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Fratelli e sorelle che crescono nella stanza: è vero che il legame emotivo diventa più profondo?

Fratelli e sorelle che crescono nella stanza: è vero che il legame emotivo diventa più profondo?
(getty)
La stanza condivisa da sola non basta a creare un rapporto profondo o speciale ma può diventare un territorio ideale per lo sviluppo di complicità, fiducia e affetto
di Eugenia Nicolosi

Pare che condividere la stanza con i propri fratelli o sorelle (nei limiti della praticabilità degli spazi) potrebbe incidere positivamente sul rapporto. La risposta breve è che forse è vero, ma anche che non esistono prove definitive che condividere una stanza causi automaticamente un legame più profondo. Andiamo con ordine.

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Chiunque abbia condiviso una camera con un fratello o una sorella ricorda probabilmente prima i litigi e forse dopo gli aspetti positivi della cosa. Ma è anche giusto così. Oggi ne parliamo perché, come molte questioni legate all'infanzia e alla genitorialità, anche la condivisione della stanza durante l'infanzia è diventato un tema di approfondimento.

E pare che una convivenza stretta contribuisca a creare un legame emotivo più profondo tra fratelli e sorelle. Ora, la risposta della ricerca è prudente: non esistono prove definitive che la condivisione della stanza renda automaticamente più forte il rapporto tra fratelli, ma alcuni pareri suggeriscono che la vicinanza quotidiana e la condivisione degli spazi possano favorire lo sviluppo di competenze relazionali, intimità emotiva e un senso di appartenenza reciproca.

Quelle con sorelle e fratelli sono relazioni uniche

Gli psicologi considerano il rapporto tra fratelli e sorelle uno dei legami più importanti dell'intero arco della vita perché a differenza di molte altre relazioni, quella fraterna ha il suo spazio durante tutto l'arco della vita. Secondo alcune ricerche fratelli e sorelle trascorrono insieme una quantità straordinaria di tempo durante gli anni della crescita e questa vicinanza permette loro di conoscersi in modo profondo, osservandosi reciprocamente e nella reciproca autenticità (emerge tutto il "vero": paure, aspirazioni, punti di forza e fragilità).

La camera condivisa è quindi uno dei luoghi della casa in cui questa conoscenza reciproca può svilupparsi e diventa anche una palestra di competenze sociali: condividere uno spazio privato costringe i bambini e le bambine a confrontarsi continuamente con i bisogni e i desideri dell'altro. Chi decide quando spegnere la luce? Come si divide lo spazio? Come si gestiscono il disordine, la privacy o le abitudini diverse? Situazioni apparentemente banali, per noi che siamo adulti, ma che a quattro, dieci anni sono occasioni per esercitare capacità fondamentali come lo è l'empatia o ancora la gestione dei conflitti e il rispetto.

la stanza condivisa: territorio di gioco e di conflitto 

La convivenza richiede adattamenti e compromessi che possono contribuire alla maturazione sociale ed emotiva e le frequenti interazioni tra fratelli e sorelle possono favorire lo sviluppo della cosiddetta "teoria della mente", cioè la capacità di comprendere che altre persone possiedono pensieri, emozioni, credenze e desideri differenti dai propri.

Accade anche attraverso il gioco oltre che tramite le discussioni: bambine e bambini imparano a interpretare meglio il punto di vista degli altri e a prevederne le reazioni. Secondo diverse ricerche questo continuo esercizio sociale è uno degli aspetti fondamentali della crescita all'interno della relazione fraterna, allora più che compagni di gioco i fratelli e le sorelle diventano - a loro insaputa - figure di riferimento emotivo.

La ricerca comunque non ci consente di dire a voce alta che è dimostrato che i fratelli e le sorelle che condividono la stanza sviluppino necessariamente un legame più profondo. Ma la vicinanza e le frequenti interazioni favoriscono lo sviluppo di competenze sociali e ovviamente una ricca collezione di memorie condivise che possono rendere il legame più intenso e complice.

La stanza, i letti vicini, non creano da soli un rapporto speciale ma possono però offrire il contesto ideale affinché complicità, fiducia e affetto abbiano maggiori occasioni di crescere. Poi è ovvio che dipende da tante dinamiche interne alla famiglia.