Il museo delle relazioni finite (se non sai che fare delle magliette dimenticate dall'ex)
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Forse è il momento di sbarazzarsi delle magliete che l'ex ha lasciato a casa tua o dei bigliettini che vi siete scambiati e che adesso detesti. Ma buttare tutto nel cassonetto è too much. Due persone (che stavano insieme) hanno aperto un museo delle relazioni finte (a Zagabria, in Croazia): un luogo in cui questi oggetti possono essere conservati e perché no, condivisi con chiunque visiti lo spazio insieme al racconto legato a quell'oggetto o alla fine della storia.
il museo delle relazioni finite
Il museo delle relazioni finite è stato fondato quasi per gioco dalla produttrice cinematografica Olinka Vištica e dallo scultore, e suo ex partner, Dražen Grubišić: al termine della loro storia d'amore, durata quattro anni, i due hanno ipotizzato che potesse essere uno spazio museale a ospitare gli oggetti e i cimeli condivisi che nessuno dei due intendeva conservare. Non se ne fece nulla ma solo per un primo periodo: a tre anni dalla rottura fu Dražen che ricontattò Olinka per riproporle l'idea e, questa volta, seriamente. Così i due iniziarono a chiedere ad amici e amiche se avessero oggetti ricordo delle relazioni passate di cui volessero disfarsi. E dalle donazioni di un gruppo di conoscenti è nata una vera e propria collezione che venne esposta al pubblico per la prima volta nel 2006 nella Gipsoteca di Zagabria, in occasione del 41esimo Salone d'arte di Zagabria. La collezione era composta da scarpe, magliette, sex toys e servizi di piatti
Dalle storie d'amore appassite ai legami interrotti bruscamente, visitare questo museo significa esplorare tra i ricordi di una relazione. In mezzo a una serie di stanze completamente bianche sono esposte donazioni giunte da tutto il mondo, ciascuna con una storia allegata e leggibile. Le reliquie delle relazioni passate contano ovviamente vestiti dimenticati, vecchie fotografie e souvenir da due soldi comprati durante i viaggi ma anche un esilarante tostapane che qualcuno ha rubato in modo che l'ex non potesse più farsi dei toast e strazianti biglietti di addio.
I reperti sono presentati con la data e il luogo della relazione oltre che con le annotazioni da parte del donatore o della donatrice (anche anonimi): nel complesso il percorso espositivo è un toccante e commovente riassunto della condizione umana e della complessità della sfera emotiva di ciascuno.
E infatti tutti gli oggetti – dalle manette di peluche fucsia a una collezione di biancheria intima ancora con l'etichetta – sono esposti sempre in spazi bianchi come la neve proprio per non distrarre il pubblico dal viaggio emotivo. Nel 2011 l'iniziativa ha ricevuto il premio Kenneth Hudson per il museo più innovativo d'Europa conferito dal Forum dei Musei Europei (EMF). Nel conferire il premio la giuria dell'EMF ha osservato che "Il Museo delle relazioni interrotte favorisce la discussione e la riflessione non solo sulla fragilità dei rapporti umani, ma anche sulle circostanze politiche, sociali e culturali che circondano le storie raccontate. Il museo rispetta la capacità del pubblico di comprendere più ampie questioni storiche, sociali inerenti a diverse culture e identità, e fornisce una catarsi per i donatori su un livello più personale".
le storie raccontate dagli oggetti
A fianco di ogni cimelio c'è una didascalia che racconta un aneddoto legato all'oggetto o alla storia. Tra le varie, ecco la storia scritta accanto a una merendina Hobby ancora confezionata. "Gli ho detto una volta che da bambino mangiavo solo barrette di cioccolato Hobby, niente frutta, niente snack, solo Hobby 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Così a San Valentino mi ha sorpreso con una scatola di barrette di cioccolato Hobby... non potevo crederci: per una volta in 3 anni di relazione aveva ascoltanto quello che dicevo. Comunque due mesi dopo è venuto, mi ha restituito l'anello di fidanzamento e ha interrotto la relazione. E non ho mai più avuto sue notizie. Ora, quando vedo una tavoletta di cioccolato Hobby mi ricordo che era tutta una bugia".
Ma c'è anche una (in realtà più di una) lettera d'amore. "Questa è una lettera che il mio ex mi ha inviato dopo che l'ho lasciato per l'ultima volta. Ci scambiavamo spesso lettere d'amore perché gran parte della nostra relazione si svolgeva durante il blocco del Covid-19. Quella con lui è stata la relazione più tossica e straziante che ho avuto, ma allo stesso tempo la più emozionante. Non ho mai amato qualcuno come ho amato lui e non sono sicura che lo farò mai. Ma forse è solo un po' della sindrome di Stoccolma. Ho trovato il coraggio di porre fine alla nostra relazione nel maggio del 2022. Pochi mesi dopo era fidanzato con un'altra.
il tour mondiale e il confessionale
Come detto il museo delle relazioni finite si trova nella Città Alta di Zagabria, con sede permanente nel bellissimo palazzo barocco Kulmer, ma il tema è così coinvolgente che è nata una filiale a Los Angeles e sono state allestite delle mostre itineranti in tutto il mondo per portare la collezione nelle diverse città. La collezione è stata allestita in Argentina, Bosnia-Erzegovina, Germania, Macedonia, Filippine, Serbia, Singapore, Slovenia, Sud Africa, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti d'America[. Tra il 2006 e il 2010 la collezione è stata visitata da più di 200mila persone che, durante il tour, hanno donato nuovi oggetti (più di 30 solo nella mostra organizzata a Berlino nel 2007)
Nel 2016 è stata aperta una sede del museo a Los Angeles e una parte è visitabile in modo virtuale in rete. In questa sezione i visitatori registrati possono "donare" le proprie esperienze al museo, caricando immagini e documenti. I donatori possono decidere se condividere la propria testimonianza con gli altri visitatori del museo. C'è pure il "Confessionale": è la parte interattiva del museo, in cui i visitatori possono conservare i propri oggetti o messaggi, o registrare le loro confessioni in uno spazio intimo, e lasciarle ai futuri avventori.
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