Oggi puoi visitare le bellezze d'Italia senza muoverti da casa, grazie a questa innovativa tecnologia 3D
Condividi su
Quante volte ci siamo ripromesse di visitare un luogo incredibile, salvo poi rimandare perché troppo lontano, troppo affollato o semplicemente difficile da raggiungere? E quante volte, davanti a siti archeologici, borghi antichi o monumenti fragili, ci siamo chieste come si possano davvero proteggere senza limitarne la scoperta?
Ci sono luoghi, infatti, che sembrano destinati a resistere per sempre e altri che, invece, ci ricordano ogni giorno quanto il tempo possa essere crudele. Oggi, però, la tecnologia 3D per il patrimonio culturale entra proprio in questo spazio, cambiando il modo in cui entriamo in contatto con l’arte, la storia e i luoghi simbolo del nostro Paese.
Non si tratta solo di digitalizzare dei luoghi o di guardarli attraverso uno schermo, ma di rendere la nostra eredità storica esplorabile in modo immersivo, più vicina a chi non può visitarla di persona e, allo stesso tempo, più protetta da interventi invasivi o da un’esposizione eccessiva.
Ed è proprio da questa idea che nasce Project Eternal, il nuovo progetto su scala europea lanciato da Antigravity per preservare i beni storici e artistici e cambiare, allo stesso tempo, il modo in cui li viviamo.
Tecnologia 3D per il patrimonio culturale: il debutto di Project Eternal
Project Eternal è un’iniziativa che mette insieme tecnologia avanzata, creator e istituzioni culturali con un obiettivo molto chiaro: conservare la memoria dei luoghi prima che il tempo, l’erosione o la fragilità ne cancellino dettagli e identità.
Il progetto, infatti, si muove su due diversi binari: da una parte documentare i siti storici senza interferire con la loro delicatezza, dall’altra rendere la ricostruzione 3D meno elitaria e più vicina a chi crea contenuti, studia il patrimonio o semplicemente vuole esplorarlo in modo nuovo. Ed è qui la vera novità: la cultura non viene più trattata come qualcosa da osservare a distanza, ma come un’esperienza da attraversare, accessibile a tutte e tutti e che contribuisce alla costruzione di una memoria condivisa.
Project Eternal combina quindi le rinomate videocamere panoramiche di Insta360 con il drone A1 a 360° di Antigravity, pensato per acquisire immagini ad alta fedeltà con un impatto minimo anche nei contesti più fragili, dando vita ad un ecosistema aria-terra fluido per una cattura sferica completa in un unico passaggio. Ma non solo.
Per rendere la ricostruzione 3D avanzata accessibile a tutti, infatti, Antigravity collabora con Splatica, piattaforma leader nel Gaussian Splatting 3D, una tecnica rivoluzionaria di rendering che consente di trasformare le riprese video in modelli 3D immersivi, esplorabili e molto realistici. Il risultato è quindi una ricostruzione iper realistica che restituisce profondità, materia e percezione dello spazio e che rende la cattura sferica e la ricostruzione tridimensionale più accessibili anche fuori dai circuiti strettamente istituzionali.
Non a caso il progetto include anche il lancio della più grande campagna UGC al mondo dedicata a questa tecnologia, offrendo 1.000 upload gratuiti di video fino a 10 minuti e permettendo così a chiunque di trasformare facilmente riprese a 360° in modelli 3D immersivi.
Più accesso, meno distanza: come la tecnologia 3D diffonde cura e cultura
Uno degli aspetti più riusciti di Project Eternal è che non riduce il patrimonio a un archivio digitale. L’idea, infatti, è molto più ambiziosa: usare la tecnologia per accorciare la distanza tra i luoghi e le persone. Questo significa permettere a chi non può viaggiare di esplorare comunque un sito, ma anche offrire a chi visiterà quei luoghi dal vivo un livello di consapevolezza molto più alto.
Inoltre, poter esplorare un sito archeologico in modo immersivo, soffermarsi su dettagli che spesso dal vivo sfuggono o accedere a luoghi lontani senza muoversi fisicamente significa ampliare la fruizione, soprattutto per i siti più fragili, dove l’accesso massivo può diventare un problema concreto.
L’esperienza da casa, in questo senso, non sostituisce quella reale, ma la prepara, la amplia e la prolunga. Ed è proprio questo cambio di prospettiva a dire qualcosa di importante sull’evoluzione della cultura oggi: non basta più conservare, bisogna anche rendere visibile, accessibile e condivisibile.
Project Eternal in Italia: il progetto pilota tra Pompei e Civita di Bagnoregio
La parte più affascinante di Project Eternal, almeno per chi guarda all’Italia, è il progetto pilota realizzato con CyArk, organizzazione internazionale specializzata nella documentazione digitale del patrimonio, volto alla creazione di modelli 3D ad alta fedeltà di Civita di Bagnoregio e Pompei, una scelta che ha un peso simbolico molto preciso.
Conosciuta come la “città che muore”, Civita di Bagnoregio rappresenta l’urgenza della conservazione di fronte all’erosione e al lento deterioramento del territorio, mentre Pompei, cristallizzata dalle ceneri vulcaniche, offre una testimonianza straordinariamente dettagliata della vita antica.
Mettere insieme questi due luoghi significa quindi raccontare due urgenze complementari, che evidenziano sia la fragilità sia il valore duraturo del patrimonio culturale. Ed è qui che il 3D smette di sembrare un vezzo spettacolare e diventa uno strumento concreto di tutela: se un luogo è fragile, difficile da raggiungere o esposto al deterioramento, poterlo mappare con precisione e restituirlo in forma immersiva cambia radicalmente le possibilità di tutela e di accesso.
Cosa vogliamo salvare prima che cambi per sempre?
Project Eternal parte da una domanda semplice ma difficile da ignorare: quale luogo vorresti preservare per sempre? È qui che il progetto trova la sua parte più efficace, perché trasforma la tecnologia in uno strumento di cura, accesso e memoria condivisa.
Oltre alle collaborazioni istituzionali, infatti, Antigravity ha lanciato una campagna UGC globale proprio sul tema: “Quale luogo vorresti preservare per sempre?”. Appassionati di droni e fotocamere panoramiche, creator 3DGS, architetti, archeologi e appassionati, sono quindi chiamati a catturare foto e video di luoghi significativi, generare modelli 3D tramite il Gaussian Splatting Splatica e a condividere i loro processi creativi sui social nelle prossime settimane. Una giuria di esperti in tecnologia, arte e patrimonio selezionerà i contributi più rilevanti e partecipare non richiede competenze specialistiche: basta avere una storia da raccontare e un luogo da non dimenticare.
Se vuoi essere tra i primi a esplorare Pompei e Civita di Bagnoregio in 3D, o vuoi contribuire tu stesso al progetto, tieni d'occhio i canali ufficiali di Antigravity nelle prossime settimane: il futuro della cultura è già iniziato!
Condividi su