Tornare a praticare lo small talk: chiacchiere informali senza sesso né politica
Neutralità, leggerezza, informalità: recuperare l'arte dello small talk per tornare a essere capaci di fare due chiacchiere con chiunque (senza offese, battute, commenti sui corpi, sesso, politica e soldi)
La scrittrice e saggista Yvonne Roberts ha firmato un editoriale dal titolo Call it trivial, but we still need to master the art of small talk ("Chiamatela banalità, ma dobbiamo padroneggiare l'arte delle chiacchiere"). "Small talk", infatti, in inglese sta per "chiacchiere informali", quelle frivole, non profonde e casuali che, secondo una ricerca dell'Università del Sussex, sollevano anche l'umore. Yvonne Roberts però ha ragione: buone conversazioni e chiacchiere informali sono un'arte che come società dovremmo tornare a padroneggiare. Sì: facendo attenzione alle regole base dello small talk.
Michela Murgia sull'importanza dell'intersezionalità a Repubblica delle Idee 2020
A differenza delle conversazioni impegnate e focalizzate su temi di natura politica o sociale (di cui si deve parlare, ma non sempre), le "chiacchiere" creano un'atmosfera piacevole e stabiliscono uno scambio non impegnativo e rilassante tra le persone coinvolte mantenendo la conversazione su un piano neutro. Lo small talk è quindi un primo passo per un successivo approfondimento (durante il quale eventualmente si parla di politica o di religione) che si basa su una interazione positiva e in cui ci si ascolta a vicenda parlare del più e del meno. Le chiacchiere informali creano l'opportunità per stabilire nuove connessioni ma tra persone che si conoscono già sono utili a uno scambio di energia positiva, al rilassamento di entrambe e al rilascio dello stress. Infatti, riferendosi alle chiacchiere, non si fa cenno solo a ciò che viene detto ma anche a come viene detto. Non viene messa al lavoro troppa concentrazione ma allo stesso tempo si fa caso a come l'altra persona reagisce agli input e, ovviamente, si cerca di evitare qualsiasi tipo di controversia.
bravura nello small talk significa rimanere neutrali? spesso sì
Alcune persone pensano che le chiacchiere informali siano banali e inutili convenevoli, che manchino di autenticità perché non sono conversazioni profonde e che sono forzate dalle circostanze mondane. Ma ad altre piacciono perché le chiacchiere informali sono di solito ricche di cortesia e leggere, in senso positivo. A proposito di questo, cercando in giro sul web è facile trovare prima una lista di argomenti da non affrontare se si vuole mantenere la conversazione sulla linea dello small talk, quindi appunto leggera e piacevole.
I peggiori argomenti di conversazione per una chiacchiera informale sono: soldi, sesso, politica, religione, ovviamente morte e infine aspetto fisico. Fare domande sulle finanze personali a qualcuno in una situazione rilassata è invadente e inappropriato, diverso è chiedere come vanno le cose sul lavoro. Rispetto alle opinioni politiche delle persone, la regola generale dello small talk è che non si deve parlare di politica ma più facilmente di quanto non sembri emerge forte e chiaro lo schieramento delle persone. Come diceva Michela Murgia "tutto è politica" ed è vero: lo è la musica, lo è lo sport, lo è la letteratura e perfino le abitudini alimentari o le mestruazioni sono politica. Figuriamoci se si capita a chiacchierare con estranei sotto elezioni. Sfortunatamente oggi come oggi non esistono regole e soluzioni immediate per tirarsi fuori dall'impaccio pur dicendo la propria.
È tutta una questione di contesto, tenendo presente che è importante tenere in considerazione dove ci si trova e cosa si sa - o meno - della persona con cui si sta parlando.
Il sesso e altri temi legati all'intimità sono decisamente inappropriati per le chiacchiere. È molto, molto, molto probabile che questi argomenti mettano le altre persone a disagio o le facciano sentire violate. E soprattutto non si parla dell'aspetto esteriore, non si commenta in nessun modo il fisico delle persone presenti né di quelle assenti: è vietato chiedere a qualcuna se é incinta, commentarne il peso (anche dire "sei dimagrita" è un commento, non un complimento) e chiaramente commenti di varia natura sul colore della pelle, sulla conformità del corpo o sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere sono sempre offensivi, indipendentemente dalle circostanze.
la tentazione di fare due chiacchiere sulle relazioni intime
Il tema delle relazioni (presenti o passate) è golosissimo e la tentazione di parlarne c'è sempre, soprattutto se l'ambiente è informale e rilassato. Ma parlare di relazioni può aprire una finestra su emozioni negative o su fatti personali, il che è generalmente qualcosa che si deve evitare: le altre persone potrebbero sentirsi costrette ad aggiungere la loro esperienza peronale. Il che non si adatta alla tipica forma delle chiacchiere, normalmente composta di tre parti: un rompighiaccio che dà inizio alla conversazione, uno scambio in cui si pongono ulteriori domande per continuare la conversazione e un'uscita, che consiste nel congedarsi in modo elegante. Tra le diverse cose che si possono fare per rendere più semplice la chiacchiera informale non c'è imporre una conversazione incentrata sulle proprie relazioni personali.
Le chiacchiere non sono “profonde", sono spesso il precursore di una conversazione più profonda se le persone si trovano a loro agio durante la fase della chiacchiera, necessaria appunto ad apprendere informazioni di base l'uno sull'altro prima di immergersi in argomenti più complessi. E le chiacchiere sono universali, l'idea di fondo di non mancare di tatto e di mantenere neutralità consente a chiunque di interagire con persone provenienti da contesti, culture diverse e con esperienze diverse: nessuno si offende.
a tutti piace dire la propria, ma "due chiacchiere" sono "due chiacchiere"
Parlare del meteo? È vero che è il classico argomento neutro di cui chiunque può discutere ma oggi come oggi porta direttamente al tema ambientale, ai cambiamenti climatici e a eventuali negazionisti del cambiamento climatico. Quindi anche il meteo è un argomento bandito dallo small talk. Restano locali e ristoranti, musica, libri, podcast. Ma il rischio di incorrere nella politica è sempre alto. Allora lo sport, ma non a tutte le persone piace. La soluzione: small talk significa costruire un ponte, non importa tanto di cosa si parla ma come si è detto all'inizio di "come se ne parla".
Tutti gli argomenti sono potenzialmente delicati o spiacevoli, compresi argomenti un tempo considerati "neutri" come la divisione dei compiti in casa (i cari vecchi ruoli di genere) l'approccio genitoriale, il cibo, la dieta, le vacanze. Oggi no. E va bene così: occorre rendersi conto che le società si evolvono e nell'ottica di una chiacchiera informale non è necessario né piacevole subire o far subire proselitismi su questioni che, sebbene di indubbio interesse, sarebbero fuori luogo in quella circostanza.
Infatti, se l'argomento di una chiacchiera diventa disagevole, ci si inventa una scusa e si esce dalla conversazione.