Sì, è normale guardare ragazzi più giovani se hai 40 anni (o più): tre su dieci li scelgono come partner
Sempre più donne di 40 anni o più grandi scelgono di avere relazioni con partner più giovani: un dato culturale o la normalizzazione di nuove (e libere) dinamiche sociali?
Quando Demi Moore aveva 40 anni ha iniziato a uscire con Ashton Kutcher che ne aveva 25 ed è stata una delle prime a rompere l'asse binario dell'età tra partner eterosessuali. C'era chi non capiva, c'era chi giudicava, ma soprattutto c'era chi invidiava (entrambi).
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Poi c'è stata Madonna che ha praticamente trasformato il tema in un marchio di fabbrica intessendo relazioni con partner sempre molto più giovani, tra cui il ballerino Ahlamalik Williams, più giovane di circa 36 anni. Cher (lei può fare tutto perché è una divinità) aveva 76 anni quando ha iniziato a frequentare Edwards, che ne aveva circa 36. E Heidi Klum e Tom Kaulitz si tolgono circa 16 anni.
Secondo diverse analisi demografiche sulle coppie eterosessuali nei Paesi occidentali, la distribuzione delle differenze di età è abbastanza stabile: circa il 64 per cento delle coppie vede l’uomo più grande della donna, circa il 23 per cento il contrario, mentre circa il 13 per cento ha partner della stessa età.
scegliere un partner più giovane (per fare che?)
Non c'è quindi una maggioranza ma che una donna scelga un partner più giovane non è più un’eccezione marginale. Ed è già un fatto.
Infatti banalmente le donne sono attratte dai partner più giovani tanto quanto lo sono sempre stati gli uomini. Sia gli uomini che le donne sono attratti dall'idea di andare a letto con potenziali conquiste sessuali più giovani, che se ne rendano conto o meno.
Accade, in breve, perché le donne hanno conquistato l'indipendenza economica - o comunque molte di esse - il che le libera dalla scelta anche inconscia di un partner "stabile", che ha già superato le tappe giovanili, notoriamente ed evidentemente distinte dall'instabilità. Tanto è vero che tra questi studi si evince che le donne con redditi più elevati propendono per un partner più giovane.
Secondo un editoriale del New York Post in cui l'autore commenta questi stessi dati c'è una differenza tra "partner sentimentale" e "partner sessuale": le donne in genere affermano di preferire partner più grandi ma le preferenze cambiano completamente quando si tratta di fare dating sportivo o cercare relazioni non a lungo termine. Non siamo convintissime, ma tanto il punto è un altro. il comportamento reale è spesso più elastico delle norme sociali che continuiamo a raccontarci. Soprattutto quando si parla di donne, di donne single, di relazioni sessuali delle donne.
Per decenni (in realtà per secoli) le relazioni eterosessuali hanno seguito la regola dell’uomo più grande perché era un modello sociale legato alla fertilità delle donne (ché quella dei maschi è stata messa in discussione solo di recente), al potere economico maschile e alla divisione dei ruoli domestici.
le donne di 40 anni e il "toy boy"
Quando queste condizioni cambiano, e sono cambiate, cambiano anche le coppie. Le donne oggi lavorano di più, guadagnano di più, divorziano di più, e soprattutto vivono più a lungo. Una donna di quarantacinque o cinquant’anni non è più alla fine della sua vita sociale, come veniva implicitamente immaginato - e detto - nel secolo scorso. È spesso nel pieno della carriera, dell’autonomia economica e della vita relazionale, anche se la percezione pubblica non ha ancora completato l'aggiornamento software in tal senso.
Quando un uomo di sessant’anni frequenta una donna di trentacinque non è quasi mai un fatto degno di commento anzi, applausi. Quando succede il contrario si parla di toy boy. Perché le donne, si sa, sono cattive. Il linguaggio tradisce sempre quello che la società considera normale e quello che considera una devianza. La verità è che non c’è nulla di particolarmente rivoluzionario in queste coppie: sono il risultato abbastanza prevedibile del cambiamento che osserviamo e alimentiamo, da tempo relativo all'indebolimento delle gerarchie tradizionali all’interno della relazione.
Se il rapporto non è più fondato sulla dipendenza economica, sul ruolo paterno dell’uomo e sulla giovinezza e avvenenza della donna come capitale principale, allora la differenza di età perde gran parte della sua funzione sociale. Che ben venga.