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Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Secondo la Scienza dovremmo avere un (o una) "Rage pal" con cui sfogare la rabbia

Secondo la Scienza dovremmo avere un (o una) Rage pal con cui sfogare la rabbia
(getty)
Sfogare la propria rabbia in chat con l'amico prescelto e che ci capisce: secondo la Scienza è la formula migliore per vivere bene e trasformare la rabbia in qualcosa di produttivo
di Eugenia Nicolosi

Non è solo l'amore il motore che muove il mondo, ci sono anche la rabbia e i soldi (ahinoi viviamo nel capitalismo). Secondo uno studio pubblicato su Nature il modo migliore per disinnescare i sentimenti di rabbia è scriverne le ragioni e poi distruggere il foglio su cui si fa.

Un esercizio di meditazione contro lo stress e l'ansia

Ma sempre più persone preferiscono che le ragioni della propria rabbia trovino uno sfogo reale, che vengano espresse, insomma, per essere riconosciute e validate da chi "comprende". Ed ecco il "rage pal": l'amico o l'amica che accoglie, legittima e comprende la rabbia, da dove viene, come uscirne, come agire.

avere un o una rage pal per parlare apertamente della propria rabbia

Che cos'è un rage pal? È ​​una persona con cui si può condividere la propria rabbia, partendo da quei fastidi di cui non è facile parlare con altre persone. E che li afferra al volo, senza giudizio e spesso senza nemmeno consigli. È quella persona con cui si intasa la chat di whatsapp di vocali frustrati, urlati, sbuffanti senza che questo interferisca con gli altri discorsi: in qualsiasi momento si può condividere un meme o discutere dei piani del weekend. Ciò non toglie che trenta secondi prima si è state prese da una conversazione arrabbiatissima per qualcosa che è successo o a causa di qualcuno che stimola sensazioni di fastidio. Compresi e sopratuttto, quindi, i partner.

Tutto ciò che fa davvero innervosire quindi finisce nelle mani di quella persona "eletta", l'amico o la amica che sa di non dover necessariamente intervenire: è sufficiente che ascolti senza giudicare. Il che è fondamentale per tenere la rabbia contenuta e incanalata, non compressa: altrimenti poi si diventa pentole a pressione pronte a esplodere. Oltre a questo, avere appunto uno spazio in cui incanalare la rabbia impedisce a chi la prova di diffonderla a casaccio contro chiunque. 

Invece, sfogarsi con qualcuno di fidato non significa solo sfogarsi ma dare avvio all'elaborazione, che è la parte "sana" del sentimento della rabbia. 

cosa dice la psicologia rispetto al rage pal

Secondo la psicologia avere un amico con cui arrabbiarsi può avere degli effetti benefici sulla salute emotiva e potenzialmente portare a una vita migliore. Invece di "mantenere la calma", l'opzione più sana per gli esseri umani potrebbe essere quella di infuriarsi con una persona fidata. Quindi avere come interlocutore un amico altrettanto infuriato può essere il modo migliore per liberare parte della frustrazione repressa, riconoscendo e convalidando quelle emozioni senza essere giudicate. E questo aiuta anche a fare chiarezza.

Infatti, sfogandola, la rabbia diminuisce soprattutto se la conversazione avviene con qualcuno che può capire e immedesimarsi. Frustrazioni e risentimenti sono sempre destinati a crescere se non espressi, diventando sentimenti distruttivi e autodistruttivi. Uno studio condotto lo scorso anno ha addirittura scoperto che la rabbia può essere invece un propulsore, spingendo chi la sente a impegnarsi di più.

La rabbia allora può essere un'emozione utile oltre che un'emozione umana naturale, anche se da sempre ci è stato insegnato a reprimerla e nasconderla (che invece sono pratiche tossiche che portano ad un accumulo di stress, ansia e persino problemi di salute fisica, come mal di testa o pressione alta). La rabbia è invece un segnale, un'emozione come tutte le altre, che ci dice come ci sentiamo in risposta a qualcosa che è accaduto. Becca Post, fondatrice di Forward Healing Therapy incoraggia a stabilire dei limiti chiari per sfogarsi e infuriarsi per risolvere i problemi e vivere una vita più felice, imparando a "scaricare".