Per trasformare un uomo in un essere umano decente occorre lavoro (e le donne sono stanche di farlo)
Mankeeping: il lavoro di manutenzione e riordino emotivo che le donne sono stanche di fare per trasformare gli uomini in partner decenti
Il tema del mankeeping è l'asimmetria: le donne sono stanche di dover fare del "lavoro" per trasformare gli uomini che frequentano in persone con cui valga la pena stare. Il fenomeno viene studiato da decenni (dalle donne, ovvio).
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Già negli anni Ottanta la sociologa Arlie Russell Hochschild parlava di "lavoro emotivo": quell’insieme di pratiche invisibili con cui si gestiscono le emozioni proprie e altrui per tenere in piedi relazioni, famiglie e ambienti lavorativi e sociali. La domanda, posta su molti forum, post social e perfino editoriali, è "Sto frequentando un partner o ne sto allevando uno?". E pare se la pongano in molte.
La verità è che gli uomini quel lavoro emotivo non lo fanno, per i motivi che sappiamo (non hanno mai dovuto) e le donne non hanno più motivo di farlo: gli uomini prima erano fondamentali per il sostentamento, oggi no. Allora perché faticare tanto per averne uno accanto, quando averne uno accanto significa avere accanto, per molti aspetti, un adolescente?
Mankeeping: il lavoro normalizzato che le donne sono stanche di fare
Il dato, prima di tutto: il 72 per cento delle donne dichiara di sentirsi emotivamente esausta nelle relazioni. Anche prendendolo con la cautela dovuta - perché il Relationship Wellness Institute da cui arriva questo dato, non ha il peso di Università o istituti di statistica - quel numero dice comunque qualcosa di vero, che constatiamo ogni giorno.
Molte donne non ce la fanno più: non ce la fanno più a essere quelle che tengono insieme tutto ciò che non si vede. La parola "mankeeping" che suona nuova, descrive un assetto vecchio come il mondo: quella forma di lavoro emotivo sbilanciato per cui, dentro molte relazioni eterosessuali, la donna finisce per fare da psicologa, mammina, traduttrice e organizzatrice informale della socialità del partner.
In pratica tocca alle donne spiegare agli uomini con cui stanno come si comunica, come gestire i conflitti che lui evita, che esistono fragilità che lui non sa neanche nominare, costruire il ponte tra emozione e linguaggio. E solo perché la relazione non crolli sotto il peso dell’incompetenza affettiva altrui. Insomma, "per il bene della coppia", coppia che nemmeno esisterebbe se non fosse per gli sforzi di lei.
viene da "housekeeping": in inglese, il regolare lavoro domestico pagato
Il fenomeno ha una genealogia precisa. Negli anni Ottanta la sociologa Arlie Russell Hochschild aveva già descritto il lavoro emotivo come quella gestione invisibile delle emozioni che regge rapporti, famiglie, ambienti di lavoro. Oggi il nome cambia quando viene declinato alla particolare relazione di coppia, ma la struttura è la stessa: una parte della relazione si occupa del clima emotivo di entrambi, mentre l’altra ne usufruisce spesso senza nemmeno accorgersene.
La novità è che molte donne hanno smesso di considerarlo normale. Per anni questa asimmetria è stata trattata (spacciata per, a scopo lusinga) come una prova di maturità femminile: essere più accoglienti, più profonde, più disposte al dialogo avrebbe "premiato" e il premio sarebbe stata un unione duratura con un uomo. Un'unione, questo non veniva detto, in cui la fatica sarebbe stata interamente sulle spalle sue: della donna che doveva assicurarsi un partner e fingere che tutto andasse bene.
Agli uomini veniva - spesso viene ancora - concesso di essere perfettamente se stessi, totalmente privi di parola emotiva, perfino perdonati nella loro assenza. Tanto "quella giusta" avrebbe pensato lei a rassicurarli, completarli e intercettare il loro infiniti non detti, il tutto sotto il mega ombrello del "sono maschi, sono fatti così".
uomini che non sanno che significa stare in coppia (e vogliono la mamma)
La contemporanea ribellione al mankeeping è un sintomo culturale: ci dice che una quota crescente di donne non è più disponibile a svolgere gratuitamente il lavoro emotivo che tiene in piedi relazioni in cui la reciprocità non esiste, sull'onda lunga di insegnamenti preistorici. Non stanno chiedendo uomini perfetti, ma esseri umani decenti. E stanno smettendo di tollerare uomini disabituati a fare la propria parte.
Chiusura per le persone scettiche: chi si occupa della manutenzione affettiva della relazione? Chi nomina i problemi? Chi si assume il compito di elaborare, chiarire, riparare, tradurre e ipotizzare emozioni mai esplicitate? Se la risposta continua a essere sempre "lei", non siamo davanti a una sfortunata differenza di carattere: è disuguaglianza strutturale.
Quel 72 per cento di donne "stanche" preso da solo, non basta a dimostrarlo scientificamente ma basta a segnalare che qualcosa si è rotto. E forse era anche il momento che si rompesse.