5 indimenticabili film LGBTQIA+ italiani da vedere nel mese del Pride
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A volte, da italiani, tendiamo a sottovalutare il nostro stesso cinema, specialmente quello che racconta tematiche sulle quali, lo sappiamo, non andiamo proprio forte rispetto ai paesi anglosassoni, come i diritti LGBTQIA+. Eppure, dei titoli preziosi ed indimenticabili nati dalle menti e dai cuori pulsanti di questo Paese esistono e sono anche di uscita recente. Vi proponiamo una lista di perle dimenticate del cinema gay e queer nostrano che forse si sono perse qui e là ma che testimoniano l’esistenza di un’anima italiana che ha voglia di raccontare storie che non sono etero o ciscentriche e di farlo con una visione tutta sua, un linguaggio vivido, delicato, poetico inconfondibile delle nostre terre e, soprattutto, che sa farlo ad opera d’arte.
Eccovi cinque film queer italiani degli ultimi anni da recuperare assolutamente durante il Pride Month.
1) L'Immensità di Emanuele Crialese (2022), una coming-of-age story trans tutta italiana
Un'intima e commovente memoria d'infanzia di Emanuele Crialese, pluripremiato regista italiano transgender, che ha regalato al pubblico molti capolavori politicamente impegnati come Nuovomondo e Terraferma. L'immensità (2022) combina un cast straordinario, impreziosito dalla presenza di Penelope Cruz - che per il ruolo si è aggiudicata sia la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile alla 79ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e al David di Donatello alla miglior attrice protagonista – nei panni della madre del protagonista, ed una colonna sonora senza tempo che spazia da Mina a Adriano Celentano a Raffaella Carrà. La storia è una narrazione tutta italiana di una famiglia in difficoltà, vista attraverso la lente del figlio, Adriana, che in realtà è un bambino che vuole essere chiamato Andrea. Il giovane, primogenito di una madre amorevole ma disperata della quale vorrebbe essere il supereroe, è alle prese con un mondo che vuole inquadrarlo come una giovane donna in divenire e non il ragazzo adolescente che è davvero. Segnato dal rapporto conflittuale con il proprio corpo che attraversa la pubertà, noi spettatori osserviamo Andrea andare in vacanza con la famiglia, partecipare alle caotiche cene di Natale, innamorarsi, osservare rapito gli idoli della TV, come qualsiasi adolescente normale negli anni '70. Un affascinante e incantato frammento di vita che affiora attraverso una visione poetica ed autobiografica, modulata attraverso uno spettro di emozioni davanti alle quali è impossibile non commuoversi.
2) Stranizza d'amuri di Beppe Fiorello (2023): la tragedia che ha segnato la nascita del movimento gay italiano
L’ispirazione di questo film è un’orribile tragedia consumatasi negli anni ‘80, portò alla creazione dei primi movimenti omosessuali italiani: l'omicidio di Giarre. Stranizza d'amuri di Beppe Fiorello è uscito nel marzo 2023 e si è aggiudicato tre Nastri d'Argento per il Miglior Regista Esordiente, Migliori Costumi e Miglior Sceneggiatura. Lontana dall'essere cruenta e orrorifica, la pellicola descrive una tenera e delicata storia d'amore tra due adolescenti siciliani, gravemente osteggiati dalle famiglie e dall'intera città. Nonostante i protagonisti del racconto siano i sentimenti adolescenziali nati spontaneamente tra i due ragazzi (interpretati dal ballerino Samuele Segreto di Amici e dal giovane attore Gabriele Pizzurro) in una calda estate, l’omofobia sedimentata nel Meridione di allora e l’odio emergono con una limpidezza accecante, riuscendo a non essere voyeuristici nella rappresentazione della violenza tipica di quell'epoca.
Un monumento sincero alla memoria di due giovani che hanno inconsapevolmente fatto la storia per aver osato amare chi desideravano, che al tempo stesso ci riporta alla durissima realtà di una lotta per il diritto di esistere pagata col sangue.
3) Croce e Delizia di Simone Godano (2019), una commedia all’italiana che ha come protagonisti un’anziana coppia gay
Per dare a questa lista una nota più leggera, svoltiamo pagina su Croce e Delizia di Simone Godano, che è ben poco croce e tanto delizia. Questa esilarante commedia parte da una premessa cara alla comicità italiana: due famiglie che non potrebbero essere più diverse tra loro (gli altezzosi Castelvecchio e i rudi, romani Petagna) si trovano 'accidentalmente' costrette a trascorrere le vacanze insieme in un’enorme tenuta estiva sul litorale di Formia. Peccato che questo scomodo disguido è stato in realtà programmato a loro insaputa dai due anziani padri di famiglia, Carlo (Alessandro Gassman) e Tony (Fabrizio Bentivoglio), per far conoscere le due tribù prima di annunciare il loro fidanzamento. Non serve precisare che la notizia arriva come uno shock improvviso ai figli, che stabiliscono di allearsi per sabotare le nozze prima che sia troppo tardi. Ma ci riusciranno?
Un’estate italiana, colorata, rumorosa e calda, segnata da grigliate improvvisate, sequenze di danza spontanee, incomprensioni e un umorismo irresistibile che non impedisce al film di affrontare i problemi quotidiani di una famiglia moderna che si trova a fare i conti con differenze di mentalità, dialetti e perfino sessualità. Tante risate e una lacrima da non perdere.
4) La dea Fortuna di Ferzan Özpetek (2019), la storia di una famiglia omogenitoriale che cerca di ritrovarsi
Forse meno noto dell’ultima impresa - Nuovo Olimpo - ma sicuramente uno dei più bei film del regista turco-italiano Ferzan Özpetek. La dea Fortuna (vincitrice di ben tre David di Donatello, quattro Nastri d'Argento e un Ciak d'Oro) ruota attorno ad una coppia gay di lunga data che, alla soglia della mezza età, si trova di fronte ad una crisi profonda segnata da tradimenti ed incomunicabilità e, forse, causata da due caratteri che con gli anni si sono rivelati troppo diversi. Le cose cambiano per Alessandro ed Arturo (Edoardo Leo e Stefano Accorsi) quando Annamaria, un’amica di famiglia gravemente malata interpretata da Jasmine Trinca, affida loro i suoi due figli perché incapace di prendersi cura di loro. Durante il difficile viaggio verso la villa d’infanzia della donna, inizierà lentamente a prendere forma una famiglia non così ordinaria ma che, alla fine, può essere considerare semplicemente come giusta. Özpetek si riserva di trattare uno dei suoi temi preferiti senza sottrarsi mai dal rappresentare la complessità dei legami umani, dalle intime amicizie alle relazioni più complicate e, soprattutto, le famiglie "per scelta" che prescindono dalla tradizionalità dei ruoli per sbocciare su sentimenti sinceri come una boccata d’aria.
5) La Bella Estate di Laura Lucchetti 2023: da un classico della letteratura al cinema saffico
La bella estate è il terzo lungometraggio della giovane regista Laura Luchetti; un’impresa ambiziosa considerando che è basato su una raccolta di tre romanzi brevi di Cesare Pavese con lo stesso nome, una pietra miliare della nostra letteratura (che nel 1950 furono onorati con il Premio Strega). La storia è ambientata in una Torino in bilico sull’orlo della Seconda Guerra Mondiale e percorre le difficoltà che la giovane Ginia (Yile Yara Vianello) incontra nei suoi primi passi nel mondo degli adulti che sta iniziando a incontrare. In soccorso della timida ragazza arriva la navigata e seducente Amelia (Deva Cassel, figlia di Monica Bellucci), già modella per molti artisti della città; questa focosa anima riesce a trascinarla nel vortice degli atelier artistici e ad aprirle gli occhi su innumerevoli nuove scoperte. Una narrazione di formazione che riguarda il delicato equilibrio tra identità e sguardo esterno che affronta temi cari alla regista come la femminilità, il corpo e il desiderio.
La critica italiana l’ha considerato una matura rilettura contemporanea di un romanzo che è riuscita a farsi fotografia dell’epoca ed al tempo stesso sappia far intravedere una rara prospettiva femminile sulla scoperta di sé e sulla soglia tra adolescenza ed età adulta.
Non solo è importante riscoprire questi film per i capolavori che sono, ma anche per valorizzare un’arte che si fa voce di esperienze di vita rimasti indietro. Se il cinema è immagine in movimento, fissiamo per qualche secondo ancora i frame di queste pellicole prima di scorrere come il vento sul futuro, in attesa che i nostri grandi autori sappiano ancora regalare a noi, all’Italia e al mondo storie di questa unicità e bellezza.Condividi su