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Cose che (non) si imparano a scuola: la cancellazione delle donne dai libri

Cose che (non) si imparano a scuola: la cancellazione delle donne dai libri
(getty)
Anche insegnare la storia a metà è violenza di genere: parlando di scuola, le donne sono state eliminate dai libri di storia (e di scienze e di letteratura)
di Eugenia Nicolosi

Sui libri di storia non ci sono. Ma Nellie Bly ha stabilito lo standard globale del giornalismo investigativo in un'epoca in cui alle donne era concesso scrivere al massimo di mondanità. Stephanie Kwolek, invece, ha inventato una fibra che usiamo tutti i giorni, altro che Guglielmo Marconi e la Tv. Ma ci sono anche le donne cattive: Herta Oberheuser ha ideato e praticato esperimenti raccapriccianti sulle deportate, durante il nazismo. 

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Ma di loro a scuola non si sente mai parlare. Al massimo si studiano Cleopatra, Circe ed Elena di Troia, ritratte come oggetti del desiderio maschile e determinanti, si fa per dire, solo per via dell'influenza che con la loro bellezza o astuzia hanno esercitato sugli uomini. Allora, quello presente sui libri di scuola è un racconto distorto e lacunoso, in cui, oltre ai casi eccezionali di Marie Curie e Virginia Woolf, le donne sono delle creature aliene e alienate, che tuttalpiù causano la morte di sfortunati ma valorosissimi condottieri per restare a esistere in uno spazio di romanticizzazione che somiglia più a una favoletta che alla storia. Insomma, stereotipi ambulanti. 

siamo donne, oltre a cleopatra c'è di più

Dicevamo: Nelly Bly ha stravolto il mondo del giornalismo con i suoi reportage di denuncia sulla salute mentale, la povertà, la corruzione della politica e con il suo resoconto - dopo mesi sotto copertura - delle condizioni disumane dei pazienti nei manicomi. Stephanie Kwolek è una pioniera della Scienza che ha accumulato vari brevetti e riconoscimenti e che è nota per il lavoro innovativo che ha portato alla creazione del Kevlar, un materiale che resiste al calore e alle fiamme - tanto è vero che viene utilizzato come fibra per giubbotti antiproiettile, attrezzature sportive e per le carrozzerie di aerei, navi e automobili.

Ma non siamo qui per incensare le donne che hanno prodotto risultati incredibili contribuendo al progresso scientifico o culturale e che, nonostante ciò, nessuno conosce e nessuno studia. Siamo qui perché, sfogliando i libri scolastici, si leggono quasi esclusivamente nomi di uomini. Si legge su Domani che nelle antologie di letteratura per il triennio la rappresentanza femminile va dal 2,74 all'8,83 per cento. Niente, praticamente.

E nemmeno alle donne "cattive" viene concesso il lusso di essere presenti sui libri di storia. Herta Oberheuser fu giudicata colpevole e condannata per crimini di guerra e contro l’umanità nel cosiddetto “Processo dei medici” a Norimberga dal 9 dicembre del 1946 al 20 agosto 1947. Oberheuser era soprannominata “der Teufel mit der Engelgesicht” (il diavolo con la faccia d’angelo) ed era una protegée di Karl Gebhardt, medico personale di Himmler, nel campo femminile di Ravensbrück, dove lei stessa si lanciava nella fantasia più oscena mettendo in pratica devastanti e violentissimi interventi chirurgici, sulle detenute per studiare la rigenerazione dei tessuti e delle ossa e del trapianto di ossa da una persona all’altra (fonte). Ma sui libri non c'è nemmeno lei. 

Né buone né cattive: le donne nella storia sono "favolette"

Come ha spiegato ormai anni fa la storica Bettany Hughes; "la scomoda verità è che le donne sono sempre state il 50 per cento della popolazione, ma occupano solo circa lo 0,5 per cento della storia registrata". Chiaramente qualcosa è andato storto nella parte di scrittura della storia. Molte delle donne a cui pensiamo se pensiamo alle donne nella storia sono ritratte in modo favolistico, erotico, sessuale o almeno romanticizzato. Sono donne che sembrano più frutto dell'immaginazione di romanzieri che persone vere, ritratte con tutta la complessità delle persone vere.

Le donne - poche - che si trovano sui libri sono donne categorizzate ai limiti dello stereotipo, senza un minimo di spessore, vengono raccontate nella loro versione esagerata. Cleopatra per esempio era una poetessa e una filosofa, era brava in matematica e soprattutto non passava le giornate a spalmarsi creme idratanti per sedurre Antonio. E invece, quando si pensa a lei, si pensa a una seduttrice che fa il bagno nel latte con i gioielli addosso

Per quale motivo c'è una mancanza assoluta di donne dai libri di scuola? Non ci sono forze maligne all'opera, o almeno, non più. Le donne sono scomparse dai libri e quindi dalla storia perché gli autori e le autrici dei libri di testo non possono fare il lavoro di revisione necessario a ricostruire e riconfigurare i libri di testo. Significherebbe letteralmente riscrivere la storia, che oggi è parziale.

i libri di storia li scrivono gli uomini (ecco perché!)

Uno studio su 614 libri di storia di 80 case editrici, registra che il 75,8 per cento dei titoli totali vede autori maschi. Le biografie rappresentavano il 21 per cento del totale dei volumi e i soggetti erano maschi per il 71,7 per cento, con la lista dominata da nomi come Napoleone Bonaparte: ma se il 69 per cento delle autrici scriveva su soggetti femminili, solo il 6 per cento di biografi scriveva storie di donne. Chiaramente, c'è una relazione tra il genere degli autori di biografie e il genere dei soggetti che scelgono. Ancora: quasi il 76 per cento dei libri di storia è scritto da uomini e meno del 10 per cento di questi uomini scrive di donne.

Uno studio sui libri di storia ha fatto emergere dei dati oggettivi. In un testo di 819 pagine i riferimenti alle donne ammontano a meno di una pagina. Un altro testo di oltre 1000 pagine riporta quattro fotografie di uomini per ogni fotografia di donne con meno del 3 per cento del testo che le riguarda. Gli insegnanti che devono fare? Putroppo devono attenersi ai programmi e ai libri di testo stabiliti dal Ministero, libri di testo che evidentemente non possono che essere inesatti e incompleti, quando non dannosi perché alimentano una cultura sessista in cui le donne non fanno niente

Riconoscere o non riconoscere i contributi apportati dalle donne nella storia ha un impatto non solo sul modo in cui gli uomini attribuiscono valore alle donne, ma anche sul modo in cui le stesse donne attribuiscono valore a sé stesse. Quanta differenza farebbe il modo in cui gli uomini trattano le donne nella società se fin da bambini imparassero che uno dei primi imperatori del mondo era una donna? (Wu Zetian). O che differenza farebbe nel modo in cui le donne percepiscono se stesse se fin da bambine venisse loro insegnato che le più importanti dottoresse del mondo (Peseshet), leader (Cleopatra), matematiche (Ipazia) e comandanti di eserciti (Boudica) erano tutte donne?

La storia è tutta una questione di precedenti e ha un potente effetto a catena: ogni volta che una donna ottiene potere, ne dà a un'altra. O almeno dovrebbe. D'altro canto, ogni volta che una ragazza apre un libro e trova una storia senza donne, scopre di valere meno.