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Esiste un disturbo ossessivo compulsivo "d'amore"(tra ansie e controllo)

Esiste un disturbo ossessivo compulsivo d'amore(tra ansie e controllo)
L'ansia è costante, la paura pure e si ha un'idea molto precisa di come "dovrebbe" essere una relazione: è OCD relazionale, una forma di disturbo ossessivo compulsivo che si manifesta nelle relazioni di natura romantica o sessuale
di Eugenia Nicolosi

Succede a chiunque abbia una relazione, ogni tanto, di porsi domande sulla stessa. Poi ci sono le persone che si pongono costantemente domande sulla propria relazione e sul proprio partner, persone che controllano ossessivamente i “like” sotto ai post del proprio o della propria partner per vedere se c'è qualche minaccia tra i followers, chi spia lo schermo del telefono mentre l'altro lo usa, chi ha costantemente dubbi e si concentra solo su quelli, dimenticando il lavoro, gli amici, sé stesso o sé stessa. Eppure va avanti. E va avanti perché è sempre così che vive le storie. Queste persone hanno un particolare disturbo ossessivo compulsivo: il disturbo ossessivo compulsivo da relazione o relazionale. In inglese, Rocd, relationship obsessive-compulsive disorder.

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disturbo ossessivo compulsivo relazionale: i tratti

Le persone che vivono con il disturbo ossessivo compulsivo da relazione vivono quei momenti scomodi più e più volte e in modo molto più profondo e travolgente: non riescono a concentrarsi su altro, che sia il lavoro o loro stesse mentre quei dubbi e quelle insicurezze avanzano e crescono. È importante dire subito che tale disturbo non è di per sé un disturbo di salute mentale clinicamente diagnosticabile ma piuttosto una manifestazione del disturbo ossessivo compulsivo standard. Il che ci porta alla buona notizia: è curabile. In psicologia – non in psichiatria – il disturbo ossessivo-compulsivo da relazione è infatti riconosciuto come una forma con cui il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) si manifesta e lo fa solo in presenza di relazioni intime (o flirt, o cotte). Si tratta eccome di ossessioni che possono diventare - per chi ne soffre e per l'altra persona - angoscianti e debilitanti perché impattano con effetti negativi sia sul funzionamento delle relazioni che del lavoro, della cura di sé e del proprio tempo.

In chi ne soffre è infatti solo la relazione romantica il centro della preoccupazione ossessiva, alimentata sia da afflussi di dubbi e domande angoscianti sia dalle compulsioni, sia mentali che comportamentali, che la persona mette in atto nel tentativo di alleviare il disagio ed eliminare i pensieri intrusivi, i dubbi e le domande. Accanto a tali pensieri, sentimenti e comportamenti, gli individui con il Rocd spesso nutrono convinzioni estreme e disadattive sul modo in cui l’amore e le relazioni “dovrebbero” essere e in cui le persone "veramente" coinvolte "dovrebbero" agire o sentirsi.

E va da sé che sono precisamente queste convinzioni, puntualmente disattese perché le relazioni sono tutte diverse, a svolgere un ruolo chiave nel mantenimento del disturbo. Di che convinzioni si tratta? Qualsiasi. Secondo Aaron Beck, lo psichiatra considerato il padre della terapia cognitivo-comportamentale, le persone sviluppano convinzioni fondamentali e durature su se stesse, sugli altri e sul mondo, che da adulte considerano verità assolute. Modellate dalle influenze culturali, dalla guida dei genitori e dalle esperienze di vita, queste convinzioni influenzano il comportamento e i processi decisionali. Credere che un percorso di studi eccellente sia la chiave del successo nel lavoro è un esempio di convinzione comune e condivisa da gran parte della società occidentale.

Ci sono poi le convinzioni disfunzionali, che possono impedire la crescita personale, portando ad ansia, depressione e tendenze ossessive. Chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo da relazione spesso si aggrappa a convinzioni personali sui vari aspetti delle relazioni e sul modo in cui “dovrebbero” essere.

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le convinzioni ossessive di chi soffre di ocd da relazione

Convinzioni che possono dettare il modo in cui secondo lui o lei si dovrebbe sentire (esempio: sempre felici e innamorati, senza sentimenti negativi), pensare (pensare costantemente a me, senza mai criticarmi) e agire (esempio: non guardare mai altre persone). Queste convinzioni estreme si estendono anche all'attribuire significati profondi a sentimenti specifici propri (esempio, "Se non provo costantemente sentimenti d'amore, è improbabile che sia vero amore”), pensieri ("i dubbi indicano che la relazione non è quella giusta”) e comportamenti (“Se guardi un'altra non mi ami davvero”). Le convinzioni ossessive sono influenzate dall’esposizione precoce a modelli ben precisi di relazione ma si possono continuare a evolvere nel corso della vita di un individuo anche nell'età adulta. L'influenza delle narrazioni stereotipate ahinoi prevalenti nella società occidentale, cioè quelle diffuse attraverso vari mezzi come film e canzoni, modella a sua volta le convinzioni amorose delle persone (pensiamo alla favola dell'anima gemella).

Sfortunatamente, queste rappresentazioni raramente riconoscono le fluttuazioni naturali delle emozioni all’interno delle relazioni o la realtà dei fatti: le persone possono provare sentimenti romantici o attrazione sessuale per più di una persona.

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Le convinzioni amorose estreme sono la benzina che alimenta il circolo vizioso della persona con ROCD. Gli individui sperimentano pensieri intrusivi e indesiderati, accompagnati da sentimenti spiacevoli come ansia e senso di urgenza, a questi pensieri e sentimenti indesiderati gli individui reagiscono allora con comportamenti compulsivi, sia palesi che nascosti, che pensano siano utili ad alleviare la loro angoscia e raggiungere un senso di risoluzione ai dubbi. Sfortunatamente, il ricorso alle compulsioni non fa altro che nutrire i pensieri ossessivi e ne intensifica il ritorno, intrappolando la persona in cicli continui di ossessione, preoccupazione, ansia, risoluzione, ossessione, preoccupazione, ansia e così via.

Cercare rassicurazioni (ogni giorno, per sempre)

Una persona alle prese con disturbo ossessivo compulsivo da relazione cercherà rassicurazioni rispetto al fatto che le sue ansie sono infondate chiedendo più volte al partner di rispondere alle stesse domande più e più volte e cercando nella cerchia di famiglia e amici riscontri circa la legittimità di quelle domande costanti. Questi comportamenti, quando ottengono il risultato desiderato, daranno a una persona con ROCD un sollievo temporaneo dal dubbio e dalla confusione ma la parola chiave è, ovviamente, “temporaneo”. L'impulso a chiedere rassicurazioni tornerà a stretto giro, sia ripescando lo stesso argomento che trovandone altri sempre nuovi. Qual è il trattamento per il disturbo ossessivo compulsivo relazionale? Come detto all'inizio il ROCD non è di per sé una condizione clinica diagnosticabile ma rientra nei comportamenti di una personalità con disturbo ossessivo-compulsivo, che invece lo è. Idealmente si dovrebbe affrontare la cosa in un percorso di terapia di tipo cognitivo comportamentale. Soprattutto per il proprio benessere.