La fine dell’anno non è sempre una festa (se non si sono portati a termine tutti gli obiettivi)
Gli ultimi giorni dell'anno sono per molti fonte di stress e ansia, sia per motivi lavorativi che personali. Poco prima di Capodanno, infatti, si tende a fare un bilancio di ciò che è stato ottenuto e raggiunto nell'ultimo anno e sulla base di questo si stilano i buoni propositi per l'anno nuovo. Il mancano raggiungimento di alcuni può essere fonte di insoddisfazione o frustrazione, ma in realtà il 92% delle persone che si prefiggono obiettivi per il nuovo anno non li raggiungono mai, come confermato da ricerca dell'Università di Scranton.
Il 2023 sta per finire, ma prima di festeggiare il countdown a Capodanno negli ultimi giorni dell'anno si tende a guardare indietro i 12 mesi passati e a verificare se si è fatto tutto quello che ci si era prefissati, in previsione della nuova lista di buoni propositi. Confrontarsi con se stessi, le proprie aspettative e l’eventuale delusione di non essere riusciti nell’intento prefissato può non essere semplice, soprattutto in un momento in cui si è spesso stressati e molto impegnati anche sul fronte lavorativo. Ad esempio, il corso di inglese non è stato nemmeno individuato e delle cinque nuove città che ci si era ripromessi di visitare se ne sono viste solo due in un anno, allora questa è la dimostrazione che si è dei falliti? No, dopotutto il 92% delle persone che si prefiggono obiettivi per il nuovo anno non li raggiungono mai, come confermato da una ricerca dell'Università di Scranton.
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Il lavoro non ci aiuta
Se i giorni in cui si festeggia il Natale sono spesso avvolti da gioia e allegria da condividere con la famiglia e gli amici, per molte persone quelli successivi sono caratterizzati da stress e ansia. Spesso, infatti, chi torna a lavorare dal 27 al 31 dicembre può dover portare a termine le ultime scadenze e questo significa che in pochi giorni deve correre contro il tempo e lavorare più del dovuto, se non rimandare già ai primi giorni di gennaio attività che avrebbe voluto concludere entro la fine dell’anno.
Secondo un sondaggio dell’American Psychiatric Association dello scorso anno, il 31% degli americani ha dichiarato di sentirsi stressato durante le festività. Stessa percezione è stata confermata anche da un sondaggio di LinkedIn, da cui è emerso che il 54% degli intervistati riteneva che i livelli di stress nelle loro vite aumentassero durante le vacanze. A causa del lavoro, infatti, molti non riescono a rilassarsi anche nei giorni di festa, ma non fare mai delle pause può portare al burnout.
Bilancio o non bilancio
Il lavoro può rendere molto stressante l’avvicinarsi della fine dell’anno, ma non è l’unica condizione a spaventare: ci pensano anche le proprie aspettative. Inevitabilmente o meno, ogni tanto si tende a fare un bilancio di ciò che è stato fatto e di ciò che si è ottenuto fino a quel momento, per comprendere se si è sulla giusta strada o se si è soddisfatti di se stessi. Più l’asticella viene posta in alto più è difficile raggiungerla, ma d’altra parte è anche più alta la soddisfazione dopo: ma quanto è doloroso se non si riesce?
Se non si raggiungono gli obiettivi prefissati può essere molto frustrante e deludente, al punto tale da non considerare che forse si aveva preteso troppo da se stessi o sono subentrati fattori esterni, al di fuori del proprio controllo, che hanno ostacolato il raggiungimento di tale scopo. Tutto ciò che non è stato ottenuto può essere utilizzato come strumento colpevolizzante contro se stessi, la prova che non si è abbastanza o non si è altezza delle situazioni, ma è davvero così? Spoiler: no.
Secondo uno studio, quando non si raggiunge un obiettivo la delusione può essere più dannosa dell’obiettivo mancato stesso. Mentre, secondo lo psicologo Adam Grant, in primo luogo può essere limitante stabilire un obiettivo, perché “crea una visione ristretta e ti impedisce di vedere delle alternative”. In pratica, se ci si concentra troppo su cosa raggiungere si potrebbe ostacolare la qualità della propria performance, mancare l’obiettivo e dimenticare di apprezzare il lavoro svolto lungo il percorso. Quindi non bisogna porsi obiettivi? Non proprio.
Buoni propositi per il 2024? Basta non puntare troppo in alto
Avere un traguardo da raggiungere è stimolante e spesso incoraggiante, ma questo non deve sopraffarci. Affinché questo non accada ci si può porre obiettivi specifici, che però non sono troppo difficili da raggiungere: seconda una ricerca condotta da Edwin Locke e Gary Latham, quando le persone seguono questo principio ottengono prestazioni più elevate nel 90% dei casi.
Quando si scrivono i buoni propositi per l'anno seguente, bisogna poi ricordarsi che siamo umani e siamo tutti destinati a ricadere nelle vecchie abitudini, a procrastinare o a perdere la motivazione. A volte non basta raggiungere le cose, ma bisogna essere in grado anche di mantenerle: se non ci si riesce, non ci si deve focalizzare sulla colpa e sul fallimento, ma su come riprendersi.
Inoltre, affinché le probabilità di successo siano più alte, è meglio porre l'attenzione su poche cose: quindi, evitare multitasking che, come sottolinea la ricerca, può essere dannoso per il nostro cervello perché finisce per dividere l’attenzione su molte attività, perdere la concentrazione, abbassare la qualità del lavoro e impiegare più tempo per raggiungere i propri obiettivi. Infine, è importante imparare ad essere gentili con se stessi e notare più come si affrontano i problemi e si corre verso i desideri, anziché sul risultato finale.