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Limerenza: non è amore ma (quasi) un disturbo ossessivo compulsivo

Gatsby 

La limerenza è spesso confusa con l'amore (colpa delle narrazioni distorte), ma non lo è.
Si tratta di una condizione che attualmente non è classificata come disturbo di salute mentale, seppure ci si avvicina molto.

Oggi diremo che Gatsby per Daisy non provava amore, ma limerenza. Anche nel film Saltburn, l'ossessione di Oliver per Felix e il suo conseguente comportamento sono un esempio di limerenza: uno stato di desiderio di reciprocità emotiva da parte di un altro essere umano (noto come oggetto limerente) che è spesso percepito come perfetto ma non disponibile. E il desiderio è travolgente, inaspettato e confuso con l'innamoramento. E se l’esperienza della limerenza è senza tempo, il termine è relativamente nuovo.

Ti è mai capitato, in una relazione, di esserti completamente annullato per l’altra persona?

limerenza, origini di una parola

Lo conia nel 1979 Dorothy Tennov, psicologa e professoressa all’Università di Bridgeport, per descrivere lo stadio più estremo, quasi ossessivo, dell'amore romantico. Il suo libro, Love and Limerence: The Experience of Being in Love, è basato su un decennio di ricerche e su diverse centinaia di casi di studio sulle relazioni romantiche e di attaccamento. Ciò che differenzia la limerenza da una cotta o dall'amore in sostanza è chiaramente anche l'intensità: è un ottovolante emotivo che oscilla dall'euforia alla disperazione perché le reazioni di chi prova la limerenza dipendono totalmente dall'oggetto limerente (la persona percepita come “giusta”, verso cui si crede di provare amore).

Da enciclopedia, limerenza (o infatti: ultrattaccamento) è uno stato cognitivo ed emotivo caratterizzato dall'intenso desiderio per un'altra persona. Il concetto è però solo un tentativo di impostare scientificamente lo studio dell'amore romantico. E il termine limerenza viene spesso usato per descrivere lo stato di una persona che esprime un intenso desiderio di attaccamento, preoccupazione per la persona amata e, come mostrano recenti ricerche sulla neurochimica, uno stato mentale simile a un disturbo ossessivo-compulsivoInfatti lo stato di limerenza è caratterizzato da pensieri intrusivi e da un'acuta sensibilità ad eventi esterni che riflettono la disposizione della persona nei confronti degli individui: si può provare un'intensa gioia o essere inclini a un'estrema disperazione, a seconda di come i propri sentimenti vengono ricambiati. Se vengono ricambiati

In breve, il desiderio per l'altra persona è così forte che nel tempo ha un impatto negativo sulla vita di una persona poiché non può concentrarsi su nient'altro che sulla persona desiderata. Trascurano il lavoro, la vita sociale e altre responsabilità e, ancora come visto nel film Saltburn, ciò può portare ad alcuni comportamenti distruttivi (anche se non necessariamente così estremi). Come visto in Gatsby, tale desiderio invalidante può innescare invece meccanismi costruttivi e produttivi. 

Una scena de "La vita di Adele" 

La limerenza può sembrare amore, soprattutto per il modo in cui l'amore è rappresentato nei film e nelle canzoni (cioè in modo spesso distorto). Ciò ha portato alla convinzione, spesso inconscia, che pensieri come “non posso respirare senza quella persona” e comportamenti ossessivi quali lo stalking siano causati dall'amore.

Ma la limerenza e l'amore non sono la stessa cosa: l'ossessione per una persona altra riguarda la soddisfazione dei propri bisogni ed è il risultato dell'ansia piuttosto che del desiderio che l'altra persona abbia il meglio o almeno ciò che desidera (come nel caso dell'amore sano, vero). Se chi prova la limerenza viene rifiutato, potrebbe addirittura diventare vendicativo o vendicativa perché la sua aspettativa di reciprocità non è stata soddisfatta.

scoprire di provare limerenza (e non amore)

Secondo simplypsychology ci sono delle caratteristiche che potrebbero suggerire che si tratta di limerenza e non di amore. Tra queste la durata: la limerenza è di breve durata, di solito dura da 6 mesi a 3 anni, mentre l'amore tende a durare molto più a lungo se ricambiato. La reciprocità: la limerenza non ne richiede o addirittura non richiede che ci sia interazione da parte dell’oggetto desiderato, mentre l’amore implica la cura reciproca. Gli schemi di pensiero: le persone in limerenza hanno pensieri intrusivi e involontari riguardo all’oggetto limerente e sentono di non poter controllare la propria passione. La limerenza crea dipendenza emotiva e idealizzazione dell'oggetto limerente mentre al contrario, l’amore sano promuove l’interdipendenza, la comprensione e l’accettazione. Autostima: chi sperimenta la limerenza tende a trarre la propria autostima dal ricevere segnali di interesse da parte dell’oggetto limerente, mentre l’amore promuove l’accettazione di sé e non è così legato alla convalida da parte di un partner. Né di nessuno, in realtà.

Ma la caratteristica chiave della limerenza è che l'ossessione è incontrollabile e consuma ogni minuto, sentimenti, pensieri e comportamenti. Pensieri invadenti e costanti, la sensazione di confusione, destabilizzazione e perdita di controllo, fino al punto di perseguitare il proprio oggetto limerente, le emozioni travolgenti (dall’eccitazione e dalla gioia all’angoscia e alla vergogna), fare le cose solo per impressionare l'altra persona (adescamento eccessivo, bugie, esclusione degli amici) sono i termini entro i quali vive il proprio quotidiano la persona che prova limerenza. 

Una scena della serie "Pretty Little Liars" 

le quattro fasi della limerenza

Secondo la Psicologia quello della limerenza è un viaggio che può essere suddiviso in quattro fasi principali. La prima è l'attrazione: tra due persone nasce una connessione immediata e inebriante che provoca euforia, adrenalina e fiducia nel genere umano e nel futuro. La seconda è l'ossessione: i pensieri si consumano, concentrandosi sempre di più sull’oggetto limerente. Le parole dell'altra persona e le sue azioni vengono costantemente analizzate per rilevare segnali di interesse o di rifiuto, con la conseguenza che il proprio umore dipende quasi esclusivamente dalle loro azioni o reazioni percepite. La fase delle montagne russe emotive: la relazione alterna segni percepiti come di reciprocità che portano alti vertiginosi e interazioni negative, non soddisfacenti percepite come rifiuti, che portano a minimi schiaccianti. Il pensiero razionale diminuisce. L'ultima fase è detta "risoluzione". Nasce una relazione reciproca che svanisce gradualmente o termina bruscamente se i sentimenti non sono ricambiati. 

È chiaro che la limerenza non è un'esperienza salutare. Per impressionare il proprio oggetto limerente, chi la sperimenta trascorre molto tempo lavorando su se stesso, come sul proprio aspetto e sulle capacità relazionali, e potrebbe trovare nuovi hobby e interessi che possano avvicinarlo all'altra persona, è vero. Ma l'ossessione spesso porta a trascurare la propria vita e le proprie responsabilità e a dedicare tutte le proprie energie a una persona che non necessariamente si sente allo stesso modo con il rischio - alto - di sforare e finire nella cornice dello stalking. 

Inoltre la disperazione tipica delle fasi basse della limerenza può essere angosciante e tradursi in depressione e ansia. Gli alti e bassi emotivi legati alle reazioni percepite dalla persona desiderata possono portare a sbalzi d'umore esageratamente frequenti o intensi e a comportamenti irrazionali. In alcuni casi, la limitazione può portare a comportamenti distruttivi come il consumo eccessivo di droga/alcol. La ricerca sulle cause della limerenza la attribuisce a un misto di personalità, predisposizioni biologiche e ambiente infantile. La compulsione, l'ossessione e la mancanza di controllo sono caratteristiche chiave della limerenza, ed è stata quindi paragonata al disturbo da abuso di sostanze e al disturbo ossessivo-compulsivo. Si tratta però di una condizione unica che attualmente non è classificata come disturbo di salute mentale.  

È importante sottolineare che la limerenza non è mai causata dall'altra persona, quindi non è mai colpa dell'oggetto limerente: è causata invece dall'ansia e dalle insicurezze di chi la prova.