Esiste un tempo minimo da aspettare prima di iniziare una nuova relazione?
Condividi su
Secondo Charlotte di “Sex and the City” il tempo minimo per riprendersi da una rottura è pari alla metà della durata della relazione. Sulla base di questo ragionamento, se la relazione è durata due anni, allora sarà necessario un anno per riprendersi. La fine di una relazione in psicologia è un lutto a tutti gli effetti. Termina la progettualità di coppia, la condivisione di momenti, di abitudini e di emozioni. Come in ogni lutto, la persona che lo vive attraversa diverse fasi, accompagnate da rispettive emozioni spiacevoli e necessita di tempo per essere elaborato.
Perché si parla di lutto?
Quando si parla della fine di una relazione, nella maggior parte dei casi, si parla anche di dolore emotivo e di senso di perdita e questo spiega di per sé il perché di questo paragone con il lutto. Andando più nello specifico, tra le motivazioni che portano a vivere tale rottura come un lutto vi sono le seguenti:
Perdita della condivisione e dei progetti futuri
Con la fine della relazione viene spazzata via la condivisione delle emozioni con l’altra persona e di tutte quelle prospettive future e piani che si stavano costruendo insieme. La persona deve adattarsi a questi cambiamenti e crearsi dei nuovi piani e, inoltre, potrebbe sperimentare un senso di solitudine a causa della perdita di quella condivisione;
Senso di fallimento
La fine di una relazione comporta che molte persone avvertono di essere inadeguate e di aver commesso degli errori. Si arrabbiano con loro stesse e con l’altra persona per non aver saputo “essere” o fare.
Cambiamento di vita e adattamento
Ovviamente, la fine riguarda -tranne in qualche raro caso- anche la conclusione della condivisione degli spazi e la ridefinizione di molti aspetti della vita dei partner, come ad esempio, il luogo in cui si vive. Questo cambiamento richiede un processo di adattamento ad una nuova realtà che può essere estremamente faticoso.
Ricordi
Durante le relazioni si costruiscono ricordi condivisi. Dopo una rottura, questi ricordi non si possono cancellare, a meno che non si viva in qualche puntata di “Black Mirror”. Va da sé, quindi, che il processo di separazione comporta la necessità di elaborare anche le emozioni spiacevoli che può evocare l’insieme di ricordi che riaffiora.
L’elaborazione del lutto
In psicologia, quando si parla di “fasi di elaborazione del lutto” si fa riferimento a un modello teorico (proposto da Elisabeth Kubler-Ross) che descrive gli stati emotivi che una persona attraversa quando affronta una perdita. Nello specifico queste fasi sono la negazione, la rabbia, la contrattazione, la depressione e l’accettazione. Le persone che vivono un lutto non attraversano queste fasi in modo lineare. Infatti, il modo in cui si vive la perdita dipende da un insieme di fattori come le risorse personali di chi vive la perdita, il significato attribuito alla fine della relazione e il supporto sociale che ha a disposizione. Quindi, non ha senso aspettarsi da tutte le persone la stessa risposta emotiva alla fine di una relazione, ma bisogna calare la situazione sulla persona che la sta vivendo.
Il tempo di recupero
Il tempo di recupero è il periodo durante il quale una persona cerca di guarire emotivamente e psicologicamente da una rottura, prima di entrare in una nuova relazione.
Non esiste una durata giusta o sbagliata per questo lasso di tempo, esiste il tempo di cui si ha bisogno, soggettivamente. Sicuramente non esistono formule matematiche come quella presentata in Sex and the City. Dopotutto le persone sono uniche, anche nel modo in cui elaborano la fine di una relazione e nel tempo di recupero a loro necessario.
Come scrivevo poc’anzi, infatti, il lutto non è vissuto allo stesso modo da tutte le persone, anzi. Alcune necessitano di molto tempo per elaborarlo e attraversare le diverse fasi, altre di meno tempo, grazie ad alcune risorse personali o al diverso significato attribuito alla fine della relazione, ad esempio.
Sicuramente un errore da non commettere, per tutelare il proprio benessere psicologico e relazionale, è il non utilizzare una nuova relazione come strumento per evitare il dolore e/o la solitudine. Il tempo di recupero, a prescindere da quanto duri, è un tempo necessario per elaborare quanto successo e per adattarsi al cambiamento di cui si parlava.
Quindi, non esiste una formula magica che ti possa dare un tempo minimo da aspettare prima di intraprendere una nuova relazione. Impara ad ascoltarti e ad accogliere ciò che senti. Impara a riconoscere che cosa sia più giusto per te e il tuo benessere. Ascolta i feedback del tuo corpo e delle tue emozioni, sapranno dirti sicuramente di più rispetto ai numeri e ai “tempi minimi”.
Condividi su