è giustificare le donne che se ne vanno, è chiedersi come mai non venga capito che lo fanno per saturazione.