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bionde dentro Aggiornato il: 4 minuti di lettura

Ed ecco perché le bionde sono considerate sceme

Le bionde sono stupide, per questo "gli uomini le preferiscono": cinema a parte, la storia di come è nato questo stereotipo
di Eugenia Nicolosi
Ed ecco perché le bionde sono considerate sceme

Gli uomini preferiscono le bionde perché sono facili, sono sceme, sono superficiali, sono più inclini al divertimento senza pensieri, rompono meno le scatole. E non per nulla non è solo un'idea diffusa, ma continuamente alimentata. A cominciare dal film cult Gentlemen Prefer Blondes del 1953 diretto da Howard Hawks e tratto dal romanzo di Anita Loos che per prima ha messo nero su bianco lo schema.

Stupida è chi la stupida fa

Uno studio fatto da Garnier ha rivelato che il 75% delle persone credeva (era il 2009) che le brune fossero più intelligenti delle bionde. Ed è un pregiudizio che le donne conoscono e che hanno dovuto imparare ad affrontare. Non ultima Eileen Carey, una CEO della Silicon Valley, che nel 2017 si è tinta i capelli di castano per ottenere la stima degli investitori, che secondo lei erano poco convinti della sua stabilità a causa dei suoi capelli biondi (qui la notizia di ABC News). Ma al solito i Simpson l'avevano predetto sette anni prima: in un episodio del 2010 (Videosorveglianza e reality show) l'intelligentissima e brillante Lisa Simpson si tinge i capelli di castano per essere presa sul serio a una gara di dibattito, vincerla con la sua intelligenza e poi urlare "sono bionda!".

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Ma ci sono anche film che gongolano proprio sullo stereotipo che lega i capelli biondi alla stupidaggine: La rivincita delle bionde per esempio, con Reese Weetherspoon che frequenta Harvard ma nessuno le parla perché si veste di rosa e ha i capelli biondi (sì: il riferimento a Barbie è chiaro). E la bionda scema è presente nelle serie, a cominciare dal Phoebe in Friends, fino al personaggio di Penny in The Big Bang Theory o nel cartone animato dark Scooby Doo, dove si nota come i due archetipi femminili siano rappresentati con la bionda, attraente e scema Daphne e la saggia, bruna, non attraente Welma.

Le bionde sono stereotipate come più desiderabili ma meno intelligenti delle brune (le rosse sono “focose”, vedi a volte la basicità). E forse proprio perché assunte come meno intelligenti sono più desiderabili. Però sono anche furbe (e per essere furbe non occorre essere intelligenti). Se la bionda è percepita e costruita come bella allora, come sappiamo sempre dagli stereotipi, è una bella bionda a rovinare le famiglie (Glenn Close in Attrazione fatale) e forse anche porre fine alla vita del povero malcapitato (Sharon Stone in Basic Instinct) ma anche solo a comandare tra i corridoi del liceo (Regina George in Mean Girls e Kelly Taylor in Beverly Hills 90210).

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L'origine dello stereotipo 

Naturalmente le bionde non sono stupide nella realtà. Anzi, da un'analisi sul quoziente intellettivo dei e delle boomer fatta dal Bureau of Labor Statistics del Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti emerge le donne bionde naturali hanno un QI medio leggermente superiore alle brune e alle rosse. 

Però le primissime battute e stereotipizzazioni sul fatto che bionda uguale cretina potrebbtero essere fatte risalire all'Europa del Settecento, quando il personaggio principale di un'opera satirica andata in scena nel 1775 è una cortigiana di nome Rosalie Duthé. Il titolo era Les Curiosités de la Foire e il personaggio di Rosalie, oltre che per la folta chioma bionda, si distingue perché immensamente stupida.

Un paio di centinaia di anni dopo il maestro del brivido Alfred Hitchcock preferisce ingaggiare donne bionde per i ruoli da protagoniste dei suoi film poiché credeva “che il pubblico mai avrebbe sospettato di loro”. Bionda uguale scema, quindi anche innocua.

Gli uomini preferiscono le bionde?

Uno studio della Cornell University dice che le cameriere bionde ricevono mance più alte rispetto alle more. Non per nulla si dice che gli uomini preferiscano le bionde (ma che sposino le more). Lo possiamo leggere anche su The Journal of Social Psychology, più precisamente in uno studio che ha coinvolto un centinaio di uomini eterosessuali. I ricercatori dell'Università di Augsburg, nel Minnesota, hanno mostrato ai soggetti diverse immagini di donne con capelli di diversi colori chiedendo loro di valutare ciascuna di esse rispetto all'età percepita, alla salute, all'attrattiva fisica, al potenziale emotivo e capacità genitoriali. I risultati rivelano che, rispetto alle donne con i capelli scuri, gli uomini trovavano le donne dai capelli chiari complessivamente più attraenti ma anche come più promiscue. Le avrebbero scelte per una uscita di una sera ma non come madri dei loro figli.

Ovviamente a parte dover sottolineare quanto questo studio sia sessista e precisare che l'aspetto esteriore delle persone non è sufficiente a stabilirne attitudini, tratti caratteriali o intellettivi, è la prova che gli uomini sono in effetti più propensi a preferire le bionde. Almeno per appuntamenti leggeri.

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Bionda uguale giovane

Questo pregiudizio comunque trova radice sempre nell'idea di fertilità come metro di giudizio: sin dalla preistoria lo spirito conservazione e la volontà inconscia di dare prosecuzione alla specie, spingono l'uomo delle caverne a sentirsi attratto da donne giovani e in salute. In tal senso i capelli erano – sono – un indicatore di gioventù e salute e quindi di fertilità e dal momento che i capelli tendono a scurirsi con l'età, le donne con i capelli più chiari sono percepite come più giovani. Quindi più fertili. Per questo lo stimolo è a livello fisico verso le bionde. Ma proprio perchè percepite come giovani sono anche percepite come stupide. Ed ecco che le more acquistano valore quando la relazione che gli uomini etero cercano è di tipo più serio. Non è una opinione nostra: lo dice la ricerca. Anzi, lo dicono le ricerche.

Tanto è vero che un'indagine sul colore dei capelli come potenziale ostacolo al successo professionale è stata fatta anche sugli amministratori delegati delle prime 500 aziende del Financial Times Stock Exchange (FTSE).

 

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Uno studio dell'Università di Westminster fatto nel 2011 ha valutato come gli uomini percepiscono le donne sulla base del colore dei capelli ma mandando in giro sempre la stessa ragazza. A volte con i capelli tinti di biondo, a volte con i capelli tinti di castano. La probabilità che venisse avvicinata da estranei aumentava quando entrava nei locali con i capelli biondi ma quando successivamente i ricercatori hanno intervistato gli uomini che le hanno parlato, veniva valutata più intelligente e attraente da chi l'ha conosciuta quando era bruna. Chi è lo stupido adesso?

Lo stereotipo della "bionda stupida" però, al contrario della provata preferenza maschile verso le bionde, non poggia su alcuna base scientifica: non ci sono prove che suggeriscono che le bionde sono meno intelligenti o brillanti di altre persone. Ma, c'è sempre un “ma”, una possibile altra spiegazione che giustifica la nascita di questo stereotipo è la convinzione che le donne attraenti non siano incentivate a istruirsi né a coltivare (e dimostrare) il loro intelletto o la loro cultura per garantirsi un futuro. E questo perché le donne vengono ancora giudicate sulla base del loro aspetto.

 

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È lo sguardo maschile, sorella

E se da una parte essere attraenti per le donne è percepita come una risorsa, dall'altra può realmente compromettere la loro credibilità. Ovviamente è una banale ipotesi, per quanto si basi sul dato certo che essere attraenti rende la vita più facile, che si sia donne, uomini o di genere neutro, poco importa.

Quello su cui si dovrebbe ragionare è la visione maschile – ancora dominante – che impone sé stessa al mondo intero: le donne hanno introiettato la dicotomia bellezza vs intelligenza, per prima cosa, e i capelli biondi come sintomatici di aspetti caratteriali, attitudini, cervello.subito dopo. Tanto è vero che ci scherziamo su anche noi: abbiamo anche rivendicato la “bionditudine” recuperando l'appellativo bionda da decenni distorto e trasformato in un concentrato di pregiudizi e facendolo nostro: rivendichiamo di “essere bionde dentro” se non lo siamo anche fuori, per giustificarci scherzosamente dopo una gaffe o una defaillance. Ciò non toglie che alla base di ogni stereotipo c'è una cultura misogina che propaga bugie misogine utili solo garantire lo status quo: più le donne si preoccupano di come appaiono, meno spazi conquistano.