Quei selfie post-rottura che invece urlano "disperazione"
Ma chi ci crede?
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Stando a quanto scrivono su Boyfriend Recovery, una piattaforma assolutamente folle che promette di aiutare le utenti a riconquistare gli ex fidanzati, la rottura di una coppia passa direttamente dai social. Come? Secondo le loro ricerche ed esperienze, la maggior parte delle persone utilizza i social media per controllare il proprio ex, un altro abbondante numero di gente, per evitare di comparire sulla lista delle visualizzazioni, chiede agli amici di potersi collegare con il loro profilo per controllare le stories Instagram dell'ex.
Il selfie post rottura
Ma non solo: metà degli utenti social cancella le foto con l'ex dopo la rottura e metà pubblicherà foto in cui si mostra felice o sexy nel tentativo di far ingelosire l'ex. Accade perché molta gente è convinta di poter fingere quel benessere che secondo la leggenda è “una delle migliori forme di vendetta” (ma funziona solo se è vero). E quindi per vendicarsi e mostrarsi felici basta scattarsi un selfie o farsi scattare delle foto da postare sui social in cui sembra che si stia vivendo alla grande. Altro che devastazione post rottura.
Anzi: l'idea che molta gente intende dare quando posta foto come queste è che sta addirittura meglio di quanto non stesse quando la relazione era in piedi. Infatti circolano sui blog e sui forum anche le presunte regole per scattare e pubblicare “the ultimate selfie post rottura” in modo che l'ex schiatti di gelosia e si penta della separazione.
Naturalmente la prima regola è “sembrare” attraente, però in modo disinteressato, senza che ci sia dietro troppo impegno, qualcosa che urli "mi sono svegliata così". Non si deve mai, quindi dare l'impressione di averci lavorato: deve sembrare naturale. Dal momento che un'altra funzione del selfie post rottura è quella di annunciare che si è tornate, o tornati, su piazza, si può alternare con dei post in cui si manifesta rammarico, soprattutto se a scrivere di essere rammaricata è la persona che tra le due ha causato la rottura. Qualcosa del tipo: "Sì, ci siamo lasciati, mi sento un po' in colpa ma è stato meglio così”.
Ma da dove nasce la voglia di esibirsi al meglio quando finisce una storia? Perché non va bene ammettere di essere tristi dopo una separazione? La vendetta post-separazione è come se fosse radicata in tutti e tutte noi e, a seconda delle motivazioni di ciascuno, si traduce in una spinta a condividere sui social. Il più delle volte proprio con lo scopo di farsi vedere dall'ex, visto che a meno che non si viva nello stesso appartamento o nello stesso corridoio con l'ex, sono i social l'unica “finestra” che lui o lei ha sulla nostra vita. Ciò li rende lo spazio perfetto per pubblicare storie, video e caroselli che mostrano come stiamo bene, come stiamo finalmente vivendo la vita dei nostri sogni. Fondamentalmente quello che chi fa queste cose cerca di dire è "Sono migliore di te, sono migliore di quando stavo con te”.
essere favolos* dopo una rottura?
Per carità, tutte e tutti vorrebbero essere percepiti come favolosi, soprattutto da chi ha lasciato un vuoto e pare non pentirsene. Ma solo alcune persone si sperticano in operazioni di self marketing sui social per essere sicure al cento per cento che l'ex si penta. Ma perché ci importa essere percepiti come se avessimo “vinto” su una persona a cui abbiamo voluto bene? I social media sono una piattaforma in cui noi siamo sia gli artisti che il pubblico: pensiamo che tutti ci guardano (o potrebbero guardarci), il che crea in molte persone la falsa convinzione di essere al centro dell'attenzione, soprattutto se il gossip rispetto alla rottura è già di pubblico dominio. Ma la verità è che alla gente, che una storia sia finita, frega relativamente. Ex compresi. E invece siamo così guidati e guidate dall'ossessione di apparire al meglio che a volte dimentichiamo che la nostra vita non è uno spettacolo, non è pensata per essere osservata da un pubblico. Nemmeno dall'ex.
[[ge:kolumbus:alfemminile:1212390]]Le rotture, e lo sappiamo tutte e tutti, non sono mai divertenti. Non sono mai facili e non c'è realisticamente una singola persona che a distanza di due giorni dalla rottura sia così sfavillante come appare sui social. Anche perché se ci si diverte veramente, non si ha il tempo – o la voglia – di pubblicare sui social. E lo sappiamo. Ecco perché il silenzio in teoria sarebbe la migliore “vendetta”. A solleticare la curiosità e la gelosia dell'ex potrebbe essere infatti più il silenzio che l'over posting, anche perché ormai si sa che si tratta solo di tentativi di richiamare l'attenzione. E invece niente crea più curiosità del silenzio.
E poi la battaglia senza fine su chi alla fine “vince” è qualcosa di cui abbiamo realmente bisogno? Per soddisfare il nostro ego e sentirci superiore all'ex non serve che l'ex si senta in colpa.
la vera "revenge era" è senza selfie
La “revenge era” non riguarda mai l'ex e non riguarda mai il cercare intenzionalmente una vendetta nei confronti dell'ex ma il tornare a prendersi cura di sé. Infatti la cosa migliore che si può fare, se si tende a ragionare sull'ex invece che su di sé, è cancellare l'ex. Non può e non deve stare “al centro”: cancellarsi o oscurarlo dai social potrebbe essere una decisione saggia, almeno finché non ci si sente meglio e non si ha realmente superato la cosa. Altrimenti forse conviene pubblicare la propria “best life” con parsimonia, in modo che sia convincente, se non proprio autentica, perché non c'è niente di più triste che fingersi felici quando non lo si è. Più che altro perché i contenuti finto allegri urlano disperazione da tutti i lati. Altro che best life.
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