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“Vivere è un atto politico”: l’eredità di Michela Murgia (anche) nei suoi libri

“Vivere è un atto politico”: l’eredità di Michela Murgia (anche) nei suoi libri
La scrittrice e attivista di origini sarde ci ha lasciato a 51 anni a causa di un tumore inoperabile; negli ultimi mesi ha raccontato i valori della propria famiglia queer, ma la sua “vita politica” non si ferma qui.
 
di Alice Michielon
Ho cinquant’anni ma ho vissuto dieci vite. Ho fatto cose che la stragrande maggioranza delle persone non fa in una vita intera. Cose che non sapevo neppure di desiderare. Ho ricordi preziosi”; così diceva Michela Murgia in un’intervista per Aldo Cazzullo lo scorso maggio, quando già sapevamo della sua malattia, un carcinoma ai reni al quarto stadio con metastasi “già nei polmoni, nelle ossa, al cervello”. 
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I libri di Michela Murgia

Le sue dieci vite sono state vissute all’insegna del dialogo, del confronto, della scrittura e del dibattito: della lotta. L’eredità che Michela Murgia ci lascia supera ogni forma di limite spaziale e temporale, e sta nelle sue parole, sia dette che scritte.

Dopo una formazione cattolica (insegna anche religione a scuola per diversi anni), si dedica alla scrittura e, nel 2006, pubblica il suo primo romanzo, Il mondo deve sapere, da cui il regista Paolo Virzì trae ispirazione per il film tragicomico Tutta la vita davanti. Dopo poco arriva Accabadora, il romanzo che la consacra alla scrittura di finzione e che le regala il premio Super Mondello e il premio Campiello. Ciò che più spesso ricordiamo di lei, però, sono i saggi.

 

Dialogo, confronto, lotta

Sia in Ave Mary. E la chiesa inventò la donna (2011) che in God Save The Queer (2022), Michela Murgia dimostra la sua grande capacità di analisi e confronto mettendo a dura prova anche sé stessa e cercando di riflettere, da cattolica e da femminista, sul ruolo della donna all’interno della religione che segue e delle sacre scritture. “Da cristiana”, scrive nel secondo libro citato, “confido nel fatto che anche la fede abbia bisogno della prospettiva femminista e queer, perché la rivelazione non sarà compiuta fino a quando a ogni singola persona non sarà offerta la possibilità di sentirsi addosso lo sguardo generativo di Dio mentre dichiara che quello che vede ‘è cosa buona’”.
Insieme alla collega Chiara Tagliaferri scrive Morgana: storie di ragazze che tua madre non approverebbe e Morgana: L’uomo ricco sono io, oltre che L’inferno è una buona memoria. In questi romanzi emerge la visione di un mondo, il nostro, in cui anche l’immaginario letterario, per dire, al maschile. Dalle riflessioni scaturite a partire dalla stesura di questi libri (e non solo), nel 2019 arriva l’idea, parecchio criticata e dibattuta, della schwa. “Dove è stato possibile abbiamo quindi scelto di non utilizzare il maschile sovra esteso, che tradizionalmente pretende di rappresentare anche il genere femminile, e l’abbiamo sostituito con il fonema schwa, che dà vita a un plurale neutro”.

L'ultima eredità prima dell'addio

L’ho uccisa perché l’amavo. Falso!, Futuro interiore, Istruzioni per diventare fascisti, Noi siamo tempesta, Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo e Catechismo femminista sono alcuni degli altri libri da lei scritti con la costanza di chi vive davvero seguendo il principio per cui “vivere è un atto politico”. Principio che è stato seguito e dimostrato fino all’ultimo; Murgia, dall’annuncio della malattia, aveva deciso di raccontare al mondo la propria famiglia queer, sognando un futuro senza limiti né standard derivati dall’impostazione patriarcale, ma semplicemente uno in cui ognuno di noi tesse la propria rete famigliare come più preferisce. Un insegnamento che ci ha lasciato e che non è solo teoria, ma che ha applicato attivamente e pubblicamente nel corso della sua vita.
Il suo ultimo libro, Tre ciotole, racconta di diversi personaggi che devono affrontare le nuove sfide emotive dettate da un grosso cambiamento nelle loro vite; un po’ quello che lei stessa ha dovuto fare. “Una sera ti metti a tavola e la vita che conoscevi è finita”. Oggi, con il tuo addio, anche la nostra cambia; ma è certo che il patrimonio che ci hai lasciato potrà dirigere questo cambiamento verso orizzonti migliori.

 

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