Imane Khelif ma anche Madonna: i corpi che escono dal binario e le (trans)indagini
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Lo abbiamo visto girare sui media di tutto il mondo: il match di pugilato tra Imane Khelif e Angela Carini, alle Olimpiadi di Parigi, è durato appena 46 secondi ma si è trasformato in una lunghissima discussione politica sul tema dei corpi transgender.
Il problema qual è: persone come Imane Khelif (che comunque non è la prima a subire la "transvestigazione") diventano lo strumento che una certa politica usa per trascinare le folle nel fango della disinformazione sulle persone transgender (e in questo caso pure su quelle intersessuali). Noi ne approfittiamo per porci una domanda: cosa spinge le persone a pensare di avere il diritto di indagare sui corpi degli altri? O a chiedere prove per stabilire che sono cisgender? (cisgender: una persona la cui identità di genere corrisponde al sesso biologico, il contrario di trangender insomma).
le "transindagini" sui corpi: la pratica violenta degli etero cis
ln lingua inglese esiste il termine "transvestigating", nato dall'unione delle parole transgender e investigating, (investigare), Si riferisce a teorie cospirative che accusano molte persone anche famose, più spesso donne, di essere transgender e di nascondere la loro "vera" identità di genere. Il motivo non c'è: a parte chi sostiene che degli uomini trarrebbero vantaggio dalla transizione di genere per vincere medaglie olimpiche o attuare violenze sessuali sulle donne (chiaramente queste persone non sanno o fingono di non sapere che la lunghezza e la difficoltà dei percorsi di transizione sono un deterrente per le persone che davvero si identificano nel genere opposto a quello assegnato alla nascita).
Molti accusatori e accusatrici cercano di dimostrare che alcune persone specifiche, che loro prendono di mira, sono transgender facendo leva soprattutto sulle forme, sulla postura e sulle espressioni di femminilità che non sono conformi all'idea imposta di "femminilità". Insomma le donne potenti, muscolose, aggressive, forti e con tutta una serie di caratteristiche che il patriarcato ci ha insegnato essere maschili sarebbero in realtà donne trans. La teoria del complotto ha attaccato molte celebrità: Beyoncé, Taylor Swift, Madonna, Melania Trump o atlete come la tennista Serena Williams. Anche alcuni uomini famosi secondo i complottisti sarebbero in realtà uomini trans: Barack Obama e Bill Gates.
E su cosa si basa? Sull'idea falsa (e oscena) che essere transgender sia sbagliato quindi in automatico anche un segreto vergognoso da nascondere: questi "scopritori di persone trans nascoste" sono la prova che, come società, abbiamo un problema con le persone transgender.
È transfobia: discriminazione sistemica delle persone transgender
L'opinione di Monica J. Romano, scrittrice, politica e prima donna trans a essere eletta consigliera comunale a Milano è che "Il termine transvestigare è intrinsecamente transfobico: indica una pratica agìta su corpi percepiti come non conformi perché esulano dal binarismo di genere. Tale pratica è spesso agìta da persone cisessuali che percepiscono i propri corpi come parametro e metro di misura universalmente valido. Questa credenza è alla base della loro pretesa di avviare ispezioni e di definire la realtà perché si considerano la misura di tutto il resto".
Infatti ispezionare, indagare nella natura dei corpi dall'aspetto non conforme è un esempio chiaro e lampante di come l'odio transfobico abbia effettivamente un impatto: dalle petizioni per introdurre i test sul sesso biologico delle atlete ai contenuti social, ricchi di odio e violenza che intasano i feed di tutte e tutti con disinformazione e teorie del complotto.
Nessuno ne è esente, anzi: più una donna è famosa e più diventa oggetto di indagini. Se per caso non dovesse ricalcare al millimetro il canone di femminilità previsto dai codici patriarcali ecco che qualcuno tira fuori la teoria del complotto. Per esempio, un video che dura 27 minuti si intitola "The transvestigation of Madonna - Undeniable proof!! ‘SHE’ is a man”. Secondo gli autori del video il corpo di Madonna è un corpo a cui è stato assegnato il genere maschile alla nascita, tanto che offrono un'analisi pseudo-scientifica dell'anatomia della pop star piena di retorica anti-trans e disumanizzante: la larghezza del collo, la dentatura, le mani, i muscoli, l'espressione assertiva.
partire da Imane Khelif (che non è trans) per stoppare i discorsi d'odio
La transfobia e il flusso costante di disinformazione online danneggiano tutte e tutti, anche chi non è né una donna transgender né un uomo transgender. Anche chi "rispetta" le norme sociali imposte in materia di identità ed espressione di genere dovrebbe ribellarsi alla violenza con la quale vengono diffuse informazioni false e antiscientifiche. La disinformazione online sul caso di Imane Khelif ha infatti mescolato diverse questioni che sono già complesse, alimentando odio, paura e distanze sociali tra le persone. L'incontro di Khelif con la pugile italiana Angela Carini ha oltretutto scatenato alcune note personalità che coltivano idee di estrema destra e notoriamente transfobiche come l'autrice di Harry Potter, JK Rowling, o il magnate di Tesla Elon Musk.
Per fortuna nel frattempo il Comitato Olimpico e la Paris Boxing Unit di Giochi di Parigi 2024 hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in difesa dell'idoneità di Khelif. "Tutti gli atleti che partecipano al torneo di pugilato dei Giochi olimpici di Parigi 2024 rispettano i requisiti di ammissibilità e i regolamenti di partecipazione alla competizione, nonché tutti i regolamenti medici applicabili stabiliti dalla Paris 2024 Boxing Unit. Come per le precedenti competizioni olimpiche di pugilato, il sesso e l'età degli atleti si basano sul loro passaporto".
Quanto accaduto alla pugile algerina avviene nel contesto di un dibattito globale sull'inclusione delle persone transgender e intersessuali negli sport, soprattutto a livello agonistico. Ma c'è una questione separata, sebbene correlata, sul tema degli atleti e delle atlete intersessuali, quelle persone cioà la cui biologia non è categoricamente ascrivibile al maschile o al femminile.
Ma se un tema c'è, nelle competizioni sportive, è quello degli squilibri di pesi e forze, non certo di "maschi contro femmine", o "false femmine" contro "femmine vere". La prova è una foto che ritrae due protagonisti del match tra Francia e Giappone di basket, sempre alle Olimpiadi: Victor Wembanyama e Yuki Togashi si sono comunque confrontati in una partita. Il francese Wembanyama è alto 2 metri e 24 cm e supera di quasi 60 centimetri il giapponese Togashi, che è alto appena 1 metro e 67 cm. Nessuno ha fiatato né urlato al "complotto gender", al massimo qualcuno avrà trovato la situazione comica. Forse potremmo approfittare del caso Khalif per domandarci quanto odio siamo disposti a tollerare e quanta violenza gratuita siamo abituati a veder scorrere sui feed dei social.
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