Dilatazione parto: cosa accade quando arriva il momento del parto
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Il momento del parto è ricco di emozioni contrastanti. Felicità e paura si mescolano in maniera confusa. Informarsi su cosa accade al tuo corpo può aiutarti a vivere con maggiore serenità questi istanti e in generale tutto il travaglio. Potrai capire ad esempio quando la dilatazione è tale da permettere il parto.
Si parla tanto di violenza ostetrica, sai cosa è? Guarda il nostro video e impara a riconoscere comportamenti che non sono adeguati!
Il momento del travaglio: a casa o in ospedale le fasi che ti preparano al parto
Per travaglio si intendono quelle contrazioni uterine ritmiche, involontarie o indotte grazie a un supporto farmacologico che portano all'appianamento e alla dilatazione del collo dell'utero.
Il bambino nasce spontaneamente tra la 37esima e la 42esima settimana, nella maggioranza dei casi.
Ma come inizia il travaglio?
Di certo non si sa cosa dia lo stimolo al corpo femminile. Senza dubbio una manipolazione o lo stiramento
della cervice effettuato dall'ostetrica durante una visita agevolano l'inizio delle contrazioni uterine e agevolano il rilascio di ossitocina.
Il travaglio può iniziare anche 2 settimane prima della data del parto.
Se sei alla prima gravidanza il travaglio dura circa 12-18 ore, i successivi sono più brevi (anche solo 6 ore).
In caso di complicanza durante il parto il medico o il ginecologo possono scegliere se effettuare manovre (forcipe, ventosa) o ricorrere a un cesareo.
Tutte le star che hanno partorito in casa!
Tra avanzate attrezzature e cure mediche, spesso ci dimentichiamo che fino a non molto tempo fa tutte le donne partorivano in casa. Chi poteva permetterselo aveva a fianco un'ostetrica o un'infermiera, mentre chi no sopportava il travaglio e tutto il resto da sola.
Recentemente, molte star hanno parlato del parto in casa e alcune di loro, soprattutto americane, l'hanno proprio scelto e sono state soddisfatte della loro decisione. Anche Meghan Markle, che tra pochi giorni darà alla luce il suo primogenito e del principe Harry, secondo alcuni, starebbe pensando di non partorire al St Mary Hospital, ma di farlo a Kensington Palace. Rimanere a casa, circondate dagli ambienti familiari, dai propri mariti o dagli altri parenti, fa sentire le donne protette e al sicuro, affiancate poi dall'aiuto di una o più ostetriche.
In Italia, ad esempio, Giorgia è diventata mamma di Samuel, 3 chili 750 grammi, all'alba del 18 febbraio 2010, nell'intimità della sua casa a Roma. Ad assisterla, vi erano il marito e l'ostetrica Valeria, che aiuta le partorienti a Roma e dintorni, da ben 30 anni. Le doglie della cantante erano cominciare nella notte, a cui ha fatto seguito un parto nell'acqua tiepida di una piscinetta gonfiabile.
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Come capire se la donna è in travaglio in maniera naturale?
Sicuramente dalla rottura del sacco amniotico o anche da una perdita di sangue e muco che di solito precede il travaglio di 48 o 72 ore.
La donna prossima al parto ha di solito effettuato ogni esame ed ecografia che assicurano che la presenza di questo sangue è del tutto naturale e che non si sta verificando un distacco di placenta (placenta previa).
Se non è possibile escludere la placenta previa, deve essere fatta una ecografia tempestiva per ridurre il rischio di problematiche durante il parto.
Il travaglio può essere suddiviso in tre fasi che corrispondono a tre stadi.
- Il primo stadio, che parte da una lenta dilatazione e arriva fino a 10cm di dilatazione si divide a sua volta in due fasi, una di latenza e una attiva.
- La fase latente presenta contrazioni irregolari, dolore minimo e dilatazione fino a 4 cm.
- La fase attiva, presenta una dilatazione completa del collo dell'utero.
Per tutte le fasi del travaglio avviene un monitoraggio fetale che tiene sotto controllo la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa sia della madre che del bambino.
Solitamente il ginecologo e l'ostetrica consigliano alla donna di stare in posizione eretta e non spingere fino a dilatazione completa per non stancarsi inutilmente e non lacerare la cervice. Insomma, manca ancora tempo al parto!
Tutte le star che partoriranno nel 2022
Durante il 2021 sono state diverse le star a rimanere incinte, alcune per la prima volta, altre erano già diventate mamme qualche anno fa. Durante quest'anno, quindi, assisteremo alla nascita dei bebè di alcune delle donne più amate in Italia o nel mondo, tra cui: Levante, Jennifer Lawrence e Francesca Ferragni, sorella della famosa Chiara.
Alcune di queste celebrities appaiono davvero raramente col pancione in bella mostra, come la socialite e imprenditrice americana, Kylie Jenner.
Se siete curiosi anche voi di scoprire chi saranno le celebrities italiane e internazionali a diventare mamme nel 2022, non vi resta che scorrere la gallery!
Secondo e terzo stadio del travaglio: dopo il parto c'è l'espulsione della placenta
Il secondo stadio del travaglio inizia quando la dilatazione è completa, fino all'espulsione del feto.
Dura in media due ore nella donna che è alla prima gravidanza, mentre nelle altre (pluripare) dura in media un'ora.
Può durare un tempo maggiore, se viene impiegata analgesia continua (epidurale) o sedazione con oppiacei.
Le donne integrano e aiutano le contrazioni spingendo verso il basso con forza e impegno.
Anche in questa fase del travaglio il battito del feto e della mamma sono monitorati.
In questa fase si può ricorrere a un massaggio perineale con lubrificante e impacchi per ammorbidire il perineo: questo riduce il rischio di lacerazioni! Le ostetriche e le assistenti al parto procedono abitualmente con queste tecniche per evitare lacerazioni del perineo. La vicinanza di un'ostetrica competente può essere molto utile alla futura mamma, in ogni periodo e fase del travaglio.
Se la donna scegli l'anestesia epidurale questo stadio può allungarsi fino a un'ora.
Esiste anche il terzo stadio del travaglio, che inizia dopo la nascita del neonato. Questa fase si conclude con l'espulsione della placenta. Può durare da 5 minuti a 30 minuti. Solitamente è ancora più veloce se per la mamma non si tratta della prima gravidanza.
La dilatazione del collo dell'utero e il monitoraggio della cervice e della pressione cardiaca
Anche se il bambino non è ancora in perfetta posizione discesa, il travaglio viene già definito attivo se la dilatazione del collo dell'utero raggiunge i 3 o 4 cm.
Le contrazioni fino a quel momento hanno solo una funzione di preparazione. La partoriente le avverte con forza ma non sono segnali di parto imminente. Sono dette prodromi.
Quando si è certi che il travaglio vero e proprio è iniziato occorre aspettare due ore.
In queste ore, il ginecologo monitora costantemente la dilatazione dell'utero con una ispezione vaginale.
Bisogna attendere la dilatazione giusta: segnale che il tuo corpo è pronto al parto.
Il sacco amniotico, (rottura delle acqua) si può rompere in maniera spontanea durante questa fase o anche alla fine della dilatazione.
La dilatazione del collo dell'utero è lenta e graduale. Anche le contrazioni inizialmente sono lente, distanziate e perfettamente sopportabili dalla paziente.
Continuando la fase di dilatazione il collo dell'utero si appiattisce sulla vagina e si forma il canale del parto che consente al bambino di uscire e venire al mondo. La dilatazione finale per consentire il parto è di 8-10 cm. Le contrazioni a questo punto diventano intensissime e rapide, sono difficili da sopportare per la futura mamma.
Nella sua fase finale, il travaglio registra contrazioni lunghe e poco distanziate, di forte intensità.
La partoriente viene attentamente monitorata in ogni istante per verificare le sue condizioni di salute e quelle del bambino che sta per nascere. Se le contrazioni si rallentano o se non avviene la naturale rottura del sacco amniotico il medico pratica l'amnioressi, la rottura delle acque in modo artificiale, con l'inserimento di un uncino.
È possibile attendere al massimo tre ore. Se l'ultima fase, quella espulsiva, non inizia naturalmente, allora il parto viene indotto con una fleboclisi di ossitocina sintetica, sostanza che riesce a regolarizzare le contrazioni rendendole più intense e ravvicinate.
Se le acque si rompono e la membrana si stacca prima che il travaglio sia in fase attiva il medico esegue un esame con lo speculum e valuta la stazione (posizione della parte presentata).
Se le membrane sono rotte, il ginecologo deve ricercare eventuali segni di meconio (sostanza verdastra-bruna), un possibile segno di sofferenza fetale.
Prima della 37esima settimana si parla di travaglio prematuro.
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Con questo articolo speriamo di averti dato alcune informazioni preziose sulla gravidanza e sull'inizio del periodo del travaglio. Ti ricordiamo però che in caso di dubbi anche per affrontare il parto con la massima serenità è indispensabile chiedere un parere medico o rivolgersi alla propria ostetrica.
Figure che possono offrire supporto alla donna che sta per diventare mamma, rassicurandola e accompagnandola nel percorso che va dall'inizio della gravidanza fino al momento del parto e anche dopo!
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