Vladimir Luxuria, "come è cambiata l'estetica delle donne trans"
L'estetica e l'espressione delle donne trans sono cambiate nel tempo: per rispondere alla discriminazione, per sopravvivere, occorreva replicare ed esagerare un modello di iper femminilità. Oggi vince l'estetica queer?
Parliamo (ancora) del rapporto tra le donne e il mito della femminilità, stavolta dalla prospettiva delle donne transgender. Contouring, femminilizzazione, botox, lifting: oggi le donne cisessuali (la cui identità di genere e sesso biologico coincidono) sono sempre più avvezze a sottoporsi a pratiche come queste. Ma dalla meno invasiva (contouring) alla più invasiva (chirurgia per la trasformazione del corpo e del fisico), sono storicamente più, e prima, le donne transgender a sottoporvisi. E sì, le prime come le seconde, lo hanno fatto e lo fanno per allinearsi con un modello di femminilità stabilito dall'esterno: la cultura dominante che stabilisce estetica dominante che viene veicolata da social, pubblicità, film e serie tv.
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C'è un "ma": ancora storicamente le donne trans hanno alzato l'asticella per costruirsi dei corpi e dei volti ultra femminili (non tutte, ovvio). "Oggi vediamo sempre più giovani ragazze trans che si mescolano tra la folla - commenta la politica e attivista, prima donna trans eletta come deputata in un parlamento europeo, Vladimir Luxuria - ma un tempo si rincorrevano dei modelli estetici iper femminili, un po' alla Jessica Rabbit. Il che rivela tantissimo del percorso intimo e personale di ciascuna, anche rispetto ai tempi che cambiano".
Alcune specifiche doverose: gli interventi chirurgici di natura estetica non sono obbligatori, così come non è obbligatorio - né sempre desiderato - portare a termine il percoso medicalizzato di riassegnazione di genere. Vale a dire: non tutte le donne trans optano per una vaginoplastica. Allo stess modo, oggi non tutte le donne trans - o gli uomini trans - decidono di rimodellare i lineamenti del loro viso perché vengano "femminilizzati" o "mascolinizzati". La National Transgender Discrimination Survey degli Stati Uniti ha rivelato che nel 2011 il 14 per cento delle donne trans e il 72 per cento degli uomini trans non hanno mai desiderato sottoporsi a un intervento chirurgico completo di ricostruzione genitale. E oggi più che mai, soprattutto tra le persone trans giovani, è diffusa una estetica più queer: meno connotata secondo la teoria del binarismo di genere (maschio o femmina) e fluida, disappartenente. Diverso era ieri.
Luxuria: "come è cambiata l'estetica delle donne trans"
Vladimir Luxuria è una scrittrice, attivista, politica ma anche personaggio televisivo. Ma è soprattutto la prima donna transgender eletta al Parlamento in uno Stato europeo. Con lei vogliamo parlare di come è cambiato il modello estetico di donna a cui si ispirano le ragazze trans, il che ci porta direttamente a parlare di come i tempi e le società cambiano. Lei inizia spiegando che l'estetica per lei era ed è collegata all'identità, dal momento che guardandosi allo specchio vedeva un'immagine che non le piaceva.
"Non mi riconoscevo e non mi piacevo, la questione dell'apparenza infatti era ed è sia identitaria che estetica: vedersi allo specchio e trovare un volto estraneo è stato un propulsore, un modo per provare a innamorarmi di me stessa e rispecchiare fuori quello che ero dentro. E significava soprattutto piacermi. Oggi se devo pensare a costi e ricavi non c'è partita: è vero che all'inizio ho dovuto affrontare alcune distanze in casa e fuori casa, insulti compresi, ma dell'altro lato c'era il fatto che ero libera e mi sentivo finalmente in armonia con la Natura e con il Creato". Ma aggiunge, "So che il mio essere personaggio pubblico mi avvantaggia, le persone mi chiedono selfie e vogliono salutarmi ma so bene che le persone trans non hanno smesso di ricevere insulti e discriminazioni. So bene però anche che guardarsi e non piacersi, non volersi bene è l'insulto peggiore per sé stesse e sé stessi".
Ma quanto esiste e resiste il modello di donna ideale? Vladimir Luxuria lega a doppio filo il contesto con l'estetica e i modelli. "In un periodo di maggiore dicriminazione ed emarginazione le donne trans tendevano a voler fare una iperbole della femminilità con una espressione estetica che sembrava voler gridare sono molto più femmina delle femmine portando in giro i tratti esagerati, le curve, gli zigomi e il seno grande e fianchi ben modellati. Ed erano periodi in cui il sex work era l'unica opzione per avere un reddito proprio, dal momento che le discriminazioni a tappeto ci impedivano di trovare dei lavori diversi. Ma quando si sono iniziate ad aprire un po' di porte, e lo dico con tutto il rispetto per il sex work quando è una libera scelta le nuove generazioni tendono a essere più casual, meno iperboliche e anche a passare inosservate scegliendo capi di abbigliamento neutri".
le trans ieri e oggi: da jessica rabbit alla queerness
Oggi le ragazze e le donne trans si incrociano facilmente in jeans e maglietta, "prima la tendenza era più incarnare un modello di iper donna, seguire con esagerazione una estetica della femminilità che nemmeno le donne cisgender seguivano, sebbene fosse - ed è - lo sguardo maschile etero a determinare i canoni estetici per tutte". Naturalmente nella comunità trans si è molto dibattuto sul tema: "sul fatto che una trans non deve autodeterminarsi solo attraverso il piacere a un certo tipo di uomini e rispondere a un certo tipo di immaginario erotico. Anche perché esiste una forte componente di donne trans che sono lesbiche, quindi anche nella loro scelta estetica non possono che allonanarsi o comunque non cercare di icontrare i gusti del maschio etero".
"quando ho rifatto il seno ho scelto il minimo sindacale"
Anche Vladimir Luxuria ha vissuto una fase non binaria: "a 16 anni ero non binaria, identitariamente ed esteticamente vivevo nella terra di mezzo tra maschile e femminile mentre mi ponevo quesiti esistenziali senza aver manco letto Proust".
Poi ci sono stati i primi Pride e la scoperta delle serate del Mucca Assassina, un periodo in cui ho adottato un look esagerato. Attorno al Duemila, entrando in Parlamento, ho preso consapevolezza della mia femminilità e non avevo più bisogno di usare l'evidenziatore. Ho anche fatto il seno ma considerando come misura il minimo sindacale per piacermi ma ritengo che sia doveroso oggi recuperare l'orgoglio della propria transessualità. Le perosne trans subiscono demansionamenti, mobbing ma anche violenze inaudite per strada e in casa, è evidente la crociata politica che vuole farci fare passi indietro attraverso fake news confezionate ad arte per alimentare l'odio e il clima di minaccia. Mentre noi parliamo di noi senza mettere in discussione le identità degli altri, loro parlano di noi, occorre avere una identità molto debole per sentirsi minacciati da chi è diverso da te".