Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso
Degli studi hanno analizzato l'impatto degli atti casuali di gentilezza sulla salute mentale e sulla produzione di endorfine, dopanima e serotonina.
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Praticate atti di gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso. È una frase che scritta dalla giornalista e scrittrice Anne Herbert su una tovagliolo a Sausalito, in California, nel 1982 (in inglese: random kindness and senseless acts of beauty). La frase è diventata un manifesto, oltre che un libro scritto sempre da lei una decina di anni dopo e che racconta "vere storie di atti di gentilezza casuali". Un atto casuale di gentilezza che cos'è? È un’azione non premeditata e incoerente che esprime e offre gentilezza verso il mondo esterno. E la gentilezza, da enciclopedia, è "un tipo di comportamento caratterizzato da atti di generosità, considerazione, cura o preoccupazione per gli altri senza aspettarsi lodi o ricompense in cambio".
Nel Libro II della Retorica, Aristotele definisce la gentilezza come "la disponibilità verso chi è nel bisogno, non in cambio di qualcosa, né a vantaggio di chi soccorre stesso, ma a quello della persona aiutata". Friedrich Nietzsche considerava la gentilezza e l'amore "le erbe e gli agenti più curativi nei rapporti umani".
La "Giornata degli atti di gentilezza a casaccio"
La Giornata degli atti di gentilezza a casaccio è il 17 febbraio di ogni anno: è stata istituita ufficialmente nel 1995 negli Stati Uniti come "Random Acts of Kindness Day". Si tratta di una giornata dedicata alla promozione della gentilezza e della buona volontà. Incoraggia le persone a compiere atti di gentilezza semplici e inaspettati (a "casaccio") e a creare una reazione a catena di positività. Secondo la Random Acts of Kindness Foundation e la Mental Health Foundation si può celebrare la Giornata degli atti di gentilezza a casaccio in oltre cinquanta modi tra cui fare complimenti, pagare il conto del bar a qualche estraneo, inviare messaggi di cura e affetto agli amici e alle amiche, aiutando un vicino di casa nei lavori che lo occupano oppure naturalmente dedicarsi ai volontariato.
Sul sito di divulgazione e ricerca medico scientifica Psychiatry.com sono stati pubblicati alcuni studi che dimostrano come, oltre a diffondere amore innescando una reazione a catena, gli atti di gentilezza a casaccio fanno bene alla salute.
Atti di gentilezza a casaccio e salute mentale
Nello studio condotto dai ricercatori dell'Università dell'Ohio e riportato sul portale, le persone con elevati sintomi di depressione o ansia sono state invitate a impegnarsi in atti di gentilezza, a partecipare ad attività sociali o a un breve intervento basato sulla terapia cognitivo comportamentale (in particolare rivalutazione cognitiva). È stato riscontrato che tutti e tre gli interventi riducono i sintomi, diminuiscono il disagio e migliorano la soddisfazione della vita. Ma rispetto agli atti di gentilezza è emerso che chi dei pazienti li ha compiuti ha ottenuto maggiori benefici rispetto alla sfera della connessione sociale.
Gli autori e la autrici della ricerca hanno notato che i gesti di gentilezza hanno vantaggi distinti rispetto all’interazione sociale generale: gli atti di gentilezza possono migliorare più efficacemente la connessione sociale e le relative dimensioni del benessere rispetto alle tecniche prevalenti di terapia cognitivo comportamentale.
Lo studio fornisce anche alcune informazioni sul processo. Compiere atti di gentilezza ha aiutato le persone con depressione o ansia a distogliere l’attenzione da se stessi e a distogliere la mente dai sintomi, anche perché è stato scoperto in quella circostanza che essere spontaneamente gentili può aumentare la felicità e l'autostima, diminuendo allo stesso tempo lo stress e la reattività emotiva.
la gentilezza è contagiosa
Secondo un altro studio le persone che limitano i propri atti di gentilezza lo fanno perché ne sottovalutano il valore: ricercatori e ricercatrici hanno scoperto che, mentre chi dona qualcosa osserva il valore dell’oggetto o dell’azione, chi lo riceve vede un valore maggiore nel calore del gesto e nell’interazione sociale positiva. Un’altra caratteristica degli atti di gentilezza, supportata dalla ricerca, è che possono essere contagiosi. Le persone che hanno ricevuto atti di gentilezza avevano maggiori probabilità di essere loro stesse più generose. Semplici atti di gentilezza quotidiani possono contribuire a migliorare l’umore, ridurre lo stress e possibilmente alleviare i sintomi di depressione o ansia. Inoltre, quello che potrebbe sembrare un piccolo gesto gentile potrebbe avere un impatto maggiore di quanto si possa pensare.
Ma non solo: essere gentili può diminuire la pressione sanguigna e il cortisolo, un ormone direttamente correlato ai livelli di stress. Le persone che si donano in modo equilibrato tendono anche a essere più sane e a vivere più a lungo. Praticare atti di gentilezza può aumentare il senso di connessione con gli altri, diminuire la solitudine, combattere l’umore basso. Fisiologicamente, la gentilezza può cambiare in positivo il funzionamento del cervello aumentando i livelli di serotonina e dopamina. Questi neurotrasmettitori producono sentimenti di soddisfazione e benessere e attivano i centri del piacere e della ricompensa. Anche le endorfine, l'antidolorifico naturale del nostro corpo, possono essere rilasciate quando si pratica la gentilezza.
Ci sono molte ragioni per cui gli atti di gentilezza sono positivi sia per chi li pratica che per chi li riceve: accade perché la gentilezza è più di un comportamento o di un approccio, è un’arte quella della gentilezza, che implica nutrire il proprio spirito di disponibilità, generosità e cura. E farlo secondo le necessità del prossimo, non le proprie, e senza aspettarsi nulla in cambio. La Giornata degli atti di gentilezza a casaccio allora è utile, ci ricorda che i piccoli gesti hanno il (grande) potere di cambiare le cose.
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