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Cento consigli per trovare marito su una rivista del 1958: "Sii sprovveduta", vale (forse) ancora oggi

consigli per trovare marito, direttamente dagli anni cinquanta
consigli per trovare marito, direttamente dagli anni cinquanta  (getty)
Fingersi sciocche, timide, senza ambizioni e praticare la devozione: molti consigli degli anni Cinquanta pubblicati su una rivista sono o potrebbero essere - ahinoi - validi per trovare marito (o un partner) oggi. 
di Eugenia Nicolosi

La straordinaria Elizabeth Taylor si è sposata otto volte, con sette uomini diversi (due volte con Richard Burton). Da quegli stessi anni, i Cinquanta del Novecento, in cui essere la moglie di era evidentemente un must sociale, arriva guida su "come trovare marito" stilata in oltre cento punti e pubblicata sulla rivista femminile statunitense McCall's Magazine.

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Non è un paradosso ma l'emblema della contraddittorietà. Il fatto che tra i consigli troviamo quello di lavorare (come segretarie) in facoltà universitarie come Medicina o Giurisprudenza per trovare un potenziale marito e poi quello di non mostrarsi psicologicamente autonome per agganciarlo.

"piangi in un angolo, verrà a chiederti che succede"

Al numero cinque dell'elenco, troviamo il prezioso: "Consulta i censimenti per trovare i luoghi con il maggior numero di uomini single. Il Nevada ha 125 uomini ogni 100 donne". Al 21esimo posto,  "Trova un lavoro come addetta alla presentazione di attrezzature da pesca in un negozio di articoli sportivi". Al 110: “Fagli notare che il tasso di mortalità degli uomini single è il doppio di quello degli uomini sposati" (che è ancora vero).124: "Produci e vendi parrucche: gli uomini calvi sono facili prede!”. 

Ci sono altre chicche imbarazzanti e inquietanti, che ci ricordano quanta strada, come donne, abbiamo fatto: "trova un lavoro in una facoltà di medicina, odontoiatria o giurisprudenza", "leggi i necrologi per trovare vedovi", "Non accettare un lavoro in un'azienda gestita in gran parte da donne", "Mettiti in un angolo e piangi sottovoce: ci sono buone probabilità che lui venga a scoprire cosa c'è che non va". Quindi, in pratica, vai nei posti in cui si trovano le persone intelligenti/di successo (leggi: i maschi) e comportati come una derelita

Cosa ci insegnano (seriamente) questi “saggi” consigli? Punta dove sono gli uomini (e gli stipendi più alti). Le trad wives o le gold digger ci ricordano che dagli anni Cinquanta al 2025, il messaggio non è che si sia rivoluzionato così tanto. Presenziare in posti in cui finiscono gli uomini interessanti, oggi si chiamerà “targeting professionale” o “networking” ma suvvia, è la stessa cosa. 

un po' fanno ridere, un po' fanno riflettere

La verità è che gli anni Cinquanta furono un decennio apparentemente dorato, fatto di sorrisi bianchi da pubblicità, vestiti stirati a dovere e famiglie da album fotografico. Ma dietro la facciata del “sogno borghese” – tanto in America quanto in Italia – la vita delle donne era spesso stretta in ruoli rigidi, sorvegliata da norme sociali e culturali tanto pervasive da sembrare naturali. Come se fossero sempre esistite. 

Cento consigli per trovare marito su una rivista del 1958: Sii sprovveduta, vale (forse) ancora oggi
Cento consigli per trovare marito su una rivista del 1958: "Sii sprovveduta", vale (forse) ancora oggi 

Negli Stati Uniti, il dopoguerra riportò molte donne dalla fabbrica alla cucina. Durante la Seconda Guerra Mondiale, avevano preso parte alla forza lavoro su larga scala, indossando tute da operaia e raccogliendo il plauso della nazione ma con la pace arrivò un nuovo ordine domestico: l’uomo lavorava, la donna accudiva. Punto. Le pubblicità e le riviste dell’epoca idealizzavano la housewife: una donna sorridente, devota al marito e ai figli, che trovava realizzazione nel perfetto arrosto della domenica e nella lucidatura dei pavimenti. La psicologia popolare parlava della “sindrome del nido vuoto” o, peggio, della “frustrazione femminile” come qualcosa da curare con un nuovo rossetto o una lavatrice moderna.

Le donne italiane d'altro canto avevano avuto un ruolo cruciale durante la guerra: partigiane, infermiere, lavoratrici nelle retrovie. Nel 1946 votarono per la prima volta. Ma l’illusione dell’uguaglianza finì in fretta. Negli anni Cinquanta, il modello dominante era quello della “madre e moglie esemplare”. Il matrimonio era considerato l’unico destino “serio” per una donna, mentre il lavoro fuori casa era spesso vissuto come una sconfitta economica o una scelta moralmente discutibile.

Le donne lavoratrici erano viste con sospetto: se non si prendevano cura della casa, chi lo faceva? Se non avevano figli, cosa erano? La religione aveva un ruolo centrale. Il parroco non era solo guida spirituale, ma spesso anche il controllore morale del territorio.

numero 70: "Non essere troppo esigente" vale ancora oggi?

Sii timida, sii paziente, sii sbadata, sii sprovveduta, chiedigli consigli, inciampa davanti a lui. Metti un cerotto: ti chiederà cosa ti è successo. Questi consigli li troviamo sulla guida da oltre cento punti della rivista del 1958. Sarebbe facile – e forse anche un po’ comodo – ridicolizzare le donne degli anni Cinquanta immaginandole a seguire pedissequamente consigli come “inciampa davanti a lui” o “fai la svampita per sembrare più avvicinabile”, soprattutto sapendo quanto violento fosse lo stigma attorno alle single.

Ma il punto più interessante, e anche più scomodo, è che certe dinamiche sopravvivono ancora oggi, anche se rivestite di modernità. L’idea che la donna debba essere “strategica” per attirare l’uomo, dosare la propria indipendenza per non intimidirlo, mostrarsi accomodante ma non troppo assertiva – sono schemi che resistono più di quanto ammettiamo. Non è una questione di intelligenza o dignità personale, ma del fatto che molte sono, siamo, cresciute – e tuttora crescono – in un sistema culturale maschiocentrico dove il valore femminile è ancora, spesso, implicitamente legato alla capacità di piacere.

La colpa non è individuale, è sociale. Chiaramente riconoscerlo non può diventare un alibi eterno: l’emancipazione non è solo un diritto, ma una responsabilità. Anche se nessuno ci insegna più a “cadere con grazia” o a cercare tra i necrologi vedovi freschi freschi, troppe continuano a non camminare dritte per paura di non essere scelte. E questo, oggi, dovrebbe convincerci a praticare di più la comprensione.