Il sesso non è per le brave ragazze: la triste storia del doppio standard
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Parlando di sesso, il doppio standard è il fenomeno per cui agli uomini vengono socialmente concessi alcuni comportamenti mentre alle donne no: a parità di partner sessuali e a parità di atteggiamento verso il sesso, i primi vengono definiti "conquistatori" o comunque sono visti normalmente, le seconde subiscono rimbrotti e convivono con lo stigma. Il problema è che i rimbrotti giungono da altre donne che hanno, appunto, introiettato il doppio standard quindi la misoginia.
la questione del doppio standard
Non occorre elencare storie: che esiste un doppio standard rispetto al sesso è cosa nota. Le donne che hanno più partner sessuali o che vivono il sesso in modo libero sono giudicate ancora molto male e, per quanto sia inaccettabile, fondamentalmente alle donne si chiede di non essere promiscue mentre agli uomini si concede anzi, la leadership maschile nei gruppi di maschi passa dal successo sia sessuale che finanziario. Viene premiato insomma chi ha più donne. Non parleremo del fatto che questi meccanismi riducono le donne a oggetti di conquista né torneremo al mito dello stupro eroico, il nocciolo del problema è che il doppio standard che affligge la libera sessualità delle donne si ripercuote nei rapporti e nelle relazioni sociali di tutte le donne, nell'empowerment, nella cultura e pure nella salute. Le donne infatti hanno interorizzato il doppio standard e ciò si traduce, per esempio, nella vergogna di sottoporsi a esami medici specifici con il conseguente proliferare di malattie e infezioni sessualmente trasmissibili.
Aver introiettato il doppio standard è solo uno dei mattoncini che compongono il grande muro della misoginia interiorizzata: quel processo psicologico per cui le donne svalutano il loro stesso genere di appartenenza semplicemente imparando che il genere femminile vale meno. Implica che le donne provino avversione per oggetti e concetti associati alla femminilità (dal colore rosa che in realtà nasce per i futuri Re, quindi maschi, fino alle extension per unghie e capelli). Interiorizzare la misoginia non è un percorso volontario, si inizia quando si è bambine e si ascolta la parola "femminuccia" usata come insulto e si finisce con il porsi limiti nelle espressioni, negli interessi, perfino nella carriera. Il principio cardine della misoginia interiorizzata è convincere se stesse, i maschi e le altre donne di non essere "come le altre". Perché, appunto, le "altre" sono meno: la misoginia interiorizzata è quando le donne proiettano inconsciamente idee sessiste su altre donne e persino su se stesse.
il sesso non è roba per le brave ragazze
In questo quadro il sesso è un tema centrale: alcune donne scelgono di porsi delle limitazioni perché viene detto - o fatto capire - che non è opportuno per una ragazza essere sessualmente libera come i maschi, altre imparano sin da piccole che il sesso è in generale qualcosa che non devono desiderare. In entrambi i casi, queste ragazze o donne guarderanno con disapprovazione la ragazza o la donna che invece è sessuailmente libera: viene considerata nemica perché accusata di usare il sesso per compiacere i maschi (e nel patriarcato compiacere i maschi è l'unico compito delle donne), quindi "bara" nella perpetua corsa per l'approvazione maschile. O ancora viene esclusa perchè non si comporta da brava ragazza, quindi non si vuole essere associate a lei.
Ci sono due conseguenze logiche e prevedibili. La prima: i ragazzi/uomini vedono come il doppio standard minaccia i rapporti tra donne, quindi crederanno per sempre che sia una cosa reale e tratteranno le donne di conseguenza, proteggendo il loro privilegio maschile. La seconda conseguenza logica:le donne e le ragazze continueranno a combattersi, a non difendersi a mentire e dubitare circa i loro stessi desideri e volontà, della legittimità dei loro diritti e di quelli delle altre donne e finiscono per alimentare la cultura del doppio standard e quindi la misoginia in generale.
Risolvere il problema del doppio standard una volta per tutte
Sì: i corsi di educazione sessuale nelle scuole sono fondamentali per insegnare a bambini e bambine a riconoscere e praticare comportamenti sessuali sicuri. E ricordiamo che gli anni Settanta e Ottanta sono stati anni in cui le scuole si sono concentrate su un'educazione sessuale completa con un'enfasi sulla prevenzione delle malattie: si è sviluppato uno stigma sociale più utile, ed era intorno al non praticare sesso sicuro. Venivano affrontate questioni fondamentali per la salute pubblica come contraccezione e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili. Ma eravamo all'indomani della rivoluzione dei generi e la società era più aperta alle conversazioni sul sesso.
Oggi le diagnosi di malattie sessualmente trasmissibili sono tornate a crescere in tutta Italia mentre contemporaneamente si fa urgente discutere del tema del consenso, oltre che della rape culture. Il doppio standard rispetto al sesso sarebbe facile da combattere, se si volesse veramente: basterebbe parlare di uguaglianza di genere o delle implicazioni sociali ed emotive (ma anche finanziarie) dello stigma riservato alle donne libere.
Naturalmente, questo processo non risolverebbe il problema da un giorno all'altro ma costituirebbe una base, almeno, per un futuro diverso in cui le donne sono trattate equamente anche dalle altre donne che non avrebbero più messaggi violenti da introiettare.
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