Ombelico neonato non cicatrizzato: cosa fare in questo caso
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Subito dopo il parto, al neonato viene tagliato il cordone ombelicale. Si tratta di una piccola ferita che deve cicatrizzarsi, ma cosa succede se ciò non avviene? Quale comportamento deve adottare la mamma per favorire il processo di guarigione? E cosa, invece, è meglio evitare per fare in modo che la zona non si infetti? Vediamolo insieme. Prima, però, ecco un utile video che raccoglie alcune importanti norme per l'igiene base dei più piccoli.
Il cordone ombelicale dopo la nascita
Subito dopo il parto, al neonato viene tagliato il cordone ombelicale che lo tiene legato alla madre. Ne rimane attaccato solo un pezzetto, il cosiddetto "funicolo ombelicale", ovvero un moncone che tende a cadere da solo durante i primi giorni dopo la nascita. Cosa fare, però, se subentrano delle complicazioni in merito al processo di cicatrizzazione dell'ombelico?
Il moncone ombelicale attaccato al ventre del neonato cade dopo circa 10-14 giorni dalla nascita in modo spontaneo, e in seguito il tessuto si cicatrizza in modo spontaneo; questa indicazione temporale, tuttavia, è abbastanza variabile, infatti in alcuni neonati il cordone tende a cadere prima e ad altri, invece, dopo i 15 giorni. Come ci si deve comportare in caso il bambino presenti l'ombelico non ancora cicatrizzato?
Il moncone di qualche centimetro che rimane attaccato all'ombelico non va assolutamente tolto, perché si deve seccare e poi deve cadere da solo. Se rimane qualche traccia di sangue, ciò è considerato normale, a patto che non subentrino altri segnali che indicano che il processo di guarigione non sta andando per il verso giusto. Il moncone quando si secca va incontro al cosiddetto processo di mummificazione, che lo fa cambiare di colore e in seguito lo porta alla caduta vera e propria.
Tutte le star che hanno partorito in casa!
Tra avanzate attrezzature e cure mediche, spesso ci dimentichiamo che fino a non molto tempo fa tutte le donne partorivano in casa. Chi poteva permetterselo aveva a fianco un'ostetrica o un'infermiera, mentre chi no sopportava il travaglio e tutto il resto da sola.
Recentemente, molte star hanno parlato del parto in casa e alcune di loro, soprattutto americane, l'hanno proprio scelto e sono state soddisfatte della loro decisione. Anche Meghan Markle, che tra pochi giorni darà alla luce il suo primogenito e del principe Harry, secondo alcuni, starebbe pensando di non partorire al St Mary Hospital, ma di farlo a Kensington Palace. Rimanere a casa, circondate dagli ambienti familiari, dai propri mariti o dagli altri parenti, fa sentire le donne protette e al sicuro, affiancate poi dall'aiuto di una o più ostetriche.
In Italia, ad esempio, Giorgia è diventata mamma di Samuel, 3 chili 750 grammi, all'alba del 18 febbraio 2010, nell'intimità della sua casa a Roma. Ad assisterla, vi erano il marito e l'ostetrica Valeria, che aiuta le partorienti a Roma e dintorni, da ben 30 anni. Le doglie della cantante erano cominciare nella notte, a cui ha fatto seguito un parto nell'acqua tiepida di una piscinetta gonfiabile.
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Come curare il cordone ombelicale finché non cade
La caduta del moncone ombelicale è un processo del tutto normale, tuttavia è consigliabile mettere in atto alcuni comportamenti per mantenere la zona il più possibile sicura. Ecco alcuni consigli per il trattamento della ferita:
- mantenere il moncone il più possibile asciutto: non immergere il neonato in acqua e preferire una leggera doccia al bagno
- lavarsi sempre le mani prima di toccare l'ombelico
- dopo aver lavato il bambino, tamponare delicatamente l'ombelico con un panno morbido per asciugare l'eccesso di acqua: l'umidità è nemica del moncone!
- fissare una garza sterile intorno al moncone, ma avere cura di tenere la zona il più possibile esposta all'aria per far seccare il funicolo, e poi farlo cadere in modo naturale
- non disinfettare con alcol o acqua ossigenata. Sebbene questa pratica un tempo venisse consigliata alla neo mamma ancora in gravidanza, si è scoperto che alcol e acqua ossigenata tendono a rallentare il processo di guarigione e a peggiorare lo stato della medicazione
- se si dovesse notare qualche segno intorno al cordone (rossore, irritazione, secrezioni giallastre), avvisare immediatamente il pediatra
- non comprimere la medicazione schiacciandola contro il pannolino: ecco perché il pediatra consiglia di lasciare la zona ombelicale il più possibile scoperta e libera da pannolino o altri tessuti
- non tagliare il moncone con le forbici
- eliminare delicatamente i residui di sangue con una garza sterile
- durante la prima settimana, evitare di tenere in neonato in immersione dentro l'acqua. Aspettare che il cordone sia caduto, e che l'area si sia cicatrizzata, per fare un bagnetto lungo
Quando chiamare il pediatra
Anche se non fosse passata una settimana, è opportuno chiamare il pediatra quando la mamma nota questi campanelli d'allarme sul moncone:
- presenza di secrezioni giallastre
- irritazione
- rossore ed eruzioni cutanee nell'area della medicazione
- neonato che piange quando lo si tocca sull'ombelico
- sanguinamento continuo nella zona della medicazione
- moncone che non cade dopo tre o quattro settimane
- cattivo odore
Cos'è il granuloma ombelicale
Per granuloma ombelicale si intende un nodulo di colore rosso grande circa qualche millimetro dalla forma rotonda che si trova tra le pieghe della pelle nell'area dell'ombelico. Non è un evento grave e in genere non presenta sintomi, tuttavia esso può favorire l'insorgenza di infezioni e, per questo motivo, deve essere tenuto sotto controllo dal pediatra. Egli può decidere di trattare il granuloma per eliminarlo e la procedura non è dolorosa per il bambino di pochi mesi. Se il metodo scelto dal pediatra non dovesse funzionare, si può ricorrere alla chirurgia, in modo da risolvere così il problema.
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