Voglio congelare i miei ovuli: come faccio (e quanto mi costa)
E se un giorno volessi un figlio e fosse troppo tardi? Il congelamento degli ovuli è la risposta che molte donne stanno scegliendo. Non è più una pratica di nicchia riservata a casi estremi: è una forma di pianificazione del futuro, sempre più diffusa e sempre più accessibile. Ma come funziona davvero?
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Hai trent'anni, una carriera che sta finalmente ingranando, nessun partner all'orizzonte — o magari ce l'hai, ma i tempi non sono ancora maturi — e nella testa un pensiero che torna sempre più spesso: e se un giorno volessi un figlio e fosse troppo tardi? Il congelamento degli ovuli, tecnicamente chiamato criopreservazione ovocitaria e ribattezzato “social freezing”, è la risposta che molte donne stanno scegliendo. Non è più una pratica di nicchia riservata a casi estremi: è una forma di pianificazione del futuro, sempre più diffusa e sempre più accessibile. Ma come funziona davvero? Da dove si comincia? E soprattutto: quanto costa? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Diana Delprato, ginecologa del Centro di medicina della riproduzione dell’ospedale San Raffaele di Milano, per avere una guida pratica e concreta.
Congelamento ovuli: chi può farlo
Prima di tutto: ogni donna, in età fertile, può richiedere un consulto presso l’ambulatorio di preservazione della fertilità. Non è necessario avere una diagnosi o un problema di salute per prenotare una prima visita. «Tutte le donne hanno il diritto e la possibilità di fare una valutazione della propria finestra riproduttiva», spiega Delprato. «L'indicazione clinica a procedere con la crioconservazione deriva poi dalla qualità e dalla quantità della riserva ovarica».
Sul territorio nazionale, esistono sostanzialmente due scenari: Il primo riguarda le donne con patologie oncologiche in età fertile: per loro, la criopreservazione degli ovuli è rimborsata interamente dal Sistema sanitario nazionale, ed è altamente raccomandato che i centri oncologici propongano questo tipo di percorso. Il secondo scenario è il cosiddetto social freezing: una scelta personale, o consigliata in caso di condizioni patologiche benigne ad impatto negativo sulla fertilità, il costo è interamente a carico della donna.
Quando congelare gli ovuli: l'età conta (eccome)
L'indicazione della biologia è chiara: prima dei 35 anni è il momento ideale. Dopo quella soglia, la qualità e la quantità della riserva ovarica cominciano a diminuire in modo più sensibile. « I risultati delle procedure di fecondazione assistita sono strettamente età-correlate. Per poter offrire risultati accettabili in termini di costo-efficacia, di recupero ovocitario ( almeno 8-15 ovociti ) e di tassi di gravidanza in caso di loro utilizzo futuro ( 30-40% ) È consigliabile farlo prima dei 35 anni», conferma la dottoressa, che aggiunge: «Cosi come è altrettanto raccomandato non posticipare la ricerca di una gravidanza oltre i 43 anni di età, al fine di ridurre eventuali rischi ostetrici età-materno correlati.
Come funziona il social freezing, passo dopo passo
Il primo passo è prenotare una prima visita di preservazione della fertilità presso un centro di medicina della riproduzione o presso un ambulatorio esterno purché affiliato ad un laboratorio di embriologia. Il consulto prevede una parte di colloquio (raccolta anamnesi e consulto esami) ed un’ecografia ginecologica transvaginale. Da questa valutazione emerge la prognosi riproduttiva della donna e l’indicazione a procedere al percorso di social freezing
Se la risposta è sì, si passa al trattamento vero e proprio, che dura circa due settimane. «La stimolazione ormonale prevede un trattamento farmacologico con ormoni ad iniezione sottocutanea che la donna si autosomministra una volta al giorno», spiega Delprato. L’obiettivo della cura portare ad ovulazione contemporaneamente il maggior numero possibile di follicoli presenti a carico delle ovaie. Durante questo periodo si eseguono tre o quattro ecografie di controllo per monitorare la risposta alla terapia. Al termine delle due settimane si procede con il prelievo ovocitario: un piccolo intervento ecoguidato per via transvaginale in sedazione, durante il quale vengono aspirati i follicoli prodotti, recuperati gli ovociti al loro interno ed infine vitrificati — cioè crioconservati con una tecnica rapida che li preserva nel tempo.
In Italia non esiste un limite alla durata della loro crioconservazione: gli ovuli possono restare conservati per tutto il tempo che la donna desidera senza subire un impatto negativo sulla loro qualità. In caso di loro necessità di utilizzo futuro, gli ovociti verranno scongelati e fecondati con il seme del proprio partner e si avvierà un percorso di fecondazione assistita, presso il centro in cui sono stati stoccati o con possibilità di essere trasferiti presso un altro centro, anche all'estero, se ne avesse bisogno
Quanto costa congelare gli ovuli
È la domanda che tutte fanno e la risposta onesta è: dipende dal centro che si sceglie, ma si può stimare una forchetta. «Quasi tutti i centri hanno un costo della procedura ( monitoraggi, prelievo ovocitario e stoccaggio ovociti ) di circa 2.500-3.000 euro», spiega Delprato «A questo si aggiunge il costo dei farmaci, che varia molto dalla riserva ovarica della donna: ci sono donne che se la cavano con circa 2.000 euro di farmaci, e donne che ne spendono anche 4.000». Il conto totale per un ciclo di trattamento si aggira quindi tra i 3.000 e i 5.000 euro. Alcune donne scelgono di fare più di un ciclo, per aumentare il numero di ovociti disponibili. E non tutte riescono ad andare avanti: l'ostacolo economico è reale e significativo.
Social freezing: un fenomeno in crescita esponenziale
La domanda sta aumentando in modo rapidissimo. I ginecologi di base hanno iniziato a fare da filtro, inviando ai centri specializzati le donne — anche giovani — che mostrano segni di riserva ovarica non ottimale. E molte donne si muovono in autonomia, spinte da una maggiore consapevolezza sul tema della fertilità. Nei centri più avanzati, accanto alla parte medica, si offre anche un supporto psicologico — non obbligatorio, ma disponibile — e la consulenza di una biologa nutrizionista, perché lo stile di vita e l'alimentazione giocano un ruolo nella preservazione della fertilità. «Quando parlo di preservazione e quindi di tutela della fertilità, parlo in maniera ampia», sottolinea la ginecologa. «La crioconservazione ovocitaria è solo uno degli aspetti».
Congelamento ovuli all'estero: tutto quello che devi sapere
Chi pensa di andare all'estero in genere lo fa per altri motivi: la prima indicazione rimane la fecondazione eterologa (l’ottenimento di una gravidanza mediante la donazione di ovuli da parte di una donatrice anonima), laddove la donna non abbia più per età o riserva ovarica la possibilità di ottenere una gravidanza con i propri ovuli. In Italia la fecondazione eterologa è possibile ma con limitazioni importanti — non esistono banche di ovociti da donatrici nazionali, e soprattutto, possono accedervi solo coppie di sesso diverso. Per chi cerca un servizio completamente privato, all-inclusive — con accompagnamento, alloggio, finanziamenti — Spagna e Danimarca sono le mete più comuni. Ecco perché riteniamo importante si possa prevenire queste fughe con un tempestivo congelamento degli ovuli. L'Italia è un'opzione concreta, sempre più strutturata. Basta sapere da dove cominciare.
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