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Foto, documenti, soldi, agenda: se perdiamo il telefono perdiamo tutto (ed ecco il piano B)

Carte, documenti, password, foto e abbonamenti (e soldi): lo smartphone contiene ormai tutto, basta perderlo per scoprire che un piano B serve ancora.

Abbiamo messo tutta la nostra vita dentro un oggetto che può rompersi, scaricarsi o sparire nel nulla perché lo perdiamo. Lo smartphone oggi è portafogli, documento di identità, carta di credito, macchina fotografica, libreria, biglietteria, agenda, banca e cassetto con i sogni dentro.

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Il che vuol dire che una volta perdevamo il telefono e con esso i numeri e i messaggi ma oggi se perdiamo telefono perdiamo praticamente tutto. 

Magari non per sempre, però per qualche terrificante ora possiamo diventare persone senza soldi, senza biglietti, senza password, senza documenti, senza musica, senza mappe e con la memoria muscolare che comunque lo cercherebbe in borsa oi in tasca.

a che ci serve la borsa analogica se poi tutto è nello smartphone

Ora, sappiamo bene che negli ultimi tempi è esploso il trend delle borse (e stanze e vite) analogiche: dentro ci si mette un libro, un taccuino, una penna, magari un cruciverba, un rossetto, le cuffie, qualcosa da fare con le mani invece di stare sempre a scrollare causandoci perdite di memoria. L’idea è carina perché ci ricorda che si può aspettare un autobus senza controllare sette app, tre chat, due notifiche e una crisi geopolitica. Ma non raccontiamocela troppo, perché la borsa analogica non basta a salvarci se il telefono sparisce o se si rompe.

Perché il problema non è solo che guardiamo troppo lo schermo e cerchiamo trend sempre nuovi per non farlo, il problema è che abbiamo affidato allo schermo la tenuta di tutta la nostra esistenza. Nel senso che possiamo anche sederci al bar con un romanzo ma se poi l’unica carta per pagare quello che consumoamo è sul telefonino e l’unico abbonamento ai mezzi per arrivare al bar è nell’app la nostra idea di "analogico" vacilla come la nostra autonomia, che si rivela è più fragile di quanto sembri.

E forse è perché nessuno vuole davvero rimettersi in tasca le carte di credito, una mappa pieghevole e il biglietto dell’autobus da obliterare come in una fiction Rai del 1998 perché il telefono è troppo comodo, la digitalizzazione lo è. Tenere in una sola mano tutto quello che ci serve è comodissimo. Dal romanzo all'app della banca alla macchina fotografica. Il problema è che la comodità è diventata totale dipendenza da quel solo oggetto e la soluzione potrebbe essere, allora, abbracciare l'idea di vita analogica quanto basta per non andare nel panico se quell'oggetto malefico si rompe o lo perdiamo.

le regole per sopravvivere se perdiamo il telefonino

Prima regola: la carta di credito va tenuta in tasca. Per chi ne ha più di una, ne basta una. Basta una carta reale per comprare un biglietto, prendere un taxi, pagare una cena, sopravvivere al furto dello smartphone senza dover chiedere a una sconosciuta di farci telefonare in emergenza. Seconda regola: un documento fisico serve ancora soprattutto in viaggio. Terza regola: scrivere due numeri di telefono su un pezzo carta e portarseli appresso insieme a dieci euro non è una sconfitta generazionale.

Il numero della banca per bloccare le carte e il numero di una persona che potrebbe venirci a recuperare se siamo nel disastro (emotivo, economico, se ci rubano il telefonino). Quarta regola: le password non devono vivere solo dentro il telefono (sì sappiamo che la passkey è comodissima) e bisogna avere codici di recupero conservati altrove. Perché se per recuperare l’accesso al telefono serve un codice che sta nel telefono, siamo davanti a una forma molto sofisticata di labirinto. 

Quinta regola: backup e ancora backup. Foto, contatti, documenti, note, file di lavoro: tutto deve essere recuperabile da un altro dispositivo. Perdere il telefono è fastidioso ma non può significare perdere tutto, suvvia. Se succede la colpa è nostra perché gli strumenti di salvataggio esistono. Il futuro sarà pure digitale, ma gli imprevisti restano banalmente fisici: il telefono cade, la batteria muore, il ladro passa, la borsa resta aperta, l’acqua entra, il vetro si rompe. E a quel punto i trend di borse analogiche con dentro cruciverba e penne stilografiche ci sono utili quanto i cinquanta gradi di fine luglio.